Dal mito classico al cinema d’autore, dai grandi franchise che cercano una nuova legittimazione all’interno della sala fino alle riletture radicali dei testi fondativi della cultura occidentale: il 2026 si annuncia come un anno di transizione e insieme di rilancio per il cinema internazionale. Un panorama in cui convivono ritorni attesissimi, operazioni industriali ad alto rischio e film più intimi che puntano a ridefinire il rapporto tra racconto, memoria e corpo. Da Nolan a Zhao, da Villeneuve ai nuovi equilibri Marvel e DC, ecco una mappa dei titoli più attesi, tra ambizione artistica e scommessa commerciale.

Hamnet

E’ diretto da Chloé Zhao, la regista oscar di Nomadland, che stavolta affronta il romanzo di Maggie O’Farrell scegliendo un registro intimo e sensoriale, lontano da qualsiasi tentazione di biopic letterario. Al centro del film c’è il lutto per la morte del figlio undicenne di Shakespeare, osservato soprattutto attraverso lo sguardo della madre, interpretata da Jessie Buckley, mentre il padre è Paul Mescal, presenza più laterale, trattenuta, quasi defilata. La regia lavora per sottrazione, affidandosi ai corpi, alla natura e al tempo che passa, con una messa in scena fisica del dolore, mai dichiarata né spiegata. Shakespeare resta sullo sfondo, mentre la creazione artistica emerge come risposta indiretta alla perdita, trasfigurazione di un’esperienza privata in forma universale.

Odissea

Christopher Nolan affronta il testo fondativo del racconto occidentale come una grande epopea cinematografica, ma senza ridurla a puro spettacolo mitologico. Odisseo non è soltanto un eroe in viaggio, ma una figura che attraversa il tempo, la memoria e la responsabilità morale del ritorno. Il film è girato in IMAX, in gran parte in location reali, con una scelta dichiarata di ridurre al minimo l’uso della CGI (Computer generated imagery), in continuità con l’idea di un cinema fisico e immersivo. Il cast è tra i più ricchi degli ultimi anni: Matt Damon è Odisseo, Tom Holland Telemaco, Anne Hathaway Penelope, accanto a Zendaya, Lupita Nyong’o, Robert Pattinson e Charlize Theron. Le polemiche e lo scetticismo non si sono fatti attendere, a partire dal teaser e dagli elmi neri degli Achei, giudicati da alcuni troppo tecnologici. L’uscita è prevista per il 16 luglio 2026.

Dune: Parte Tre

Con il terzo capitolo Denis Villeneuve chiude l’arco narrativo della trasposizione di Dune. Il centro del racconto non è più l’ascesa dell’eroe, ma la gestione del potere e le sue conseguenze. Paul Atreides è ormai imperatore, prigioniero del proprio mito e delle aspettative messianiche che lui stesso ha alimentato. Tornano Timothée Chalamet, Zendaya, Florence Pugh, Rebecca Ferguson, Josh Brolin e Jason Momoa. Chalamet, che nel 2026 è anche protagonista di Marty Supreme, diventa il volto di una stagione in cui cinema industriale e cinema d’autore si sovrappongono sempre più apertamente. Per la saga di Dune bisognerà attendere l’autunno.

Sirat

Il film di Oliver Laxe, candidato all’Oscar per la Spagna e premiato dalla giuria di Cannes in cui sedeva anche Alba Rohrwacher, è un viaggio fisico e interiore nel deserto marocchino. Attraverso una comunità nomade che vive ai margini del mondo, il cammino assume la forma di un rito, mentre la narrazione procede per immersioni sensoriali, tra trance collettiva, musica elettronica e silenzi primordiali. Il paesaggio è una forza attiva che mette alla prova i corpi e smaschera le fragilità; il tempo si dilata, l’orientamento si perde, i personaggi cercano un altrove e incontrano soprattutto il limite. Il film interroga il bisogno di comunità e il desiderio di sparizione, chiedendo allo spettatore non di capire ma di attraversare.

Avengers: Doomsday

È il film chiamato a ricompattare il Marvel Cinematic Universe dopo anni di dispersione. Marvel ha richiamato i fratelli Russo alla regia e ha confermato il ritorno di Robert Downey Jr. in un ruolo centrale, non come Iron Man ma come figura antagonista chiave. Chris Evans è riapparso in materiali teaser pensati esplicitamente per la sala, mostrati anche come contenuto-evento prima delle proiezioni di Avatar: Fuoco e Cenere. Il segnale è chiaro: Marvel torna a puntare sull’esperienza cinematografica condivisa e sulla memoria emotiva del pubblico. L’uscita è prevista per il 16 dicembre.

The Digger

Alejandro G. Iñárritu firma un film apertamente politico con Tom Cruise protagonista. Secondo le indiscrezioni, interpreta un uomo al vertice del potere globale, responsabile di una catastrofe che tenta di riscrivere se stesso come salvatore. Il film lavora sul corpo, sull’immagine pubblica e sulla colpa, in continuità con il cinema più allegorico e spietato del regista. È uno dei titoli internazionali più attesi anche in chiave festivaliera. In uscita il primo ottobre.

Sentimental Value

Joachim Trier firma un dramma familiare che ruota attorno al rapporto tra arte e legami affettivi. Nel cast Renate Reinsve, uno Stellan Skarsgård formidabile e Elle Fanning. Il film riflette sul rischio di usare la vita privata come materiale artistico e sul conflitto costante tra ambizione e cura. È uno dei titoli europei più solidi del periodo, già considerato cruciale nel discorso critico internazionale, con prospettive concrete verso Golden Globe e Oscar. In sala dal 22 gennaio.

Il Mago del Cremlino – Le origini di Putin

Adattamento del romanzo di Giuliano da Empoli, diretto da Olivier Assayas e presentato alla scorsa Mostra di Venezia. Paul Dano (reduce anche dal dibattito acceso da Tarantino sulla sua interpretazione ne Il petroliere) interpreta l’oligarca narratore, mentre Jude Law è Vladimir Putin e Alicia Vikander completa il cast principale. Il film analizza il potere russo dal punto di vista dei suoi architetti, lavorando sul linguaggio, sulla manipolazione e sulla costruzione del consenso. In sala dal 12 febbraio.

Michael

Il biopic ufficiale dedicato a Michael Jackson è concepito come un grande film-evento hollywoodiano, con il pieno coinvolgimento della Fondazione Michael Jackson. L’impianto narrativo segue un percorso cronologico che attraversa la prima parte della vita dell’artista, dall’infanzia rigidissima nei Jackson 5 alla costruzione del mito globale. La regia è di Antoine Fuqua, la sceneggiatura di John Logan. Michael è interpretato dal nipote Jaafar Jackson, scelta che punta sulla continuità fisica e performativa più che sull’imitazione. Il film dispone dell’accesso completo al catalogo musicale originale.

Cime tempestose

Il nuovo Cime tempestose firmato da Emerald Fennell affronta il romanzo di Emily Brontë senza mediazioni romantiche, concentrandosi sulla violenza emotiva, sul rancore di classe e sulla distruttività del desiderio. Margot Robbie è Catherine Earnshaw, Jacob Elordi Heathcliff. La messa in scena è fisica, sensuale e aspra: le brughiere diventano uno spazio mentale più che un fondale naturalistico. Nessuna idealizzazione, ma una rilettura netta e senza attenuanti.

The Bride!

Secondo film da regista di Maggie Gyllenhaal, è una rilettura radicale del mito di Frankenstein che sposta il centro sulla figura della Sposa. Ambientato nella Chicago degli anni Trenta, mescola melodramma, noir e musical. Jessie Buckley interpreta una creatura che rifiuta fin da subito il destino imposto, mentre Christian Bale è una Creatura tragica e consapevole. La musica diventa strumento di soggettività e affermazione identitaria. Un film sull’autonomia e sul rifiuto dell’ordine morale.

US-French actor Timothee Chalamet attends the NY premiere of "Marty Supreme" in New York on December 16, 2025. (Photo by ANGELA WEISS / AFP via Getty Images)

US-French actor Timothee Chalamet attends the NY premiere of “Marty Supreme” in New York on December 16, 2025. (Photo by ANGELA WEISS / AFP via Getty Images) 

Marty Supreme

Primo lungometraggio diretto in solitaria da Josh Safdie, con Timothée Chalamet protagonista. Ispirato liberamente alla figura di Marty Reisman, campione di ping-pong borderline e carismatico, il film – in cui si presenta in un ruolo rilancio anche Gwyneth Paltrow nei panni di una diva in ritiro che tenta il ritorno a teatro – racconta l’ossessione per la vittoria e l’impossibilità di separare identità e performance. Chalamet affronta una trasformazione fisica estrema, frutto di quattro anni di allenamento. È l’altro lato della sua stagione, più nervoso e urbano rispetto a Dune.

Toy Story 5

Quinto capitolo della saga Pixar iniziata nel 1995, in uscita nel 2026. Tornano le voci di Tom Hanks e Tim Allen. La regia è di Andrew Stanton con McKenna Harris. Al centro, il confronto tra giocattoli tradizionali e tecnologia contemporanea: schermi, intelligenza artificiale, intrattenimento digitale. Più che un sequel, una riflessione sul presente dell’infanzia e sull’esperienza della sala.

Star Wars: The Mandalorian and Grogu

Trasposizione cinematografica dello spin-off televisivo, con Pedro Pascal e Sigourney Weaver. Il film espande l’universo narrativo oltre lo streaming, riportando Star Wars su un terreno esplicitamente cinematografico.

Le cronache di Narnia – Il nipote del mago

Primo capitolo del nuovo corso Netflix diretto da Greta Gerwig. Adattamento del romanzo del 1955 di C. S. Lewis, racconta la nascita stessa di Narnia. Nel cast Daniel Craig, Emma Mackey e Carey Mulligan. Un fantasy mitologico pensato per il grande schermo, nonostante l’origine streaming del progetto.

Il diavolo veste Prada 2

Il sequel aggiorna il mondo della moda e dell’editoria nell’era del digitale e della crisi della carta stampata. Tornano Meryl Streep, Emily Blunt e Anne Hathaway. Le riprese milanesi hanno già acceso l’attenzione.

Supergirl: Woman of Tomorrow

Parte del nuovo DC Universe guidato da James Gunn e Peter Safran. Diretto da Craig Gillespie, con Milly Alcock nel ruolo di Kara Zor-El. Non è una origin story tradizionale, ma il ritratto di un personaggio già formato, coerente con il fumetto di Tom King e Bilquis Evely.