La regia di Park è come sempre elegantissima e, allo stesso tempo, l’apparato sonoro fa egregiamente il suo dovere alternando musica classica a rumori assordanti, sempre in equilibrio con un apparato visivo di grande prestigio.

Pellicola capace di unire momenti divertenti ad altri davvero cupi e inquietanti, “No Other Choice” è un lungometraggio riuscito, grazie anche all’ottima prova di un cast in formissima.

Se l’autore è diventato celebre con la sua “trilogia della vendetta” (il cui titolo centrale è il memorabile “Old Boy” del 2003) anche in questo caso al centro c’è una sorta di regolamento di conti che il protagonista richiede alla società odierna, del tutto coerente con la poetica di un regista sempre in grado di scuotere e di stupire.

La piccola Amélie

Altra grande protagonista del weekend in sala è una delle più belle pellicole d’animazione degli ultimi anni: “La piccola Amélie”, l’esordio al lungometraggio di Liane-Cho Han e Mailys Vallade, tratta dal romanzo “La metafisica dei tubi” di Amélie Nothomb.

Ambientato in Giappone negli anni Sessanta, il film racconta di Amélie, figlia più piccola di una famiglia belga che si trova in Estremo Oriente per il lavoro del padre. Nei suoi primi anni di vita, la bimba guarda il mondo con occhi incantati, convinta di essere al centro dell’universo, una sorta di divinità onnipotente. Accanto a lei c’è Nishio-san, la giovane domestica giapponese, che diventa la sua guida silenziosa, compagna di giochi e confidente, punto fermo in un mondo in continua trasformazione.