Il numero 3 del mondo si sente meglio dopo alcuni mesi complicati e vuole brillare nel 2026, con lo sguardo già rivolto ai prossimi Australian Open
Foto di Felice Calabrò
Alexander Zverev sa che il 2026 è un anno fondamentale per tutta la sua carriera, essendo arrivato ad un bivio importante che non gli consente margini di errore. Il suo rendimento per la maggior parte della stagione 2025 non è stato soddisfacente, con troppe prestazioni al di sotto delle aspettative e la sensazione sempre più generalizzata che il salto di qualità definitivo non sia ancora avvenuto. Il campione tedesco sembrava aver trovato la strada giusta nell’ultima parte del 2024 e la finale raggiunta agli Australian Open 2025 gli aveva dato ulteriore fiducia, ma quella netta sconfitta contro Jannik Sinner sulla Rod Laver Arena ha letteralmente sgretolato tutte le sue certezze.
Sascha è ancora il numero 3 del mondo e merita rispetto, ma il suo grande sogno di vincere finalmente un titolo del Grande Slam pare abbastanza lontano in questo momento. Il gap rispetto a Jannik Sinner e Carlos Alcaraz ha assunto proporzioni davvero gigantesche e diversi giovani talenti stanno iniziando a premere da dietro. Il nativo di Amburgo sarà chiamato a difendere tanti punti agli Australian Open – al via domenica 18 gennaio – motivo per cui dovrà smaltire in fretta i deludenti risultati dell’anno passato e guardare soltanto al futuro.
In conferenza stampa prima del suo debutto alla United Cup 2026, l’ex numero 2 del mondo si è difeso dalle critiche: “I miei risultati del 2025 sono stati dipinti dai media come più negativi e deludenti di quanto non fossero in realtà. Sono orgoglioso di aver concluso lo scorso anno al terzo posto del ranking ATP nonostante tutti i problemi fisici che ho dovuto affrontare. Non è stata la stagione che sognavo, ma sento di non essere così distante da Carlos e Jannik. Devo soltanto tornare al top della forma il prima possibile.” Sascha ha avvertito sensazioni migliori nell’ultima parte del 2025: “A metà della scorsa stagione, ho dovuto affrontare un momento molto duro. La cosa migliore che potessi fare era prendermi quattro settimane di pausa dopo la sconfitta al primo turno di Wimbledon. Ho ricominciato da zero, mi sono goduto del tempo con la mia famiglia, sono andato in vacanza e ho potuto staccare per un po’. Quello è stato un punto di svolta, che mi ha permesso di giocare meglio verso la fine dell’anno.”