di
Maria Volpe
L’attore nato a Catania, venerdì 9 gennaio compie 80 anni. Ripercorre la sua lunga carriera
Uno stakanovista senza respiro. Parola d’ordine, ancora oggi: «Lavorare, lavorare, lavorare». E non per soldi o successo: per spirito etico. Leo Gullotta, catanese, venerdì 9 gennaio compie 80 anni. È divertente, molto garbato e sognatore. Un «curriculum» lunghissimo: Vanzina, Pirandello, Christian De Sica, Dostoevskij, Molière, Lino Banfi, Shakespeare e molto molto altro
Un compleanno importante.
«80 anni bellissimi: non mi rimprovero nulla, mi ritengo fortunato per tutto. Una carriera lunga 65 anni, cominciata per caso, con il teatro. Ottant’anni come la nostra meravigliosa Costituzione».
Come festeggia?
«Non mi appartiene l’idea del festeggiamento».
A chi dice grazie?
«La riconoscenza non esiste più. Io dico grazie ai grandi attori, spesso maestri di un tempo. Come Salvo Randoni, Turi Ferro, Ave Ninchi, Pippo Fava e altri. Li tengo tutti nel cuore».
Un bilancio tra vita privata, tempo libero, lavoro, carriera.
«Bisogna lavorare e basta se vuoi essere seguito. Il lavoro è la base di sè. La nostra professione è magica e meravigliosa — “Ci si veste di carnevale e ci pagano pure”, diceva Mastroianni – e dobbiamo sempre donare personaggi nuovi».
Ha cominciato al cinema con La soldatessa alla visita militare.
«Non rinnego nulla».
Lei ha sempre alternato prosa impegnata a teatro e cinema leggero, molto leggero e per questo qualcuno l’ha criticata.
«L’Italia è il Paese dell’invidia e del chiacchiericcio. Tutti hanno la verità in tasca . In realtà sono film di valore e comunque ribadisco: è lavoro. Tanta gente ha le bollette da pagare».
Ha lavorato tanto con Christian De Sica. Siete amici?
«Sì e mi auguro che prima o poi Christian possa tornare a firmare la regia di un suo film. Non solo è un uomo preparatissimo, ma le sue sono regie sono di grande talento».
Anche Lino Banfi è un suo grande amico.
«Sì un grande amico. Abbiamo girato insieme L’onorevole con l’amante sotto il letto, era un ben lavorare. Ora sono stati rivalutati tutti questi film perche l‘ha detto Quentin Tarantino, altrimenti erano ancora considerati e guardati con la puzza sotto il naso».
E poi vent’anni di Bagaglino di Pingitore.
«Un forte legame con lui, amicizia e stima»
Racconti di quel periodo.
«Si provava 10 ore al giorno. Era una macchina da guerra quel programma con 14 milioni di ascolto. Eravamo un bella famiglia e con Oreste Lionello c’era un’amicizia non comune».
Nostalgia?
«No, quando ho chiuso con quel trionfante varietà, è stato un capitolo chiuso, non ho mai più proposto quel che facevo lì».
Valeria Marini e Pamela Prati, le due prime donne del Bagaglino, la chiamano?
«Sì, ci sentiamo ancora. Sono due donne squisitissime che sanno fare bene il loro mestiere».
Tra le sue parodie c’era quella di Maria De Filippi.
«Maria era estremamente timida. Maurizio le consigliò di mettersi in bocca la famosa caramellina che l’avrebbe aiutata ad allentare la tensione. Lei però era davvero chiusa e la sua chiusura era scambiata per brutto carattere. Invece era dolcissima. Una persona mai invadente, mai disturbante sotto nessun aspetto».
A De Filippi piaceva quella parodia?
«Direi di sì. Mi invitò come primo ospite a “C’è posta per te”: vestivo i panni di sua sorella».
Artisti e politici presi in giro: qualcuno si è mai arrabbiato davvero?
«Mai, nessuno di tutto l’arco costituzionale, anzi tutti volevano essere imitati. E quando li invitavamo sul palco a dire qualche battuta, era una catastrofe».
Andreotti fu molto ironico. Oggi c’è un altro Andreotti?
«C’è un’altra domanda?».
Lei ha sempre con molto rispetto sottolineato negli anni la sua non condivisione alle idee di Berlusconi. Tra i suoi detrattori, qualcuno lo rimpiange.
«Beh Berlusconi ha avuto tanti meriti, però non ho cambiato idea».
Anche sul governo di oggi ha sempre espresso le sue idee.
«Non mi piace, no. Riconosco che Giorgia Meloni sia una donna intelligente e furba, ma è ancora legata spudoratamente a cose del passato. E poi questo gridare … ma perchè? Lei è il capo del governo di tutti gli italiani, non di una parte».
L’attrice di più grande fascino che abbia mai incontrato?
«Anna Magnani. Non aveva solo fascino, ma un talento straordinario. Il suo animo veniva fuori in qualunque personaggio».
Lei ha girato tanti film di Giuseppe Tornatore: Il camorrista, Nuovo Cinema Paradiso e tanti altri. Com’è Tornatore?
«Ho lavorato tanto con lui e poi Puccio è diventato un grande amico. È talento per eccellenza, il cinema gli scorre nel sangue, è un uomo e un artista attento al mondo, non solo al suo lavoro. E poi è uno come me: lavora, lavora e lavora».
Giovani attori che le piacciono?
«Favino, Germano, Giallini, Cortellesi. Lei ha diretto un film bellissimo e spero torni con un’altra storia forte e particolare. Se lo merita».
Lei ha doppiato Mr Big in Zootropolis 2, che ha sbancato il box office, uno dei film moderni più amati della Disney
«Mi sono divertito. Venivo dalla meravigliosa esperienza di aver dato la voce a mammut Manny, nell’Era Glaciale. Il cartone animato, al doppiaggio, ti suggerisce emozioni anche solo guardando un piccolo dettaglio dell’occhio. È una esperienza divertente, dove si sorride».
Si dice che spesso le carriere si costruiscono sui «No». Lei ha rifiutato molti lavori?
«Assolutamente no. Se ho altri impegni è un conto, altrimenti non bisogna mai dire di no. Bisogna lavorare».
Lei ha vinto numerosi premi, tra David, Nastri e molto altro.
«Andare a ritirare un premio importante. è una serata speciale ed emozionante. Ma finita la serata, il premo si mette in studio e basta, la meraviglia si ferma lì. Dopo il premio, il giorno dopo devi dare molto di più».
Come sta il cinema?
«Io sono felicissimo per l’incasso di Checco Zalone, ma questo non vuol dire che vince il cinema. È stato messo il lenzuolo nero su certi argomenti e poi quanti tagli al cinema».
Lei da più di 40 anni è legato al regista Fabio Grossi, diventato suo marito nel 2019. Nel 1995 fece coming out.
«No, non ho fatto coming out. Alla fine del film Uomini uomini uomini, che parlava di quattro omosessuali borghesi, un giornalista chiese: “Ma lei è omosessuale?”. “Sì, perché, mi dica?” risposi io. Questo è tutto».
Lei però perse l’opportunità di recitare nella fiction su Padre Puglisi perchè un dirigente non gradiva la sua omosessualità
«Vero, ma la libertà ha un prezzo».
C’è ancora molta strada da fare sui diritti civili?
«Si è fatto molto, ma molto c’è da fare»
I giovani le chiedono aiuto?
«Tanti. Ricordo una lunga chiacchierata che feci anni fa a “Domenica in “ sul tema dell’omosessualità che risultò un discorso costruttivo. Cercavo di far capire che se dopo aver gradito il gusto di cioccolato, un giorno non ti piace più e ti piace il limone, va bene. Bisogna aiutare a parlare e a rispettare se stessi e la propria libertà».
Perchè da 26 anni è testimonial dei torroncini Condorelli?
«Perchè il Cavaliere Condorelli era un pasticcere come mio papà e si somigliavano».
Da 1 a 10 quanto ama la sua Sicilia?
«12. Chi nasce in un’isola è particolare. E ti devi sempre battere per i temi duri a morire, come mafia e lavoro nero».
Cosa si regala per i suoi 80 anni?
«Il prossimo ottobre mi regalerò una messiscena di un Pirandello, Tutto per bene per la regia di Fabio Grossi, mio marito. Un Pirandello particolare che arriva al punto giusto della mia vita».
Però non ha detto come festeggerà?
«Un pranzetto leggero con qualche amico, con Fabio, una torta di ricotta e tanti sorrisi. Gli anni che mi restano sono pochi. Mi auguro la salute, innanzitutto».
4 gennaio 2026
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