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Redazione Roma
Il racconto di uno dei passeggeri: «Eravamo pronti per il decollo quando il comandante ci ha comunicato che avevano chiuso l’aeroporto e ci hanno fatti scendere, siamo rientrati in Italia con un giorno di ritardo»
Bloccati all’aeroporto di Berlino per un volo Ryanair diretto a Roma mai decollato: previsto inizialmente alle 19,30 di sabato 3 gennaio, rinviato alle 20 e poi alle 22, e infine annullato a mezzanotte dopo 4 ore trascorse a bordo del velivolo. «Senza ricevere assistenza», denuncia chi era a bordo.
E’ l’odissea di centonovanta passeggeri, in gran parte italiani – tra loro anche bambini e anziani – che hanno dunque passato la notte nello scalo tedesco, dopo che la compagnia non è riuscita a trovare una sistemazione alberghiera alternativa. Solo alle 13 di oggi, 4 gennaio, i passeggeri sono stati fatti salire a bordo di un aereo – anche questo in ritardo perché riprogrammato alle 10 – con la speranza di riuscire finalmente a partire.
L’annuncio del comandante: «Aeroporto chiuso»
«Ieri a Berlino era una giornata di neve, ma non c’era una tormenta, tant’è che siamo riusciti a raggiungere l’aeroporto – racconta Simone, uno dei passeggeri italiani partito per Berlino con la moglie e i due figli piccoli -. Ci hanno imbarcato con un’ora di ritardo e poi tenuti sull’aereo per quattro ore senza ricevere generi di conforto e informazioni. Fatta l’operazione di decongelamento delle ali, l’aereo era nella lista di decollo, ha iniziato il rullaggio, ma all’ultimo momento il comandante ha comunicato che l’aeroporto era chiuso. Una decisione che da quello che abbiamo saputo non sarebbe stata legata al maltempo ma a una legge federale che vieta i voli notturni dalle 23 alle 5».
«In un primo momento – continua Simone – Ryanair ci aveva comunicato che avrebbero provveduto alla sistemazione in hotel. Poi con un altro messaggio ci ha informato di non aver trovato posto e di provvedere autonomamente a costi ragionevoli, presentando successivamente una richiesta di rimborso. Ma alle due di notte, con altri passeggeri nelle nostre stesse condizioni, non avevamo la possibilità di trovare un albergo». Simone e famiglia, e molti altri, si sono perciò rassegnati a trascorrere la notte in aeroporto.
L’ennesimo ritardo
La compagnia, dicevamo, aveva anche fatto sapere che il volo era stato riprogrammato per le 10 di stamani. Ma non è andata così: «Ci hanno comunicato nuovo rinvio a mezzogiorno per la difficoltà di costituire un equipaggio. Di fronte alla nostra protesta, ci hanno detto di rivolgerci all’ambasciata e solo dopo è cominciato l’imbarco». Infine l’arrivo a Roma, con quasi un giorno di ritardo.
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4 gennaio 2026 ( modifica il 4 gennaio 2026 | 17:04)
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