«Purtroppo le vittime italiane sono sei e tutte accertate». Queste le parole del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, in collegamento telefonico con il TG2 all’ora di pranzo di domenica 4 gennaio. «I feriti stanno per essere tutti accompagnati in Italia: tre saranno oggi al Niguarda e una a Torino. Per quanto riguarda invece i feretri saranno accompagnati in Italia con un volo di stato organizzato dall’Aeronautica militare».
Nella serata di sabato 3 gennaio erano arrivate le prime conferme, le chiamate che nessuna famiglia avrebbe mai voluto ricevere. Le prime tre vittime accertate italiane nell’incendio di Le Constellation a Crans-Montana sono state Giovanni Tamburi, 16enne bolognese, Achille Barosi, anche lui sedicenne milanese, ed Emanuele Galeppini, 17enne genovese, residente a Dubai. Il padre aveva già confermato che non c’erano speranze per Chiara Costanzo, anche se non c’era fino a domenica identificazione ufficiale. Il ministro ha detto che sono accertate anche le morti di Riccardo Minghetti e Sofia Prosperi. La mancanza di notizie e l’incertezza hanno aumentato il dolore e la disperazione dei familiari dei ragazzi. Molti si conoscono, hanno case di vacanza qui. I ragazzi sono cresciuti insieme. C’è un gruppo di compagni di scuola del liceo Virgilio di Milano, tutti feriti.
Le vittime italiane
Giovanni Tamburi, studente del liceo scientifico Righi di Bologna, è stata la prima vittima italiana identificata. Era in vacanza con il padre Giuseppe nella casa di famiglia a Crans-Montana. I genitori sono separati. La madre, Carla Masiello, ha lanciato numerosi appelli ed è partita alla volta della Svizzera quando ha avuto la conferma della morte del 16enne. «La tragica scomparsa di Giovanni, Studente esemplare e di animo generoso, lascia un vuoto profondo. In questo momento di immenso dolore, l’intera Comunità scolastica si stringe alla famiglia con un forte abbraccio», si legge sul sito della scuola. Amava il golf e le moto. Viveva insieme al padre e alle sorelle maggiori. Dalla madre ci sono il fratello maggiore e la sorella più piccola.
«Quando ho visto il fuoco ho detto a tutti i miei amici di uscire. Mi era sembrato che Giovanni mi seguisse, che fosse dietro di me. Ma quando sono uscito fuori non c’era», ha detto Gregorio Pallestrini, vicino di casa e migliore amico di Giovanni Tamburi a Crans-Montana. «Bisogna cercare di andare avanti per le altre figlie, ma una perdita così grande è troppo forte e io non ho parole», ha detto il padre che guida la Rinaldi1957.
Achille Barosi studiava al liceo artistico delle Suore Orsoline a Milano. Chi lo conosceva dice che aveva un grande talento per il disegno. Fra i suoi amici ci sono Giuseppe Giola, uno dei feriti trasferiti a Milano, e Chiara Costanzo, anche lei morta nell’incendio. Era rientrato nel locale per recuperare la giacca e il telefono. Per lui aveva fatto appelli il cugino.