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L’attore italo-canadese Walter Nudo si racconta al programma ‘Ciao Maschio‘, ospite di Nunzia De Girolamo, nella puntata che andrà in onda domani, sabato 3 gennaio alle 17.05 su Rai 1.

Il rapporto col sesso

Il vincitore dell’Isola dei Famosi 2003 confessa alla conduttrice il suo rapporto malato col sesso, asserendo come motivazione un brutto rapporto con i genitori: «C’è stato un periodo in cui è stato una droga per me. Andavo con una donna e poi non volevo più vederla. Anche con tre o quattro donne in poche ore. Era un rifiuto. È come se i miei genitori mi avessero tolto il potere di essere me stesso e io cercavo di riprendermelo così».


APPROFONDIMENTI

L’infanzia 

Nel corso della puntata, la componente famigliare ritorna ripetutmente, a partire dalla sua infanzia, segnata da fragilità e incomprensioni: «Balbettavo quando avevo cinque anni, sono dislessico e l’ho scoperto solo dieci anni fa. Da piccolo pensavo solo di essere un po’ più stupido degli altri. Non socializzavo e venivo preso in giro. La mia infanzia è stata tosta, una vera sfida».
Il disagio provato da bambino è esploso in età adolescenziale: «C’è stato un momento in cui credevo che il mondo fuori sarebbe stato migliore anche senza di me».

La mancanza di affetto

Essenziale per la sua crescita, la madre, una donna che aveva rinunciato ai propri sogni: «Col tempo ho capito che era un’artista mancata, che forse non ha fatto la vita che voleva. Ma allora ero solo un bambino che voleva essere visto da sua madre». Nudo spiega come la sua relazione con i genitori abbia provocato solchi profondi nella sua personalità: «Le ferite più forti arrivano dai genitori. Dal non essere visti. Quando mamma o papà omettono, vuol dire che non esistiamo». La mancanza di affetto ha condizionato anche la sua vita sentimentale: «In tutte le donne che ho avuto, io cercavo mia mamma». In età adulta ha capito i suoi errori e ha fatto ammenda: «Ho chiesto scusa a tutte le donne che ho avuto nella mia vita.

Erano un mezzo per compensare quella ferita. Quando realizzi una cosa, hai il dovere di alzarti in piedi e dirlo».


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