Le truffe (e le frodi) si evolvono sempre molto rapidamente, pronte ad aggirare i sistemi di sicurezza e di protezione messi in atto da istituzioni e cittadini. Lo stesso progresso tecnologico alla base degli standard di salvaguardia che ogni giorno permette di usare carte e conti correnti può essere sfruttato dalle mani dei truffatori, che hanno da poco affinato una pericolosa tecnica. L’obiettivo, però, rimane sempre lo stesso: rubare soldi dai conti correnti altrui, prelevandoli comodamente dopo aver scoperto il codice Pin delle ignare vittime.
Il meccanismo neanche cambia più di tanto, tutti gli sforzi sono puntati sugli sportelli automatici per il prelievo, che pullulano di malintenzionati fin dalla loro introduzione. I nuovi strumenti messi a punto da alcuni criminali, tuttavia, rende ancora più efficienti queste truffe, facili e veloci per i truffatori e insidiose per i correntisti.
Resta poi anche un altro pilastro delle frodi, ossia l’importanza della prevenzione. Scoprire il problema in tempo, denunciare il reato e trovare i responsabili è già difficile, senza contare che gli autori devono poi essere assicurati alla giustizia e nemmeno allora si è certi di recuperare i soldi perduti. Meglio tutelare il proprio denaro fin dal principio e limitare il danno, a questo punto.
Un nuovo incredibile metodo utilizzato dai truffatori
Parlando comunemente di questo genere di malfatte usiamo sempre la parola “truffa”, anche se questo nuovo incredibile metodo messo a punto da alcuni criminali sembrerebbe più nello specifico una frode. Per la vittima poco cambia, se non che in quest’ultimo caso non ha alcun genere di contatto con l’autore del reato. Ciò non significa chiaramente che sia meno pericoloso, di certo non lo è per i risparmi sul conto, anche perché questa frode innovativa (bisogna riconoscerlo) sembra già piuttosto diffusa e non esclude comunque una più approfondita interazione con i malcapitati.
Ad avvertire del sistema sono infatti stati i ricercatori dell’università di Glasgow, in prima persona coinvolti nello sviluppo delle tecnologie in questione e ben consci dei danni che possono fare nelle mani sbagliate. Come anticipato, tutto ruota intorno al momento del prelievo dall’Atm ed eventualmente dagli apparecchi per il pagamento. In generale, sono a rischio tutte le circostanze in cui si inserisce il codice Pin attraverso un tastierino, perché questo metodo all’avanguardia si basa sul trucco più vecchio del mondo: ricostruire il codice Pin dai tasti premuti.
Il problema è che ora per arrivare a questo risultato i truffatori possono munirsi di mezzi efficaci, con una possibilità d’errore ridotta al minimo, che consentono di risparmiare tempo e persone, massimizzando i crimini e i profitti. Per individuare quali tasti sono stati premuti sui tastierini, in particolare, i truffatori stanno utilizzando sempre di più le telecamere a imaging termico. Uno strumento ben noto, che consente di rilevare e registrare le variazioni di temperatura. La telecamera termica consente di distinguere i tasti toccati dal correntista, perché più caldi rispetto agli altri.
Potrebbe sembrare un mezzo poco efficiente, ma per ottimizzarlo i criminali si sono dotati anche di programmi basati sull’intelligenza artificiale. Quest’ultima permette di selezionare i tasti e soprattutto individuare l’ordine corretto delle cifre a seconda delle differenze di temperatura (il primo numero della combinazione è quello meno caldo, fra quelli che sono stati premuti, e così via). Un processo automatizzato così da essere compiuto in modo veloce e molto più preciso di quanto non si potrebbe fare in autonomia.
Applicato entro 20 secondi dall’inserimento del Pin questo metodo raggiunge addirittura l’86% di efficacia secondo i ricercatori, scendendo al 76% dopo 30 secondi. Il rischio è comunque significativo, considerando anche che l’ampia platea di vittime. Un meccanismo facilmente associabile a furti, clonazioni della carta e truffe online.
Per difendersi al meglio gli esperti consigliano quindi di attendere qualche secondo in più prima di allontanarsi e preferire se possibile i pagamenti contactless. Un altro consiglio sempre valido, inoltre, è quello di allertare le autorità in caso di sospetti o dispositivi apparentemente anomali.

