Bonus attesi (per le tasche dei beneficiari) e contestati (per gli effetti sulle casse pubbliche). L’anno nuovo e anche il sì finale alla legge di Bilancio 2026 restituiscono una nuova mappa delle agevolazioni in vigore in vari ambiti, da quello del lavoro agli aiuti alle famiglie fino alla psicoterapia. Un ridisegno fatto con l’intenzione di una maggior selezione negli aiuti concessi. Intanto, fonti di maggioranza hanno confermato ieri che, in fase di conversione del “Milleproroghe”, tornerà con un emendamento la proroga 2026 degli esoneri contributivi (introdotti col “decreto Coesione” del 2024) per favorire le assunzioni di under 35 e donne “svantaggiate” e nella zona economica speciale del Sud, in un primo tempo rimasti fuori dal testo. Ma vediamo cosa è cambiato in genere dal 1° gennaio:

La riprova di questo stile più selettivo viene da questa misura, che non solo è confermata, ma registra un incremento: l’importo sale da 40 euro a 60 euro mensili, per un totale di 720 euro l’anno. Una cifra esentasse e che non concorre a formare reddito, destinata alle madri con contratto di lavoro, sia determinato che indeterminato, le libere professioniste e le lavoratrici autonome con un Isee che non supera i 40mila euro annui. Il requisito per ottenerlo è avere almeno due figli, di cui il più piccolo sotto i 10 anni. Nel caso di tre figli, invece, vale fino al 18° anno dell’ultimo nato.

Per le famiglie con figli a carico è confermato per il 2026 un contributo alle utenze energetiche di 200 euro – riconosciuto dall’Arera e concesso dall’Inps – per chi ha un Isee fino a 25mila euro. Lo si trova automaticamente come sconto in bolletta (nel 2025 è stato spalmato in tre rate), senza domande da fare, ma è necessario aver presentato la Dsu (Dichiarazione sostitutiva unica).

Sono sul sito del Mef i moduli con i quali riparte la cosiddetta “Social card”, nata nel 2008 (e che finora ha erogato somme per 2,3 miliardi a 6,28 milioni di persone): una prepagata da 80 euro ogni due mesi, destinata a ultra 65enni e famiglie con bambini sotto i tre anni e con Isee entro 8.230,81euro, allo scopo di comprare beni primari come cibo, farmaci o anche pagare le bollette. Accanto a questa, è stata confermata con 500 milioni pure la carta “Dedicata a te”, il contributo da 500 euro per i nuclei con Isee fino a 15mila euro.

È stato prorogato il contributo pagato dall’Inps del valore di mille euro per ogni neonato (o adozione o affidamento) in famiglie con reddito Isee inferiore ai 40mila euro. Inoltre, ci sarà anche il bonus asilo-nido fino a 3.600 euro, per sostenere l’iscrizione dei bambini non solo agli asili pubblici e privati autorizzati, ma anche nei micro-nidi, che li accolgono fin dai 3 mesi.

Si è chiuso invece nel 2025 il bonus per le attività extra scolastiche dei figli, che riconosceva fino a 300 euro.

Per un sussidio che finisce, uno che arriva (e atteso da lungo tempo): è il bonus per i libri della scuola anche per le superiori e consiste in un contributo per famiglie con Isee inferiore a 30mila euro e che hanno figli studenti. L’agevolazione può essere richiesta in base alla normativa adottata dalla propria Regione o Comune di residenza. Stesso limite di Isee per l’aiuto da 1.500 euro per le famiglie che hanno un figlio negli istituti paritari, solo per la scuola secondaria di primo grado o il primo biennio delle superiori. Confermato, infine, il bonus psicologo: con un Isee fino a 50mila euro, prevede tre fasce di contributo (1.500, 1.000 o 500 euro), con un rimborso massimo di 50 euro a seduta.