Diventa anche tu Apprendista Astrofilo con l’aiuto del Cielo del Mese!

Il Cielo del Mese UAI è uno strumento utile e sempre aggiornato a disposizione di tutti gli appassionati. Per imparare a muovere i primi passi dell’osservazione astronomica ad occhio nudo o con l’aiuto del binocolo e del telescopio, il Cielo del Mese non è che il trampolino di lancio verso un servizio nato per aiutare chi vuole diventare astrofilo: L’ Apprendista Astrofilo, per gli amici image:AA minilogoA2 35.gif o semplicemente AA. AA mette a disposizione un testo introduttivo, programmi di osservazione, una pagina di risorse in continuo sviluppo con testi, mappe, carte della Luna e del cielo e, soprattutto, la possibilità di fare domande e di confrontarsi con altri astrofili. Diventa amico del Cielo del Mese e dell’ Apprendista Astrofilo: osserva il cielo e condividi con altri questa emozionante esperienza!

INDICE

Giove e la luna Io

Il 10 gennaio Giove si trova in opposizione al Sole. Si tratta dell’evento astronomico più atteso per questo mese di gennaio, il primo fenomeno importante del 2026. Era inevitabile sceglierlo come soggetto per l’Astrofoto del mese, la copertina della nostra rubrica.

Autore: Giovanni Fidone .

Giove e la sua luna Io, 22 dicembre 2025, ore 22:26 UT. Località: Scicli (Ragusa).
Ultimo set di 5 video della serata sempre con seeing discreto/buono, 5×80 a 60fps sommati al 25% con as4 e derotati con winjuopos elaborazione finale registax 5 ed Ps.cs2.

LX200 GPS inch 10
Barlow 1.5x
Camera Mars Cii
Software di cattura Sharpcap.

PER PRIMA COSA IL CIELO SERENO

Uno sguardo alle attuali condizioni meteo del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare

Una previsione più mirata per gli osservatori del cielo: Le previsioni del seeing di Meteoblu

Si trova nella costellazione del Sagittario fino al giorno 20 gennaio, quando passa nella costellazione del Capricorno.

• 1 gennaio: il sole sorge alle 7.40; tramonta alle 16.51

• 15 gennaio: il sole sorge alle 7.37; tramonta alle 17.06

• 31 gennaio: il sole sorge alle 7.26; tramonta alle 17.25

La durata del giorno aumenta di 48 minuti dall’inizio del mese.

(Gli orari indicati sono validi per una località alla latitudine media italiana).

Il 3 gennaio alle ore 18 la Terra si troverà al perielio, cioè alla minima distanza dal Sole, pari a 147.099.929 km..

Situazione delle macchie solari nel visibile dal sito dell’Osservatorio Solare Soho
.

Altre immagini dall’Osservatorio Soho:
https://soho.nascom.nasa.gov/data/realtime/realtime-update.html

  • La pagina del sito web della sonda SDO – Solar Dynamics Observatory – per seguire l’aspetto del Sole giorno per giorno :

https://sdo.gsfc.nasa.gov/data/

Link diretto alle immagini del Sole :

https://sdo.gsfc.nasa.gov/assets/img/latest/latest_1024_HMIIF.jpg

https://sdo.gsfc.nasa.gov/assets/img/latest/latest_1024_HMII.jpg

Le Fasi:

Fasi Lunari gennaio 2026

Data

Fase
Orario

3/01/2026

Luna Piena

11 h 03 m

10/01/2026

Ultimo Quarto

16 h 48 m

18/01/2026

Luna Nuova

20 h 52 m

26/01/2026

Primo quarto

05 h 48 m

Gli orari e le date sono riferiti al tempo segnato dai nostri orologi per uso civile:

  • CET (Central European Time = TU + 1h) da mercoledi 1 gennaio 2026 a sabato 29 marzo 2026 e da domenica 25 ottobre 2026 a mercoledì 31 dicembre 2026
  • CEST (Central European Summer Time = TU + 2h) da domenica 30 marzo 2026 a sabato 24 ottobre 2026.

Diagramma di librazione per il mese di Gennaio 2026

Il diagramma è calcolato per le ore 00:00 TU.

Una breve spiegazione del fenomeno delle librazioni e perchè sono interessanti per chi osserva la Luna

Fasi lunari e librazioni – a cura dello Scientific Visualization Studio della NASA

Quando la Luna è piena e al perigeo si verifica un evento comunemente noto come Super-Luna. Ecco le date delle prossime Super-Lune.

  • MESI CON 5 FASI LUNARI :

Per una descrizione della periodicità delle fasi lunari nei vari mesi dell’anno, vedi il nostro articolo Mesi con cinque fasi lunari.

  • Tutti i nomi della Luna Piena, un articolo in un notiziario a cura dell’ARAR di Ravenna spiega perchè periodicamente i media parlano di Lune con nomi fantasiosi, a volte fuorvianti (lune rosa, lune della fragola, ecc.).

Passi sulla Luna: Ptolemaeus

Archivio di Passi sulla Luna: osservazioni, storia e materiali lunari

Sezione a cura di Paolo Morini e Alfonso Zaccaria.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare la Sezione di Ricerca Luna UAI

OSSERVIAMO IL FALCETTO DI LUNA CRESCENTE

Il 19 gennaio 2026, al tramonto del Sole, la Luna ha un’età di 20.3h e una fase del 0.8%.

Il 20 gennaio 2026, al tramonto del Sole , la Luna ha un’età 44.3h e una fase dell’3.5%.

Da Astronomia UAI un interessante articolo sul “crescente” di Luna o “Hilal” (Astronomia UAI 4-2012 “L’Hilal e la Luna a barchetta” di G. De Donà)

A seconda della stagione, anche un’età relativamente avanzata (in ore)del falcetto di Luna, non lo rende automaticamente un soggetto facile : vedi la pagina sull’eclittica al tramonto.

Mappe del cielo realizzate con Stellarium

L’attrazione gravitazionale combinata del Sole e della Luna sulle masse d’acqua che si trovano sul nostro pianeta genera un’onda la cui propagazione, vista dai siti che si trovano sulle coste, si traduce in un ciclico alzarsi e abbassarsi del livello del mare. Anticamente ritenuto una sorta di “respiro del mare”, come se l’acqua venisse periodicamente inghiottita ed espulsa da grandi cavità sottomarine, questa variazione di livello può essere calcolata con i metodi della meccanica celeste: ci sono tuttavia contributi non facilmente prevedibili, come quelli legati ai venti e alle condizioni meteorologiche.

Dalla tabella che segue è possibile accedere ai grafici che esprimono le variazioni del livello del mare dovuta alla marea astronomica. I grafici sono relativi ai principali porti italiani (17 località).

Alla pagina Osserviamo le maree sono disponibili altri approfondimenti su questo affascinante campo di indagine e di studio.

  • Pianeti di Gennaio 2026 : Le immagini nella colonna di destra mostrano lo spostamento mensile del pianeta nel cielo. Cliccando sulle stesse si aprirà una versione a maggiore risoluzione.
  • Dati tratti dal capitolo “I pianeti nel 2026” dell’Almanacco UAI, a cura di Giuseppe De Donà.

Mercurio: All’inizio dell’anno si trova estremamente basso sull’orizzonte orientale tra le luci dell’alba. Sarà davvero difficile da individuare perché si avvicina sempre più al Sole con cui si trova in congiunzione il 21 gennaio. Il pianeta ritorna nel cielo serale, stavolta confuso nella luce del crepuscolo serale. Dovremo quindi attendere qualche settimana per avere migliori condizioni di osservabilità sull’orizzonte occidentale, dopo il tramonto del Sole. Da segnalare la quasi contemporanea comparsa di Venere, anch’essa nel cielo serale. I due pianeti si troveranno vicini il 29 gennaio, nella costellazione del Capricorno.

Venere: dopo il lungo periodo di osservabilità mattutina, durato per molti mesi del 2025, Venere il 6 gennaio raggiunge la congiunzione con il Sole e si accinge a tornare finalmente visibile nel cielo della sera. Potremo quindi presto tornare ad ammirare il pianeta più luminoso al crepuscolo, dopo il tramonto del Sole. Come segnalato nel paragrafo precedente, Venere si troverà vicino a Mercurio negli ultimi giorni del mese. Il pianeta rimane ancora molto basso sull’orizzonte occidentale e dovremo attendere il mese successivo per poterlo osservare agevolmente. La congiunzione con il Sole avviene nella costellazione del Sagittario. Venere si sposta poi nel Capricorno, fino ad incontrare Mercurio.

Marte: nel corso del mese di gennaio si verifica una sorta di staffetta tra Venere e Marte. I due pianeti si cambiano i ruoli, e dopo i mesi del 2025 trascorsi nel cielo mattutino per Venere e nel cielo della sera per Marte, nei primi giorni del 2026, dopo le congiunzioni con il Sole, che per Marte si verifica il giorno 9, assisteremo al ritorno del pianeta rosso nel cielo del mattino. Per tutto il mese Marte rimane comunque molto vicino al Sole e sarà di fatto inosservabile, troppo basso sull’orizzonte. Marte conclude la propria permanenza nella costellazione del Sagittario e dal giorno 23 si trova nel Capricorno.

Giove: l’astro protagonista assoluto del mese sarà Giove. Il 10 gennaio si verifica l’attesa opposizione al Sole del pianeta gigante. Come di consueto in queste circostanze, il pianeta si trova nelle migliori condizioni di osservabilità, rimanendo visibile per tutta la notte, nel suo percorso dal cielo orientale nella prima parte della notte, a Sud nelle ore centrali e ad occidente prima dell’alba. Giove raggiunge anche la massima luminosità, trovandosi alla minima distanza dalla Terra, che quest’anno sarà di circa 633 milioni di km., ed avrà anche le maggiori dimensioni apparenti se lo si osserva al telescopio. Giove si trova ancora nella costellazione dei Gemelli, dove brilla insieme alle stelle Castore e Polluce.

Saturno: il tempo a disposizione per osservare il pianeta dopo il tramonto del Sole si accorcia sempre più. Saturno, anticipando gradualmente l’orario del proprio tramonto, rimane visibile nel cielo occidentale solo nelle prime ore della notte. I pianeti esterni si muovono lentamente rispetto alle stelle sullo sfondo della fascia zodiacale. Il passaggio da una costellazione all’altra è quindi un evento non molto frequente che merita di essere segnalato. Il giorno 15 gennaio termina la permanenza di Saturno nella costellazione dell’Acquario e fa il suo ingresso nei Pesci.

Urano: il pianeta è ancora visibile per buona parte della notte. Nel corso delle prime ore della sera lo vedremo culminare verso Sud. Dato che la luminosità di Urano è prossima al limite accessibile all’osservazione ad occhio nudo, per individuarlo è preferibile l’uso di un telescopio. Urano si sposta lentamente con moto retrogrado, ancora nella costellazione del Toro, dove è destinato a rimanere per tutto l’anno.

Nettuno: il pianeta è ancora osservabile nel corso della prima parte della notte sull’orizzonte occidentale. Le sue condizioni di osservabilità sono molto simili a quelle di Saturno. Entrambi i pianeti si trovano nella costellazione dei Pesci, dove rimane per tutto l’anno. Per la sua debole luminosità Nettuno non è accessibile all’osservazione ad occhio nudo: per osservarlo è pertanto necessario utilizzare un telescopio.

Plutone

La IAU (International Astronomical Union), ha istituito (giugno 2008) la classe dei Plutoidi. Abbiamo comunque ritenuto opportuno mantenere nella nostra rubrica Plutone, capostipite di questa nuova categoria di membri del sistema solare.

Plutone è inosservabile in quanto il 23 gennaio si trova in congiunzione con il Sole, nella costellazione del Capricorno. Dovremo attendere diverse settimane per vederlo riapparire ad oriente nel cielo del mattino. A causa della sua luminosità estremamente bassa prima di riuscire ad individuarlo con il telescopio sarà necessario aspettare che si trovi sufficientemente alto sull’orizzonte orientale, prima della comparsa delle luci dell’alba.

Luna – Giove : la prima congiunzione dell’anno è un incontro tra la Luna Piena e Giove che la notte del 3 gennaio saranno visibili nella costellazione dei Gemelli, in una suggestiva concentrazione di astri luminosi che comprende le stelle Castore e Polluce. (vedi mappa)

Luna – Saturno : la Luna crescente si trova vicino a Saturno nelle prime ore della sera del 23 gennaio. I due astri sono visibili nella costellazione dei Gemelli. (vedi mappa)

Luna – Giove : si replica, ancora nella costellazione dei Gemelli, l’incontro tra la Luna e Giove, dopo quello del giorno 3, nella notte del 30 gennaio potremo ammirare un rettangolo di astri con ai vertici la Luna, il pianeta Giove e le stelle Castore e Polluce. (vedi mappa)

OSSERVIAMO LE STELLE DOPPIE AL TELESCOPIO

Osserviamo insieme all’Apprendista Astrofilo la stella doppia del mese di gennaio 2026. Theta 1 Orionis

Per saperne di più sulle stelle doppie: una presentazione generale dell’argomento, la storia della loro osservazione e un repertorio bibliografico.

OSSERVARE LA STAZIONE SPAZIALE

Approfondimenti, consigli per le osservazioni sulla pagina COME OSSERVARE LA STAZIONE SPAZIALE INTERNAZIONALE che contiene la tabella con le previsioni dei transiti della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) per i 10 giorni successivi, calcolate per ogni capoluogo di provincia.

  • ISS Tracker – Dove si trova la ISS in questo momento? Quale porzione della superficie terrestre stanno riprendendo le telecamere installate sulla ISS?
  • Variazioni Orbitali della ISS – Un approfondimento riguardante i cambiamenti di quota, e le conseguenze sui tempi previsti dei transiti, della Stazione Spaziale Internazionale.

OSSERVARE LA STAZIONE SPAZIALE CINESE TIANHE-1

La pagina Come osservare la Stazione Spaziale Cinese Tianhe-1 contiene la tabella con le previsioni dei transiti visibili per i 10 giorni successivi, calcolate per ogni capoluogo di provincia.

La Cina, dopo le stazioni spaziali Tiangong 1 e Tiangong 2, ha messo in orbita la Tianhe-1, il primo modulo delle nuova stazione spaziale ed è stata messa in orbita il 29 aprile 2021.
Questo elemento sarà il modulo base di una grande stazione spaziale a struttura modulare.

OSSERVARE I SATELLITI STARLINK

La pagina Come_osservare_i_satelliti_Starlink contiene la tabella con le previsioni dei transiti dei satelliti Starlink, calcolate per ogni capoluogo di provincia.

Al via UAI SatMonitor: il programma per la misura e la valutazione degli effetti dei satelliti commerciali sulle attività astrofile

La comunità astrofila manifesta una crescente preoccupazione per l’iniziativa “StarLink” di SpaceX, che vede ormai 3 gruppi di 60 satelliti già in orbita, e un aggressivo piano di lancio per i prossimi mesi. Numerose sono le segnalazioni di avvistamenti visuali, nonchè le foto segnate dalla ormai tipica “strisciata” dei satelliti StarLink.

  • Per mandare immagini, dati, informazioni, o per chiedere di aderire a future campagne osservative scrivere a satmonitor@uai.it

– Cosa sono i satelliti Starlink (da wikipedia) : https://it.wikipedia.org/wiki/Starlink_(costellazione_satellitare)

Tutto quello che dovete sapere su Starlink (da www.astrospace.it).

– Links a siti da consultare per conoscere i passaggi dei satelliti Starlink osservabili dalla propria località di osservazione:

Le costellazioni zodiacali che sorgono ad oriente nelle prime ore della notte sono il Cancro e, di seguito, il Leone.

A occidente invece si avviano al tramonto la piccola costellazione dell’Ariete e quella molto più estesa ma non molto appariscente dei Pesci, che potremo individuare più facilmente prendendo a riferimento il grande quadrilatero di Pegaso.

Sopra il suo vertice più alto sull’orizzonte è ancora ben visibile Andromeda con l’omonima galassia. Proseguendo oltre Andromeda troviamo altissimo in cielo, quasi allo Zenit, il Perseo, e appena più un basso, sopra il Toro e i Gemelli, l’Auriga, facilmente riconoscibile per la sua forma a pentagono.

La stella più luminosa dell’Auriga è Capella, termine che in latino significa “capretta”. La mitologia vi riconosce infatti Amaltea, la capra con il cui latte fu nutrito Zeus. Tornando al di sotto della fascia zodiacale, a Sud-Ovest le estese costellazioni – ma prive di stelle brillanti – della Balena e dell’Eridano precedono il Grande Cacciatore, ossia la protagonista incontrastata del cielo invernale: la costellazione di Orione.

Di quest’ultima rammentiamo la nomenclatura delle stelle più brillanti: ai vertici del quadrilatero che ne disegna le spalle e le ginocchia, troviamo in alto Betelgeuse e Bellatrix, in basso Rigel e Saiph. Le tre stelle allineate che ne rappresentano la cintura sono, da sinistra a destra, Alnitak, Alnilam e Mintaka.

Da non perdere un’osservazione con un telescopio, ma è sufficiente anche un binocolo, per ammirare nella spada, poco sotto la cintura, la grande nebulosa M42.

Il cacciatore Orione è accompagnato in cielo dai suoi due cani, le costellazioni del Cane Maggiore, dove troviamo Sirio, la stella più brillante del cielo invernale, ed il Cane Minore, dove brilla un’altra stella facilmente identificabile: Procione.

Chiudiamo il tour della volta celeste rivolgendo lo sguardo verso Nord: attorno alla Stella Polare nell’Orsa Minore, riconosciamo in senso antiorario Cassiopea, con l’inconfondibile forma a “W”, la più evanescente Cefeo, il serpeggiante Dragone, l’Orsa Maggiore e la Giraffa.

Note:(*)
Lo Zenit è il punto più alto della sfera celeste, proprio sopra la nostra testa: per la definizione geometrica è il punto di intersezione tra la retta verticale passante dal punto di osservazione e la sfera celeste.
(**) L’eclittica è il percorso apparente del Sole nell’arco dell’anno lungo la volta celeste; geometricamente, è l’intersezione tra quest’ultima e il piano dell’orbita terrestre.



Quante sono le costellazioni zodiacali?
12, 13 o … molte di più ? Scoprilo cliccando qui.

Elenco delle Costellazioni: denominazione in latino e italiano

Elenco delle stelle che hanno un nome

Le 100 stelle più brillanti del cielo – da Almanacco UAI

Mappe del cielo realizzate con i programmi Skymap Pro e Stellarium

a cura di Enrico Stomeo – Sezione Meteore UAI

METEORE DI GENNAIO 2026

Il mese di gennaio rappresenta tradizionalmente un periodo di grande interesse per lo studio degli sciami meteorici, non tanto per la quantità di correnti attive quanto per la qualità delle informazioni che esse possono fornire. In questo periodo dell’anno, infatti, l’attività meteorica è dominata da uno sciame molto intenso, le Quadrantidi, affiancato da numerosi sciami minori che, pur mostrando valori di ZHR contenuti, assumono un ruolo significativo soprattutto nell’ambito delle osservazioni strumentali, in particolare radio e video.

Nel gennaio 2026 l’attenzione è inevitabilmente concentrata sulle Quadrantidi, il cui massimo è previsto nelle prime ore del 3 gennaio. Questo sciame è noto per il suo andamento estremamente concentrato nel tempo, con un picco di attività che può durare solo poche ore. In condizioni favorevoli, lo ZHR delle Quadrantidi può raggiungere valori dell’ordine di 100–130 meteore per ora, collocandole tra gli sciami più intensi dell’anno. Tale comportamento è generalmente attribuito alla natura relativamente giovane del flusso meteoritico, probabilmente associato all’asteroide 2003 EH1, considerato il residuo di una cometa ormai estinta.

Dal punto di vista osservativo, tuttavia, il 2026 non offre condizioni ideali per la rilevazione visuale e video del massimo delle Quadrantidi. La Luna Piena cade infatti proprio il 3 gennaio, determinando un’elevata illuminazione del cielo notturno che ridurrà sensibilmente il numero di meteore osservabili, in particolare quelle di luminosità medio-bassa. Questa circostanza rende l’edizione 2026 delle Quadrantidi particolarmente significativa per le osservazioni radio, che non risentono dell’inquinamento luminoso lunare e consentono di seguire l’andamento dell’attività in modo continuo. In ambito radio, il massimo delle Quadrantidi si manifesta generalmente come un picco netto e ben definito, offrendo un’importante occasione per confronti con gli anni precedenti e per la verifica della stabilità del flusso meteoritico.

Accanto allo sciame principale, gennaio 2026 vede l’attività di numerose correnti minori, caratterizzate da valori di ZHR generalmente compresi tra 1 e 5 meteore per ora. Sciami come le rho-Geminidi e le kappa-Cancridi, pur essendo tradizionalmente classificati come deboli, hanno mostrato in passato episodi di attività superiore alla media, talvolta rilevabili in modo più evidente in radio che in osservazione ottica. Questi sciami rappresentano esempi particolarmente interessanti di come le tecniche strumentali possano mettere in evidenza strutture del flusso meteoritico che sfuggono all’osservazione visuale.

Bolide sporadico filmato alle 21h29m UT del 13 gennaio 2021 da 4 stazioni dell’Italian Meteor Group (IMG). La meteora è esplosa sopra il Piemonte meridionale a un’altezza di circa 63 km. © S.Crivello (Genova) IMG-UAIsm / IMO Video Meteor Network.

Un ruolo rilevante è svolto anche da sciami più regolari e ripetitivi, come le gamma Ursae Minoridi e le Comae Berenicidi di gennaio. Pur presentando ZHR modesti, dell’ordine di 2–3, essi sono caratterizzati da una buona stabilità annuale e da radianti ben definiti, risultando particolarmente utili per la costruzione di serie osservative omogenee e per confronti tra differenti tecniche di rilevazione. In questi casi, la combinazione di osservazioni video e radio consente di ottenere un quadro più completo dell’attività, evidenziando differenze e complementarità tra i due approcci.

Per quanto riguarda l’influenza delle fasi lunari, la seconda metà del mese offre condizioni sensibilmente migliori rispetto ai primi giorni di gennaio. Dopo l’Ultimo Quarto, che si verifica attorno al 10 gennaio, l’illuminazione lunare diminuisce progressivamente fino alla Luna Nuova del 18 gennaio 2026. Questo intervallo temporale rappresenta una finestra osservativa favorevole per l’osservazione video dei numerosi sciami minori attivi in quel periodo, mentre le osservazioni radio possono estendersi senza soluzione di continuità, consentendo analisi dettagliate dell’evoluzione temporale dell’attività meteoritica.

Nel complesso, gennaio 2026 si presenta come un mese caratterizzato da una forte dicotomia osservativa. Da un lato, il massimo delle Quadrantidi, penalizzato dalla Luna Piena, risulta poco favorevole all’osservazione ottica; dall’altro, proprio questa situazione mette in evidenza il ruolo fondamentale delle tecniche radio nello studio degli sciami meteorici. Accanto allo sciame principale, l’insieme delle correnti minori attive nel corso del mese offre numerose opportunità di studio, dimostrando come anche sciami a basso ZHR possano fornire contributi scientifici significativi quando osservati in modo sistematico e con strumenti adeguati.

Per saperne di più consultare https://meteore.uai.it/sciami-del-mese/ .

Ulteriori informazioni disponibili sul sito della Sezione Meteore UAI: https://meteore.uai.it .

a cura di Andrea Aletti

COMETE DI GENNAIO 2026

24P/ SCHAUMASSE

Nel mese di gennaio 2026 raggiungerà il perielio e il perigeo la cometa di corto periodo in oggetto, appartenente alla famiglia delle “gioviane” le cui orbite hanno un durata tra i 6 e i 12 anni circa e che sono condizionate notevolmente dalla vicinanza del pianeta Giove per le perturbazioni gravitazionali che ne conseguono… in questo caso specifico di 8,2 anni; la sua scoperta avvenne il 1 Dicembre 1911 ad opera dall’astronomo francese dell’Osservatorio di Nizza senza l’utilizzo delle emulsioni fotografiche mentre osservava all’oculare di un telescopio da 40 cm di diametro a lenti, notando lo spostamento di quest’oggetto di apparenza diffusa e nebulare tra le stelle di sfondo…
La luminosità massima prevista probabilmente non supererà la 9a magnitudine, di forma “nebulare” un po’ più evidente verso il centro (nucleo e chioma) con una debole coda dalla parte opposta al Sole (coda di ioni)
L’ammasso globulare M53 e la gigante rossa Arturo saranno nelle vicinanze della cometa per tutto il mese.

Curva di luce della cometa 24P/ SCHAUMASSE Percorso della cometa 24P/ SCHAUMASSE

C/2025 T1 ATLAS

Nel mese di Dicembre la Cometa C/2025 T1 (Atlas) scoperta l’11 Ottobre dal Sistema Automatico per la Ricerca e l’Allerta di Asteroidi Pericolosi, ha avuto un aumento inaspettato e rapido della sua luminosità raggiungendo la 9a magnitudine e all’inizio del mese di Gennaio per una decina di giorni risulterà ancora visibile nella Costellazione dell’Acquario con la sua “chioma” fotografabile con strumenti superiori ai 7/10 cm di diametro meglio se da luoghi lontani dalle luci delle città anche se la Luna prossima al plenilunio renderà l’impresa un po’ più complicata!
Si avvicinerà prospetticamente a circa 10/15 gradi di distanza in cielo tra l’Ammasso Globulare M15, M2 e la Nebulosa
Planetaria “Saturno” NGC 7009.

240P/NEAT

La cometa 240P (NEAT) è un’altra cometa “gioviana” scoperta nel 2002 dal sistema automatico del programma NEAT (Near Earth Asteroid Tracking) che operava con la storica camera Schmidt da 1,2 metri di diametro dell’osservatorio di Monte Palomar in California confrontando lo spostamento tra le stelle fisse con riprese eseguite con sensori digitali e software specifici di rilevazione
Durante questo ultimo passaggio, ha incuriosito la comunità internazionale perché ha avuto un evento di “frammentazione” del nucleo evidenziato nel mese di Ottobre prima dai professionisti e poi a partire dal mese di dicembre anche dagli astrofili dotati di telescopio e camera digitale in quanto la sua morfologia permette di osservarne abbastanza facilmente il secondo componente più debole con una piccola coda….una cometa binaria a pochi primi di distanza !
Visibile subito in prima serata verso sud – sud ovest per alcune ore a circa metà cielo di altezza nella costellazione dell’Ariete a una ventina di gradi di distanza dal pianeta Urano e dall’ammasso aperto delle Pleiadi o M45 nel Toro

Curva di luce della cometa 240P/NEAT Percorso della cometa 240P/NEAT

3I/ATLAS

La più luminosa Cometa Interstellare mai scoperta, durante le ultime osservazioni di Novembre e Dicembre iniziano a mostrare un calo di di luminosità costante ma lento poichè il 19 Dicembre ha raggiunto la minima distanza dalla terra a oltre 270 Milioni di km, quasi il doppio della distanza media Terra-Sole…

Oltre 12 Strumenti professionali comprese le sonde nello spazio sono state puntate verso questa misterioso oggetto…

Ad esempio la sonda “Juice” il 2 Novembre e la “Europa Clipper” in viaggio verso Giove e le sue Lune il 6 Novembre con il suo sensibile spettrografo ultravioletto da prospettive impossibile da Terra, quasi da “dietro” verso le sue due code di polveri e di ioni, rilevando caratteristiche chimiche legate all’ossigeno, all’idrogeno e alla polvere subito dopo il perielio…

l’Hubble Space Telescope e la sua Wide Field Camera 3 il 30 Novembre

Il 3 Dicembre per 20 ore dal telescopio spaziale XMM-Newton dell’Esa con la sua camera EPIC e si è notato che brillava anche nei raggi X a bassa energia: il blu è lo spazio vuoto con pochissimi raggi X, mentre il rosso evidenzia il bagliore dei raggi X della cometa. Gli astronomi comunque si aspettavano di vedere questo bagliore perché normalmente quando le molecole di gas fuoriescono dalla cometa esse si scontrano con il vento solare e producono raggi X. Questa specifica emissione puo’ derivare dall’interazione del vento solare con i gas come il vapore acqueo, anidride carbonica o monossido di carbonio, ma anche all’Idrogeno ( H₂) e all’azoto ( N₂)
(significa che le osservazioni a raggi X sono uno strumento importante infatti permettono agli scienziati di rilevare e studiare gas che altri strumenti non riescono a individuare).

Infine non meno importante, mediante misurazioni astrometriche delle immagini delle sonde Psychee della Nasa e Mars Trace Gas Orbiter dell’ESA, si sono evidenziate Accelerazioni Non Gravitazionali nella sua orbita, movimenti comuni a tutte le piccole comete del Sistema Solare quindi nulla di anomalo come si è sentito spesso dire da alcune fonti alternative non scientifiche…
L’accelerazione non gravitazionale è generata dalla leggera spinta che le comete subiscono a causa del loro degassamento: getti di materiale ghiacciato che sublimano dal nucleo che lo spingono come minuscoli motori a razzo, deviando la cometa dalla traiettoria che seguirebbe sotto la sola forza di gravità….
Utilizzando questi valori evidenziati, insieme alle misurazioni della produzione di anidride carbonica si è stimato la massa della cometa a circa 44 milioni di tonnellate e il suo raggio tra 260 e 370 metri, senza nessuna anomalia particolare quindi del tutto comune con le comete…

Dalle nostre latitudini quindi sarà visibile sopra l’orizzonte orientale già in prima serata ma sarà meglio attendere qualche ora per averla alta in cielo in quanto culmina verso la mezzanotte. Saranno comunque necessari telescopi da almeno 20/30 cm di diametro per poterne apprezzare qualche dettaglio in più…

All’inizio dell’anno sarà a pochi gradi di distanza dal grande ammasso aperto Presepe o M44

Curva di luce della cometa Percorso della cometa

Le mappe fornite sono indicative e per l’intero mese. Poiché le comete si spostano (anche notevolmente) da una sera all’altra, si consiglia, a chiunque si appresti all’osservazione degli astri chiomati, di munirsi di mappe dettagliate con stelle di riferimento per giorno ed ora di osservazione scaricabili dai comuni programmi di simulazione del cielo o contattare la sezione comete UAI.

Effemeridi aggiornate delle comete presentate sono disponibili sul sito del Minor Planet Center:

http://www.cfa.harvard.edu/iau/Ephemerides/Comets/index.html

Ulteriori informazioni disponibili sul sito della Sezione Comete UAI: http://comete.uai.it mail comete@uai.it

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a cura di Paolo Bacci

ASTEROIDI PER GENNAIO 2026

Per il mese di Gennaio proponiamo l’osservazione dei seguenti asteroidi:

(1) Cerere

Scoperto il 1 gennaio del 1801 da Giuseppe Piazzi dall’osservatorio astronomico di Palermo, Cerere è l’asteroide più grande della fascia principale degli asteroidi, con un diametro di quasi 1000 Km. Dal 2006 è stato classificato come Pianeta Nano, insieme ad altri 4 oggetti trans-nettuniani.
Cerere è stato visitato da varie missioni spaziali ed in particolare dalla DAWN, che ci ha inviato spettacolari immagini della sue superficie fortemente craterizzata. Alla portata di piccoli telescopi.
Il pianeta nano ha un inclinazione sull’eclittica di 10.58°, impiega 4.6 anni a completare la sua rotazione intorno al Sole, e 9.07 ore a ruotare su se stesso. Visibile nella costellazione della Balena, con una luminosità di 7.8 mag, quindi facilmente osservabile con un semplice binocolo e fotografabile con una semplice reflex.

(39) Laetitia

Scoperto l’8 febbrario 1856 da Jean Chacornac all’Osservatorio di Parigi (Francia) e battezzato così in onore di Letizia, una dea romana minore della felicità. Ha un perido di rivoluzione di 4,61 anni con un eccentricità di 0.11 ed un inclinazione di 10.38°, ruota su se stesso in 5.8 ore. Sarà visibile nella costellazione del Cancro con una luminosità di 10.2 mag.

  • CONGIUNZIONI ASTEROIDI DEL MESE DI GENNAIO 2026

Tutte le date e gli orari sono UT. Le posizioni sono geocentriche J2000 e includono le perturbazioni planetarie. Le separazioni sono in secondi d’arco.

  • (tabelle a cura di Carlo Muccini)
Asteroidi in opposizione nel mese di Gennaio 2026
3 Gennaio 2026
(200) Dynamene
Mag=11.4
3 Gennaio 2026
(40) Harmonia
Mag=9.0
7 Gennaio 2026
(82) Alkmene
Mag=10.7
17 Gennaio 2026
(337) Devosa
Mag=11.2
25 Gennaio 2026
(44) Nysa
Mag=8.6
28 Gennaio 2026
(39) Laetitia
Mag=10.0
CALENDARIO DELLE PROSSIME OPPOSIZIONI DI RILIEVO 2026 – Asteroidi luminosi con mag.<11 (*)
8 Febbraio 2026
(41) Daphne
Mag=11.0
26 Febbraio 2026
(7) Iris
Mag=8.9
28 Febbraio 2026
(11) Parthenope
Mag=10.3
2 Marzo 2026
(511) Davida
Mag=10.4
5 Marzo 2026
(88) Thisbe
Mag=11.4
7 Marzo 2026
(35) Leukothea
Mag=11.4
13 Marzo 2026
(19) Fortuna
Mag=10.6
19 Marzo 2026
(15) Eunomia
Mag=9.7
20 Marzo 2026
(65) Cybele
Mag=11.2
21 Marzo 2026
(20) Massalia
Mag=8.9
5 Aprile 2026
(387) Aquitania
Mag=11.3
5 Aprile 2026
(26) Proserpina
Mag=10.5
12 Aprile 2026
(69) Hesperia
Mag=10.9
18 Aprile 2026
(93) Minerva
Mag=11.0
19 Aprile 2026
(13) Egeria
Mag=10.0
21 Aprile 2026
(704) Interamnia
Mag=11.3
1 Maggio 2026
(116) Sirona
Mag=11.0
3 Maggio 2026
(135) Hertha
Mag=11.1
14 Maggio 2026
(70) Panopaea
Mag=10.9
17 Maggio 2026
(92) Undina
Mag=11.2
21 Maggio 2026
(346) Hermentaria
Mag=11.3
26 Maggio 2026
(29) Amphitrite
Mag=9.6
29 Maggio 2026
(21) Lutetia
Mag=9.9
31 Maggio 2026
(28) Bellona
Mag=11.3
1 Giugno 2026
(24) Themis
Mag=11.55
16 Giugno 2026
(14) Irene
Mag=9.1
16 Giugno 2026
(199) Byblis
Mag=11.5
22 Giugno 2026
(51) Nemausa
Mag=10.5
4 Luglio 2026
(37) Fides
Mag=11.4
8 Luglio 2026
(18) Melpomene
Mag=9.1
10 Luglio 2026
(409) Aspasia
Mag=10.8
10 Luglio 2026
(128) Nemesis
Mag=11.1
10 Luglio 2026
(8) Flora
Mag=8.8
12 Luglio 2026
(451) Patientia
Mag=11.2
18 Luglio 2026
(455) Bruchsalia
Mag=11.1
24 Luglio 2026
(3) Giuo
Mag=9.2
28 Luglio 2026
(324) Bamberga
Mag=9.2
1 Agosto 2026
(287) Nephthys
Mag=10.9
10 Agosto 2026
(306) Unitas
Mag=10.6
16 Agosto 2026
(349) Dembowska
Mag=9.7
18 Agosto 2026
(354) Eleonora
Mag=10.6
25 Agosto 2026
(100) Hekate
Mag=11.0
30 Agosto 2026
(5) Astraea
Mag=11.0
2 Settembre 2026
(9) Metis
Mag=9.3
8 Settembre 2026
(236) Honoria
Mag=10.8
8 Settembre 2026
(198) Ampella
Mag=10.2
16 Settembre 2026
(23) Thalia
Mag=11.3
22 Settembre 2026
(164) Eva
Mag=11.2
24 Settembre 2026
(106) Dione
Mag=11.0
30 Settembre 2026
(192) Nausikaa
Mag=8.4
12 Ottobre 2026
(2) Pallas
Mag=8.3
14 Ottobre 2026
(101) Helena
Mag=11.2
15 Ottobre 2026
(4) Vesta
Mag=6.3
22 Ottobre 2026
(46) Hestia
Mag=10.5
22 Ottobre 2026
(532) Herculina
Mag=10.6
27 Ottobre 2026
(505) Cava
Mag=11.1
6 Novembre 2026
(72) Feronia
Mag=11.4
13 Novembre 2026
(64) Angelina
Mag=10.8
6 Dicembre 2026
(230) Athamantis
Mag=9.9
6 Dicembre 2026
(980) Anacostia
Mag=11.3
9 Dicembre 2026
(63) Ausonia
Mag=11.1
9 Dicembre 2026
(49) Pales
Mag=10.9
14 Dicembre 2026
(110) Lydia
Mag=11.4
19 Dicembre 2026
(59) Elpis
Mag=11.4
22 Dicembre 2026
(53) Kalypso
Mag=11.0

(*) Orari in tempo locale, considerata anche l’eventuale ora legale ove applicabile

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I nominativi dei collaboratori sono indicati nella pagina “chi siamo”