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Dal 9 gennaio, in tv su Sky e in streaming su NOW sono in uscita, uno a settimana, i sei episodi da circa cinquanta minuti ciascuno di Gomorra – Le Origini, prequel della celeberrima serie ispirata all’altrettanto celebre romanzo di Roberto Saviano, creatore anche di questo prequel insieme a Leonardo Fasoli e Maddalena Ravagli, gli autori della sceneggiatura insieme a Marco “Ciro” D’Amore

In particolare, le origini citate nel titolo di questa nuova espansione del Gomorra-universo sono quelle di Pietro Savastano che, come ci ricorda una scritta introduttiva con qualche lacuna in araldica, diventerà “Re di un impero” quando sarà interpretato da Fortunato Cerlino, ma qui è solo un “guagliune ‘e via” interpretato da un giovanissimo Luca Lubrano che, più che Cerlino, ricorda in modo impressionante il Leo Messi degli esordi, come si può vedere da queste foto. 

Gomorra - Le origini - Luca Lubrano è Pietro Savastano_MARCO GHIDELLI

 

 

Ma la somiglianza tra il co-protagonista e il secondo calciatore argentino più forte di sempre non è l’unica cosa che ci ha stupito di una serie che, in quanto prequel, in teoria non dovrebbe sorprendere più di tanto. Se vi interessa saperne di più, ecco la nostra recensione di Gomorra – Le Origini, che prosegue con riassunto senza spoiler della trama e il nostro giudizio sulla serie, di cui in fondo riportiamo il trailer ufficiale.

Di cosa parla Gomorra – Le Origini

Siamo nel 1977, Pietro ha quasi sedici anni e una discreta esperienza criminale di basso livello: qualche furto, contrabbando e cose del genere, oltre alla guida senza patente. 

La sua banda è composta dai fratelli Manuele (Mattia Francesco Cozzolino) e Lello (Antonio Del Duca), alla cui madre Lucia Pietro è stato affidato, e da Toni (Junior Rancel Rodriguez Arcia), figlio di una tamurriata nera, e il piccolo Fucariello (Antonio Incalza), che è poco più di “una creatura”. 

Ma a Secondigliano l’idolo di questi ragazzi è Angelo ‘A Sirena (Francesco Pellegrino), qualche anno più grande di loro ma già capace di farsi rispettare dal boss che comanda da Forcella, Antonio Villa (Ciro Capano), il cui figlio Michele (Renato Russo) scalpita per raccogliere il bastone del comando. 

Anche Angelo ha la sua banda, composta da A’ Macchietta (Luigi Cardone), Tressette (Ciro Burzo) e Mimì (Antonio
Buono), che non spoileriamo niente se diciamo che ha i capelli stile Zecchinetta.

Lontano dai vicoli di Napoli ma capace di influenzare il corso della camorra dal carcere di Poggioreale c’è Domenico Nunziante detto ‘O Paisano (Flavio Furno), dotato di un carisma mistico che arriva anche fuori dalle mura della prigione. 

E poi, come si vede nel trailer e come è giusto e doveroso che sia, c’è Imma (Tullia Venezia), di cui Pietro si innamora a prima vista. Solo che Imma è una liceale modello che studia anche al conservatorio e che rende orgogliosa i suoi ricchi genitori: dovranno succedere molte cose prima che i due piccioncini diventino Imma e Pietro Savastano.

Perché vedere una serie di cui si sa già il finale

Oltre a Pietro e Imma, in questo prequel si scoprono anche le origini di Annalisa Migliocco (Fabiola Balestriere), la futura Scianel che verrà uccisa su ordine di Genny Savastano, a sua volta reso orfano dal duplice omicidio dei suoi genitori per opera di Ciro Di Marzio. 

Eppure, nonostante questi spoiler abbastanza fondamentali, Gomorra – Le Origini riesce a stupire in ogni modo possibile, anche a costo di mettere a dura prova la coerenza del canone gomorriano. 

Merito innanzitutto di una messa in scena inappuntabile, che trasporta immediatamente alla Napoli degli anni ‘70 in un vortice di scenografie (Fabrizio D’Arpino), costumi (Olivia Bellini) e colonna sonora (Pasquale Catalano) di livello eccezionale. 

Allo stesso modo non si può non elogiare l’intero cast (e chi lo ha scelto, Davide Zurolo), capace in ogni elemento di interpretazioni perfette, rese ancora più vivide dalla regia di Marco “Ciro” D’Amore, supervisore della serie, nei primi quattro episodi, e di Francesco Ghiaccio nei restanti due. 

Ancor più importante è stato però il lavoro di scrittura, che ha saputo destreggiarsi tra la tentazione di compiacere i fan e il rischio di raccontare qualcosa di troppo prevedibile, senza preoccuparsi troppo di prendersi la libertà di raccontare una storia avvincente di per sé, ancor più che per come arricchisce la biografia di personaggi di cui conosciamo letteralmente già la vita e la morte. 

Magari qualche fan scoverà incoerenze e contraddizioni con quanto visto nella serie originale, ma almeno per questa prima stagione, secondo noi, Gomorra – Le Origini può rispondere con un prequel che, nonostante tutto, ha da raccontare una storia sorprendentemente interessante. 

Voto: 8.3