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Redazione Economia
Il blitz degli Usa in Venezuela e la cattura del presidente Nicolas Maduro avvenute nel weekend non frenano le borse europee, che partono di buon passo al traino dei comparti della Difesa e dell’Oil
Il blitz degli Usa in Venezuela e la cattura del presidente Nicolas Maduro avvenute nel weekend non frenano le borse europee, che partono di buon passo al traino dei comparti della Difesa e dell’Oil. Dopo i rialzi messi a segno nella settimana del Capodanno, Milano avvia così la seduta con un progresso dello 0,59%. Andamento positivo anche per Parigi (+0,7%), Francoforte (+0,8%), Madrid (+0,6%) e Amsterdam (+1,2%), maglia rosa grazie al rally dei semiconduttori, mentre non si allontana troppo dalla parità Londra (+0,14%). In una settimana che si prospetta ricca di dati macro, con l’Ism manifatturiero Usa in arrivo nel pomeriggio e il rapporto sul lavoro Usa di venerdì, cruciale per la Fed, l‘attenzione degli investitori è ancora puntata sugli eventi degli ultimi giorni in Venezuela. La nuova instabilità nel Paese sudamericano e le possibili conseguenze sul fronte geopolitico spingono i titoli della Difesa sull’azionario europeo, mentre gas e petrolio aprono in netto calo. Qui i listini e gli indici mondiali in tempo reale.
Piazza Affari
A Piazza Affari Leonardo (+6,2%) e Fincantieri (+5,2%) si guadagnano così la testa del Ftse Mib. Nonostante la debolezza del petrolio – che risente anche della decisione dell’Opec+ di sospendere gli aumenti di produzione a febbraio e marzo 2026 – si mettono poi in evidenza i petroliferi. Così, mentre gli investitori valutano le intenzioni degli di Washington di sfruttare le vaste riserve di greggio del Paese, Tenaris sale del 3,9% e Saipem del 2,4%. Tiene anche Eni (+0,5%), tra le poche compagnie energetiche straniere ancora operative in Venezuela, che sta monitorando «l’evolvere della situazione», come ha comunicato in una nota nel weekend, e per il momento non sta registrando «impatti sulle operazioni, che procedono regolarmente. Tra gli altri titoli, corrono, come detto, i chip, in scia alla corsa del tech asiatico, che ha spinto il Nikkei (+2,97%) ai massimi da due mesi. St è in progresso infatti di due punti a Milano, mentre il settore attende la conferenza stampa del ceo di Nvidia nel pomeriggio americano. Sul fronte opposto, scivolano in coda al Ftse Mib Bpm (-0,1%) e Italgas (-0,8%) in un avvio contrastato sia per le banche sia per le utility.
Spread
Apertura stabile sopra quota 70 per lo spread tra Btp e Bund sul mercato Mts. Il rendimento del Btp decennale di riferimento, scadenza 1° febbraio 2036, ha aperto con un rendimento del 3,61%, lo stesso della chiusura precedente. Il differenziale con il Bund di pari scadenza resta fermo a 71 punti, lo stesso livello dell’ultimo closing.
In Asia nuovi record
Le altre borse in Asia chiudono toniche e toccano nuovi record. L’indice Msci è salito dell’1,1% raggiungendo quota 1.445 punti, superando il precedente livello record a 1.444 punti, nonostante le tensioni geopolitiche dopo l’attacco degli Usa al Venezuela. Gli investitori continuano a scommettere sugli investimenti per l’intelligenza artificiale, in attesa della conferenza stampa del ceo di Nvidia. Sul mercato dei cambi lo yen si indebolisce sul dollaro a 156,98, ed è stabile sull’euro a 183,53. A contrattazioni ancora in corso in luce Shanghai (+1,3%), Shenzhen (+1,9%) e Hong Kong (+0,1%). Bene Seul (+3,4%), fiacca Mumbai (-0,04%). Giornata scarna di dati macroeconomici. Dagli Stati Uniti in arrivo l’indice Ism sul settore manifatturiero.
Materie prime: già petrolio e gas
Gli effetti della nuova instabilità in Sudamerica (tra i maggiori produttori di greggio) si avvertono nel frattempo sul fronte delle materie prime. I tumulti in Venezuela, uniti alla decisione dell’Opec+ di sospendere gli aumenti di produzione a febbraio e marzo 2026, si riflettono sul petrolio. Il Wti perde così lo 0,8% a 56,7 dollari al barile, il Brent lo 0,5% a 0,51%, mentre gli investitori valutano le intenzioni degli di Washington di sfruttare le vaste riserve di greggio del Paese. Avvio in netto calo anche per il prezzo
del gas, nonostante le tensioni geopolitiche dopo l’attacco Usa
al Venezuela. Ad Amsterdam le quotazioni scendono del 3% a 28,08
euro al megawattora. L’oro invece riprende il rally, con il contratto spot che sale del 2,06% a 4.420 dollari l’oncia, mentre l’argento continua a salire (+3,5% a 75,41 dollari).
Sul valutario, il dollaro si rafforza e l’euro incrocia il biglietto verde a 1,1691 (da 1,1745 del closing di venerdì). La moneta unica vale anche 183,54 yen (da 184,01), mentre il cross dollaro/yen è a 156,97 (da 156,66 ). In rialzo il Bitcoin a 92.408 dollari (+1,8%). Giù il gas a 28,2 euro al megawattora (-2,7%).
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5 gennaio 2026 ( modifica il 5 gennaio 2026 | 10:07)
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