La commissione regionale Antimafia torna allo Zen. A distanza di circa due mesi dall’incontro organizzato poco dopo l’omicidio di Paolo Taormina all’Olivella, martedì 6 gennaio, giorno dell’Epifania, il presidente Antonello Cracolici sarà con l’arcivescovo Corrado Lorefice, che celebrerà una messa nella parrocchia San Filippo Neri. Proprio la chiesa che il 29 ottobre scorso aveva ospitato la seduta della commissione, negli ultimi giorni è stata bersaglio di colpi di arma da fuoco in più di un’occasione. “È ora di far sentire la presenza della città al fianco di padre Giovanni Giannalia che, con grande coraggio, sta svolgendo la sua funzione”, ha detto Cracolici, annunciando che l’iniziativa si terrà alle 18.

Messa di Lorefice nella chiesa dello Zen nel giorno dell’Epifania: “Segno di vicinanza al parroco dopo le intimidazioni”

Sugli spari contro la parrocchia è intervenuta anche Roberta Schillaci, anche lei membro della commissione Antimafia e deputata regionale del Movimento Cinquestelle. “Lo Zen di Palermo rischia di diventare fuori controllo. Bisogna prenderne atto e serve molto coraggio per agire tentando di invertire una tendenza che ormai è fatta di violenza, sopraffazione e malavita. Le istituzioni agiscano con forza e determinazione. Occorre puntare soprattutto sulla scuola, a partire dalla lotta alla dispersione scolastica e coinvolgere tutti i soggetti pubblici e privati per interventi strutturali che cambino il volto al quartiere”.
Secondo Roberta Schillaci, è arrivato il momento in cui “la presenza dello Stato o viene avvertita e, direi temuta, oppure abbiamo fallito”. E aggiunge: “Purtroppo allo Zen l’emergenza abitativa ha finito per insediare anche gruppi criminali che agiscono con spregiudicatezza tenendo sotto il loro giogo il quartiere e minando la civile convivenza anche nelle altre zone della città, dove non sono mancati atti deliberati di violenza che hanno portato alla individuazione di zone rosse persino nel centro storico e vitale della città”.
E mentre la commissione Antimafia torna nella chiesa dello Zen, il consigliere comunale e presidente VI commissione consiliare Ottavio Zacco mette carne al fuoco contestando iniziative come questa. “Negli ultimi mesi, a seguito dei gravi episodi di violenza e di delinquenza che hanno colpito Palermo, diverse istituzioni hanno ritenuto opportuno organizzare iniziative pubbliche per promuovere la legalità, scegliendo come luogo simbolico la chiesa del quartiere Zen. In alcuni casi, tali iniziative si sono rivelate poco più che eventi spot, utili a lanciare messaggi di circostanza, esponendo il parroco in prima linea e lasciandolo oggi, di fatto, solo. La reazione della parte marcia dello Zen 2 è stata purtroppo chiara e inequivocabile: un attacco diretto allo Stato, identificato proprio nella chiesa che aveva aperto le porte a tutti per affermare un principio semplice ma fondamentale: basta alla delinquenza, basta all’arroganza criminale”.
Secondo Zacco il parroco è rimasto solo. “Non si può continuare a gestire con superficialità un degrado sociale così profondo e pericoloso. Non bastano le passerelle, non bastano gli eventi simbolici, non basta esserci per un giorno. Servono presenza costante, protezione reale, azioni concrete e coordinate. La prefettura e lo Stato hanno il dovere di assumersi fino in fondo la responsabilità di quanto sta accadendo. Lasciare soli i presìdi di legalità, civili e religiosi, non è più tollerabile”.