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Redazione Online

Attacco statunitense sul Venezuela: «Colpiti diversi siti, comprese basi militari». Il leader venezuelano: «Gli Stati Uniti non riusciranno a mettere le loro mani sulle nostre risorse». Tajani: «Seguo gli sviluppi, attenzione alla comunità italiana»

Gli Stati Uniti hanno lanciato un attacco contro diversi siti in Venezuela, comprese basi militari nel Paese. Forti esplosioni sono state udite alle 2 di notte, ora locale (le 7 del mattino in Italia), nella capitale del Venezuela, Caracas, e in altre località negli Stati di Miranda, Aragua e La Guaira.

A ordinare l’azione militare è stato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che aveva evocato nelle scorse settimane la possibilità di attacchi terrestri contro il Venezuela e aveva affermato che i giorni del presidente venezuelano Nicolás Maduro sono «contati», dopo aver dispiegato una flotta di navi da guerra nei Caraibi. 



















































Il governo venezuelano ha confermato che l’attacco – una «gravissima aggressione» – ha colpito Caracas e diverse altre aree del Paese, e ha chiesto a tutte le forze politiche e sociali di attivare i piani di mobilitazione. «Ci difenderemo», ha dichiarato il governo di Caracas. «Gli Stati Uniti non riusciranno a mettere le loro mani sulle risorse del nostro Paese».

Diversi testimoni citati da agenzie internazionali parlano di aerei militari uditi in volo a bassa quota e di «almeno sette esplosioni». Il  Wall Street Journal parla anche di elicotteri militari

«Seguo con la nostra rappresentanza diplomatica a Caracas l’evoluzione della situazione con particolare attenzione per la comunità italiana», ha commentato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, precisando che la premier Giorgia Meloni è costantemente informata.

Sui social media sono visibili immagini di grandi incendi con colonne di fumo, scrive la Afp, ma non è per ora possibile localizzare con precisione il luogo di queste esplosioni. 

Ad essere state colpite, secondo le prime notizie, sono state delle basi militari, e in particolare la caserma pù importante del Paese, Fort Tiuna, e la base aerea di La Carlota. Colpito anche il porto della capitale.

Gli abitanti di diversi quartieri si sono riversati nelle strade; alcune esplosioni erano visibili in lontananza da varie zone della capitale. Secondo quanto riportato dalla Cnn, diversi quartieri della capitale sono rimasti senza elettricità.

Da settimane erano altissime le tensioni tra il governo degli Stati Uniti e quello del Venezuela, e l’esercito statunitense ha preso di mira, negli ultimi giorni, imbarcazioni che sarebbero utilizzate da narcotrafficanti. Il presidente Trump ha dichiarato lunedì che gli Usa hanno distrutto una zona di attracco utilizzata da imbarcazioni accusate di partecipare al narcotraffico in Venezuela: il primo attacco terrestre americano sul suolo venezuelano. 

Secondo funzionari militari Usa citati dalla Cbs Trump aveva dato il via libera al piano per l’attacco di oggi da giorni. Era stata valutata la possibilità di condurre la missione il giorno di Natale, ma gli attacchi aerei statunitensi in Nigeria contro obiettivi dello Stato islamico hanno avuto la precedenza, secondo le fonti. 

Venerdì, il Venezuela si era detto aperto a negoziare un accordo con gli Stati Uniti per combattere il traffico di stupefacenti. 

Maduro ha però dichiarato – in un’intervista preregistrata andata in onda giovedì – che gli Stati Uniti intendono forzare un cambio di governo in Venezuela e ottenere l’accesso alle sue vaste riserve petrolifere attraverso una campagna di pressione durata mesi, iniziata con un massiccio dispiegamento militare nel Mar dei Caraibi lo scorso agosto.

Pedestrians run after explosions and low-flying aircraft were heard in Caracas, Venezuela, Saturday, Jan. 3, 2026. (AP Photo/Matias Delacroix)

Articolo in aggiornamento…

3 gennaio 2026 ( modifica il 3 gennaio 2026 | 09:15)