Leo Gullotta compie 80 anni il 9 gennaio, ma in un’intervista a Repubblica precisa: «Non è tempo di festeggiamenti. Guardi che succede nel mondo: io ho paura di Trump, è un affarista non un uomo di Stato, dice cose imbarazzanti, mi terrorizza cosa sta facendo contro gli immigrati».



Tempo di bilanci

L’attore si sente fortunato, nato ultimo di sei figli in una famiglia umile, papà operaio pasticcere, mamma casalinga, arriva a Roma e per qualche tempo è ospite dell’amica Ave Ninchi. Poi dopo sei mesi si stabilisce in una pensioncina nel rione Monti, e i suoi pasti sono prevalentemente latte e biscotti. Eppure, oggi che ha avuto tanto successo, non rimpiange nemmeno quegli inizi turbolenti. 





Le critiche 

«Il governo non aiuta gli artisti e crea lenzuolate di problemi. – lamenta ancora Gullotta – Persino un premio come il David di Donatello, che riceve una somma dallo Stato, chiede soldi. Tutti i vincitori, che nel tempo diventano giurati, devono pagare 90 euro. Uno schiaffo». Sempre tagliente con i nostri politici, fin dai tempi del Bagaglino, ricorda ancora con orgoglio di non aver mai accettato i regali di Berlusconi. E su Giorgia Meloni dice: «Tutto questo gridare… ma perchè? Lei è il capo del governo di tutti gli italiani, non di una parte».



Le donne 

Sempre a proposito del Bagaglino, in un’altra intervista al Corriere, l’attore parla di Valeria Marini e Pamela Prati: «Ci sentiamo ancora. Sono due donne squisitissime che sanno fare bene il loro mestiere». L’attrice più affascinante che abbia mai incontrato, invece, è Anna Magnani: «Non aveva solo fascino, ma un talento straordinario. Il suo animo veniva fuori in qualunque personaggio». Una delle imitazioni rimasta più iconica è quella di Maria De Filippi con la celebre caramella in bocca: «Lei però era davvero chiusa e la sua chiusura era scambiata per brutto carattere.

Invece era dolcissima. Una persona mai invadente, mai disturbante sotto nessun aspetto».



Gli amici e la carriera

Molto amico di Pier Francesco Pingitore e Christian De Sica, col quale si augura di tornare presto a lavorare, e di Lino Banfi, ricorda: «Abbiamo girato insieme ‘L’onorevole con l’amante sotto il letto’, era un ben lavorare. Ora sono stati rivalutati tutti questi film perche l‘ha detto Quentin Tarantino, altrimenti erano ancora considerati e guardati con la puzza sotto il naso». Si dice spesso che le carriere si costruiscono più con i ‘no’ che con i ‘sì’, ma Gullotta non è d’accordo: «Se ho altri impegni è un conto, altrimenti non bisogna mai dire di no. Bisogna lavorare».



L’amore

Legato da 46 anni a Fabio Grossi, è con lui e con qualche amico più intimo che trascorrerà la giornata del suo compleanno. Benché la sua omosessualità gli abbia precluso alcuni ruoli, come quello di Padre Puglisi, Gullotta ammette che molto negli anni è stato fatto, ma tanto ancora c’è da fare per ottenere la parità di diritti. E forse questo è il suo augurio per gli 80 anni.




Ultimo aggiornamento: domenica 4 gennaio 2026, 13:01





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