di
Massimiliano Jattoni Dal’Asén

Assoutenti lancia l’allarme sugli effetti delle accise: «Una pressione sui prezzi che rischia di ridurre i consumi e pesare sul potere d’acquisto delle famiglie»

L’anno nuovo si apre con un conto salato per le famiglie italiane. Tra aumenti fiscali e ritocchi tariffari già scattati dal 1° gennaio, il 2026 rischia di partire in salita sul fronte del potere d’acquisto. A stimare l’impatto complessivo dei rincari è Assoutenti, che parla di una «stangata» da circa 900 milioni di euro a carico dei consumatori.

Il gasolio

Una cifra che prende forma da una serie di interventi mirati, a cominciare dai carburanti. Da oggi fare il pieno di gasolio costa di più, a causa dell’aumento delle accise pari a 4,05 centesimi di euro al litro. Un ritocco apparentemente contenuto, ma che su base annua – sottolinea l’associazione – è destinato a generare un gettito aggiuntivo per l’erario stimato in circa 552 milioni di euro. Un onere che si riflette direttamente su automobilisti, trasportatori e, a cascata, sui prezzi di molti beni che viaggiano su gomma.



















































Tabacchi

Non va meglio sul fronte dei prodotti da fumo. Anche qui, con l’inizio del nuovo anno, entrano in vigore i rincari legati all’aumento delle accise deciso dal governo. Le sigarette tradizionali registrano incrementi medi intorno ai 15 centesimi a pacchetto, mentre per il tabacco trinciato l’aumento arriva fino a 50 centesimi. Secondo Assoutenti, l’impatto complessivo di questi rialzi è stimabile in circa 213 milioni di euro nel corso del 2026.

Assicurazioni auto

Ma la lista dei rincari non si ferma qui. Dal 1° gennaio salgono anche i costi legati all’Rc auto: l’aliquota sulle polizze accessorie – in particolare quelle contro il rischio di infortunio del conducente e per l’assistenza stradale – passa al 12,5% per i contratti stipulati o rinnovati da quest’anno. Una modifica che, secondo le stime di Assoutenti, comporterà un aggravio di spesa complessivo pari a circa 115 milioni di euro per gli assicurati.

Pedaggi autostradali

A pesare sulle tasche degli automobilisti contribuisce inoltre l’aumento dei pedaggi autostradali. Le tariffe salgono in media dell’1,5%, con un impatto stimato in circa 20 milioni di euro annui, considerando la spesa complessiva delle famiglie italiane per la voce pedaggi.

Si tratta di misure che, se da un lato rispondono a esigenze di bilancio e a obiettivi di politica fiscale, dall’altro finiscono per comprimere ulteriormente la capacità di spesa delle famiglie in una fase già segnata da incertezza economica e inflazione persistente. Un quadro che rischia di pesare soprattutto sui redditi medio-bassi, più esposti agli aumenti dei beni di consumo quotidiano e dei costi di mobilità.

L’allarme lanciato dalle associazioni dei consumatori si inserisce così in un contesto più ampio, in cui il tema del caro vita torna a occupare il centro del dibattito pubblico. Il timore è che l’effetto combinato dei rincari fiscali e delle tensioni sui prezzi possa tradursi in una frenata dei consumi nei primi mesi dell’anno, proprio mentre l’economia cerca segnali di stabilizzazione.

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1 gennaio 2026