Gabriele, passeggero del Frecciarossa 8824 Lecce-Milano delle 10:06 del 2 gennaio, coinvolto nell’incidente con i cavi elettrici in agro di Incoronata a Foggia, affida alla nostra testata il racconto dell’incidente che ha causato il blocco della circolazione, sostenendo che non si sia trattato di un “inconveniente tecnico alla linea elettrica”, meno che mai di una “caduta di cavi sui binari”, come avrebbero riportato rispettivamente l’app di Trenitalia e alcune testate giornalistiche. 

“In realtà si è trattato di uno scontro tra il treno in corsa e i cavi”, dice in premessa prima di raccontare l’odissea che lo ha tenuto bloccato per parecchie ore: “Intorno alle 12:40, dalla carrozza 3 posto 3B (business, salottino), abbiamo avvertito un colpo violentissimo sul finestrino. Poco prima dell’impatto la mia compagna aveva visto sul display una velocità di 170 km/h. Il treno si è arrestato rapidamente ma in modo controllato, senza frenata a strappo”.

La dinamica dell’incidente

Gabriele, con dovizia di particolari, spiega l’accaduto: “I dettagli non sono arrivati dai vaghi annunci ufficiali, ma dal personale di bordo, con pantografi danneggiati e una parte frontale compromessa”.

Il capotreno avrebbe mostrato loro, tramite telefonino, una foto del frontale del treno con il vetro del macchinista incrinato almeno nell’80%. “Il cavo ha colpito con una sorta di forte colpo di frusta anche il nostro finestrino, lasciando evidenti segni dell’impatto. A 170 km/h, con quella violenza d’impatto, se il cavo fosse penetrato attraverso il vetro le conseguenze sarebbero state gravissime per il macchinista e potenzialmente anche per i passeggeri delle prime carrozze. Si è trattata di una tragedia evitata per pochi centimetri”. 

Cinque ore senza servizi essenziali

Gabriele racconta le cinque ore fermi in aperta campagna: “Per diverse ore niente corrente, solo luci e annunci pre-registrati, poi a un certo punto nemmeno quelli. Niente ventilazione, niente aria condizionata. Per sopportare il caldo il personale ha dovuto aprire le porte. I bagni hanno smesso immediatamente di funzionare per mancanza di scarico elettrico. Il personale ha invitato a usarli con parsimonia, ma con bimbi e anziani e animali da compagnia a bordo è facile capire cosa significhi. Non potevamo scendere dal treno perché eravamo in mezzo alla campagna, sebbene ci fosse una strada sterrata visibile. Sono intervenuti numerosi tecnici e due mezzi dei Vigili del Fuoco per le verifiche sulla sicurezza”.

Le criticità evidenziate dal passeggero

La distribuzione di acqua e merendine in abbondanza, evidentemente non è bastata a lenire l’odissea vissuta non solo da Gabriele, ma da tutti i passeggeri a bordo. “Quando finalmente dopo 5 ore siamo arrivati a Foggia per un trasbordo (l’8824 non poteva assolutamente proseguire dato il danno al lunotto dei macchinisti), la fase di smistamento è stata caotica”.

Gabriele racconta di persone sparse senza un punto di raccolta chiaro. “Ai passeggeri è stato indicato verbalmente di proseguire con il Frecciarossa 9808 Bari-Torino oppure con l’8830. Molti si sono riversati sul primo treno in partenza finendo in piedi, nonostante l’avvertimento del personale del rischio che chi era senza posto a Termoli sarebbe stato fatto scendere per ragioni di sicurezza. Io ho seguito le indicazioni e ho atteso l’alternativa”.

Dopo la ripartenza, l’ulteriore attesa di un’ora in attesa di pullman da altre stazioni, “poi un’altra ora e passa nei pressi di Vasto per altri pullman”. In conclusione c’erano “persone arrabbiate, sfasate, stravolte”.

“Oltre alla gravità dell’incidente in sé, la gestione dell’emergenza si è retta quasi esclusivamente sulla disponibilità del personale piuttosto che su procedure strutturate. I problemi principali sono stati il sovraffollamento incontrollato, di persone in piedi su Frecciarossa e soprattutto l’assenza totale di tracciamento passeggeri nella fase di reimbarco”