L’odio corre veloce, sui social. Questa volta, il bersaglio è Beatrice Arnera. Da mesi l’attrice e comica si ritrova al centro di una valanga di insulti, minacce e messaggi violenti esplosi dopo la fine della relazione con Andrea Pisani e l’inizio della storia con Raoul Bova. Un’escalation che lei stessa ha deciso di raccontare pubblicamente, attraverso una carrellata di storie Instagram.

«Put*ana traditrice, dovresti morire», «Ma vai a cagare scema», «Fai schifo traditrice», «Donna squallida». E ancora: «Dovresti vergognarti, ma tanto la ruota gira». Un campionario di violenza verbale, che include persino inviti al suicidio, è quello che Beatrice Arnera sta ricevendo giorno dopo giorno.

A far scoppiare definitivamente il caso sono state le foto paparazzate dell’estate scorsa insieme a Raoul Bova, anche lui fresco di separazione (aveva detto addio a Rocío Muñoz Morales, madre delle due figlie). Ma il culmine arriva a metà novembre, quando Andrea Pisani, ex compagno e padre di sua figlia, racconta la propria versione dei fatti al podcast Passa dal BSMT di Gianluca Gazzoli. Dopo quell’episodio, il clima si è fatto ancora più teso.

Oggi Beatrice Arnera rompe il silenzio: «Una donna che si separa e mesi dopo sceglie di iniziare una nuova relazione è perseguitata da messaggi di odio, minacce e inviti al suicidio. Nel 2026». Così inizia il suo sfogo, affidato a una serie di stories su Instagram. Sono mesi che vivo questa condizione. Precisamente dall’uscita della pirotecnica puntata del Basement in cui Gazzoli si improvvisa psicoterapeuta e il padre di mia figlia racconta una storia piena di inesattezze».

Screenshot da Instagram

E ancora: «Nessuna donna dovrebbe avere paura di lasciare il proprio partner. Nessun essere umano dovrebbe provare vergogna o timore di subire ripercussioni se decide di lasciare il proprio partner. Insegnerò a mia figlia che se non sta più bene, è libera di andarsene, da qualsiasi situazione. Senza nemmeno dover dare troppe spiegazioni, a mamma, a papà, ai social o all’Italia intera».

Beatrice Arnera spiega ancora: «Perché grazie a Dio non siamo sassi, siamo esseri umani e se non stiamo bene dove siamo, siamo liberi di andarcene. E dovrebbe essere un diritto, che non dovrebbe subire conseguenze violente, insulti, minacce di morte o gravi ripercussioni sul lavoro. Nel 2026. Ah, buon anno nuovo. Vi auguro un anno pieno di libertà».