CasaBianca: una villa sul Lago di Como dove vivere l’arte e sorseggiare il tempo

Così come per le persone, anche per le case si possono svelare destini inattesi. CasaBianca ne è l’esempio: una villa degli anni Venti affacciata sul lungolago di Como, costruita su progetto di Carlo Ponci come residenza di una famiglia di industriali tessili, che negli anni ha ospitato uffici, showroom e infine una banca. Una location d’eccezione, circondata da alberi secolari, che ammira il lago.

Neon Si ballava e ancora si sperava di Alfredo Jaar 2018. Poltrone anni 60 acquistate tra aste e antiquari. A destra...

Neon Si ballava e ancora si sperava di Alfredo Jaar, 2018. Poltrone anni ’60 acquistate tra aste e antiquari. A destra, mobile mensola di Osvaldo Borsani, anni ’60.Courtesy CasaBianca, foto Paolo Prendin

Twenty Locations of Meaning di Joseph Kosuth 2015 sviluppata su tre pareti. Sulla destra Untitled  di Haim Steinbach....

Twenty Locations of Meaning di Joseph Kosuth, 2015, sviluppata su tre pareti. Sulla destra, Untitled (kong, books, sculpture, head, totem) di Haim Steinbach.Courtesy CasaBianca; foto Paolo Prendin

Oggi, grazie a Paolo e Antonella De Santis, collezionisti e proprietari del Grand Hotel Tremezzo e di Passalacqua, tra le eccellenze dell’hôtellerie italiana, la preziosa dimora si appropria di una rinnovata dimensione domestica, accogliendo parte della collezione di arte contemporanea di famiglia. O meglio, il suo proseguimento.

CasaBianca è molto più di una villa sul lago di Como, è infatti il punto di arrivo di un progetto cominciato anni fa, quando i coniugi De Santis hanno deciso di voler condividere la propria passione per l’arte contemporanea — che collezionano da quarant’anni — con il pubblico, e soprattutto con i propri concittadini. «Questa città ci ha dato molto. Abbiamo sentito il desiderio di offrire il nostro contributo, incentivando la consapevolezza e la cultura. Vogliamo essere utili alla comunità, in particolare ai giovani e ai bambini», afferma la coppia. Quando è arrivata la possibilità di acquistare CasaBianca, che è il nome originale della proprietà, l’idea ha preso forma.

Buco nero di Michelangelo Pistoletto 2010. I collezionisti Antonella e Paolo De Santis. Panca anni 60 sospensione Boccia...

Buco nero di Michelangelo Pistoletto, 2010. I collezionisti Antonella e Paolo De Santis. Panca anni ’60; sospensione Boccia LS10 di Caccia Dominioni per Azucena anni ’60 originale della villa.Courtesy CasaBianca; foto Paolo Prendin

ingresso statue busti parquet lampadario CasaBianca

Courtesy CasaBianca; foto Paolo Prendin

poltrone tavolino basso tappeto

Courtesy CasaBianca; foto Paolo Prendin

Una dimora, una galleria, ma anche una caffetteria aperta a tutti

La villa, che ha appena aperto i battenti, è un luogo inedito, dove cittadini e turisti sono invitati a vivere le sue meravigliose stanze, a trascorrere del tempo di qualità dedicato alla cultura e all’approfondimento, all’ispirazione. Le opere sono frutto delle acquisizioni degli ultimi anni, realizzate da artisti che la coppia ammira particolarmente. Alcune sono site-specific, altre sono state acquistate in gallerie, fiere e aste internazionali. Cinquanta lavori, tra dipinti e sculture, distribuiti sui tre piani, con un’inclinazione verso l’arte contemporanea italiana degli ultimi 50 anni e un’attenzione speciale all’Arte Povera. Ci sono lavori di Vedova, Kiefer, Pistoletto, Paolini, Kounellis, Abramović, Kentridge, Merz e Zorio, tra gli altri. Non ci sono percorsi, nessuna voce guida: la famiglia De Santis ha preferito non affidarsi a un curatore, bensì scegliere in base alla propria sensibilità. Si tratta di una curatela “emotiva”, personale, pensata per incentivare la pura contemplazione e l’arricchimento.