Prove di rinnovo tra la Signora e Khephren Thuram, diventato nel giro di un anno e mezzo una colonna bianconera. Per questo motivo la Juventus ha in programma di sedersi nei prossimi mesi al tavolo delle trattative con l’entourage del centrocampista francese. L’obiettivo è chiaro ed evidente: alla Continassa puntano a blindarlo almeno fino al 2030, onde evitare in estate il rischio di nuovi assalti da parte dei top club stranieri. Al tempo stesso quella sarà anche l’occasione per riconoscere a KT il giusto e meritato premio per le grandi prestazioni offerte, ovvero l’adeguamento salariale di contratto. Thuram infatti è in questo momento tra i meno pagati della rosa juventina con soli 2,2 milioni a stagione come salario. Per intenderci: il suo ingaggio non entra neppure nella top 10 degli stipendi più alti del club. Motivo per cui alla luce dell’importanza ora ricoperta nella squadra è in cantiere un aumento che porterebbe gli emolumenti del numero 19 bianconero intorno ai 3,5 milioni più bonus. Lavori in corso ma i primi segnali vanno dritti in questa direzione, con la volontà reciproca di giurarsi amore e fedeltà. La Juve in fondo l’ha già dimostrato coi fatti, respingendo al mittente diverse avance negli ultimi sei-sette mesi.
Idee chiare
Da quelle arrivate a inizio giugno da un club saudita, che era pronto a mettere sul piatto 50 milioni cash per il cartellino del centrocampista classe 2001, a quella del Paris Saint Germain, che aveva sondato il terreno coi dirigenti bianconeri durante i dialoghi per la possibile permanenza a Torino di Randal Kolo Muani. Niente da fare: Thuram non si tocca e tantomeno è sul mercato. Questa la risposta arrivata dura e secca dall’allora dg Damien Comolli. Idee chiare e irremovibili, verrebbe da dire. L’ha scoperto nei giorni scorsi anche l’Inter, che era andata in avanscoperta per la mezzala nata a Reggio Emilia e che piace da impazzire al tecnico nerazzurro Cristian Chivu. Sul piatto il cartellino di Davide Frattesi più un conguaglio di 10 milioni. Un’offerta di tutto rispetto, ma niente da fare.
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