Ci sono luoghi che cambiano il modo in cui guardiamo una nazione e poi ce ne sono alcuni che riscrivono la sua storia. Nelle verdi colline della contea di Wicklow, a sud di Dublino, una recente scoperta archeologica sta facendo esattamente questo: mettere in discussione l’idea che le prime vere “città” irlandesi siano nate con l’arrivo dei Vichinghi.
Il sito si chiama Brusselstown Ring e si trova all’interno del complesso fortificato delle Baltinglass Hills. Per decenni è stato considerato un grande recinto collinare preistorico, ma le nuove ricerche hanno rivelato qualcosa di molto più sorprendente: una vastissima area abitata, composta da centinaia di strutture circolari, che potrebbe rappresentare la più grande comunità preistorica mai documentata in Irlanda e in Gran Bretagna.
I risultati, pubblicati sulla rivista scientifica Antiquity, indicano che questo enorme insediamento risale all’Età del Bronzo Tardo, intorno al 1200 a.C., vale a dire quasi duemila anni prima delle fondazioni vichinghe di Dublino, Waterford o Limerick. Una scoperta che cambia radicalmente il racconto delle origini della vita urbana sull’isola.
Brusselstown Ring, “città” dell’Età del Bronzo
Grazie a rilievi aerei e mappature ad alta precisione, gli archeologi hanno individuato oltre 600 piattaforme di capanne circolari, probabilmente abitazioni, distribuite all’interno e all’esterno delle mura del grande recinto collinare. Una concentrazione senza precedenti: finora, i siti più grandi conosciuti in Irlanda ne contavano poco più di un centinaio.
Il perimetro del Brusselstown Ring è particolare anche per la sua estensione. Non si limita a una sola altura, ma abbraccia anche la collina adiacente di Spinas Hill, formando una sorta di “doppia cittadella” naturale. Le prime analisi delle trincee di scavo effettuate nel 2024 hanno confermato che molte strutture risalgono all’Età del Bronzo Tardo, con segni di riutilizzo fino alla prima Età del Ferro.
Per gli studiosi, la dimensione del sito suggerisce un insediamento stabile, organizzato e duraturo, non un accampamento stagionale. In altre parole: una comunità strutturata, capace di coordinare costruzioni, spazi comuni e probabilmente attività collettive. Una realtà che avvicina molto Brusselstown Ring a un vero centro “proto-urbano”. Dal punto di vista del viaggiatore, questo luogo racconta un’Irlanda completamente diversa da quella dei castelli medievali e dei monasteri. Qui si cammina su sentieri battuti oltre tremila anni fa, in un paesaggio che conserva ancora il silenzio e la vastità di un’epoca in cui le comunità vivevano in stretto rapporto con la montagna e le sorgenti naturali.
Cosa cambia per la storia (e per chi viaggia)
Uno degli aspetti più affascinanti della scoperta in Irlanda è la presenza di una possibile cisterna in pietra, una struttura con fondo piatto alimentata da una sorgente naturale. Se le datazioni confermeranno che è coeva alle abitazioni, si tratterebbe del primo sistema di raccolta dell’acqua dell’Età del Bronzo mai documentato in Irlanda. Un segnale fortissimo di pianificazione e gestione collettiva delle risorse.
Anche le dimensioni variabili delle abitazioni, da quattro a dodici metri di diametro, suggeriscono una società articolata, forse con ruoli diversi, famiglie di status differente o funzioni specifiche all’interno dell’insediamento. Dettagli che aiutano a immaginare la vita quotidiana in una comunità sorprendentemente complessa.
Per chi ama viaggiare con uno sguardo curioso, Brusselstown Ring aggiunge un nuovo capitolo all’Irlanda più autentica. Non solo scogliere e pub storici, ma anche luoghi dove la storia affiora letteralmente dal terreno e costringe a rivedere ciò che pensavamo di sapere.