Per la prima palla a due del 2026 al PalaRadi arriva Pallacanestro Reggiana, per un sfida che per la Vanoli Basket Cremona è molto di più di uno scontro diretto, sarà un banco di prova importante per capire se il percorso di crescita intravisto nelle ultime settimane può finalmente tradursi in due preziosissimi punti.
Si gioca domenica 4 gennaio alle 17.30 e coach Brotto in conferenza stampa ha posto subito l’accento sulla qualità degli avversari: “Una squadra il cui valore potenziale non è rispecchiato dalla classifica. L’anno scorso hanno fatto i playoff e le aspettative erano quelle di un campionato simile. L’inizio li ha messi di fronte a delle difficoltà, a cui hanno già provato a porre rimedio intervenendo sul mercato. È una squadra molto organizzata e molto fisica sui due lati del campo”.
L’idea è quella di limitare l’impatto fisico degli avversari e alzare ritmo e qualità del gioco offensivo: “Pensiamo di mettere qualche granello di sabbia nei loro ingranaggi offensivi e di giocare con molto ritmo e flow in attacco, per non permettere viceversa il loro impatto fisico. Speriamo che la prima partita del 2026 ci regali un sorriso”.
Il tecnico biancoblù guarda con fiducia ai segnali emersi nelle ultime due uscite: “Siamo tornati a performare meglio e speriamo, giocando in casa e avendo ritrovato feeling con il nostro gioco e con la nostra identità, di riuscirci per tutti i 40 minuti, sostenuti anche dal pubblico. L’obiettivo è tornare alle prestazioni di inizio stagione. Abbiamo detto alla squadra che ci sono stati momenti di buona pallacanestro con Milano, ma che i momenti di pausa ci sono costati molto caro. Siamo sulla strada giusta, però dobbiamo essere più bravi nelle letture tecnico-tattiche, nel capire il nostro ruolo in campo, cosa dobbiamo fare l’uno per l’altro”.
Secondo il coach, però, la scintilla si è già riaccesa: “In allenamento c’è coscienza di essere tornati sulla strada giusta. Adesso dobbiamo essere bravi a riproporla in partita e ad allungare i tempi in cui giochiamo con quella scintilla. A Milano siamo arrivati anche a meno quattro, poi ci sono stati due minuti di buio alla fine del terzo quarto e lì la partita si è chiusa. I blackout possono capitare per una o due azioni, ma devono essere limitati nel tempo. Su questo abbiamo lavorato”.
Cinque sconfitte consecutive non hanno scalfito l’equilibrio interno: “Non credo ci sia un’analisi a lunga scadenza. C’è un grande giramento di scatole per la sconfitta immediata e tanta voglia di tornare a vincere. Quando la classifica ci sorrideva stavamo bene, ora non c’è preoccupazione, ma neanche la serenità di prima. C’è la fame di uscire da questo momento”.
Brotto invita a non perdere la prospettiva: “Avevamo anche overperformato nelle prime partite. Ora siamo tornati a quello che è il nostro livello: giocarci tutte le gare, vincere o perdere. Non siamo una super squadra, ma neanche brocchi. Dobbiamo lottare su ogni pallone”.
L’inizio del 2026 offre anche l’occasione di un bilancio di un 2025 e di obiettivi futuri: “Ricordo la liberazione di Pistoia, dove ci siamo conquistati la salvezza con le nostre mani. È stata la chiusura del cerchio iniziato con la vittoria di Trento. Lì abbiamo capito di aver fatto qualcosa di speciale come staff, società e giocatori. L’obiettivo, però, resta la salvezza che deve rimanere il nostro punto fermo. In questo campionato salvarsi è un risultato straordinario. Tutto quello che potrà venire in più sarà ben accetto, ma non dobbiamo perdere di vista il nostro compito. Solo così possiamo mantenere equilibrio”.
La palla ora passa al campo. Domenica, davanti al proprio pubblico, la Vanoli cerca risposte e soprattutto continuità.
Cristina Coppola
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