Da oggi, giovedì 1° gennaio, il pedaggio delle autostrade costa in media l’1,5 per cento in più rispetto agli ultimi cinque anni. Dal 2020 il governo aveva bloccato gli aumenti con norme approvate ogni anno, contro cui alcuni concessionari autostradali avevano fatto ricorso. Dopo l’esame del tribunale amministrativo e del Consiglio di Stato, la controversia è finita alla Corte costituzionale: lo scorso ottobre i giudici hanno detto che il blocco degli aumenti è incostituzionale perché contrario alla libertà di impresa.
In virtù di quella sentenza, l’Autorità di regolazione dei trasporti (un’autorità indipendente che si occupa tra le altre cose delle condizioni minime di qualità dei servizi di trasporto) ha stabilito gli aumenti. Autostrade per l’Italia, che gestisce la maggior parte delle tratte, incassa l’1,5% in più, così come le società che gestiscono la Brescia-Padova, la Brebemi, la Cisa tra Emilia e Toscana, la tangenziale di Napoli, le autostrade siciliane e la pedemontana lombarda. L’aumento sull’autostrada del Brennero è invece dell’1,46%, mentre il rincaro più significativo è avvenuto sulla Salerno-Pompei-Napoli, dove si paga quasi il 2% in più.