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A dicembre, secondo le stime preliminari dell’Istat, l’inflazione sale a +1,2% su base annua (aumento dello 0,2% su base mensile), tornando al livello di ottobre. Nella media 2025, i prezzi al consumo risultano cresciuti dell’1,5% rispetto all’anno precedente, in accelerazione in confronto al dato registrato nel 2024 (+1,0%). Sull’andamento dell’inflazione in media annua pesa la dinamica dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (+16,2% da -0,2% del 2024) e quella dei Beni alimentari non lavorati (+3,4% da +2,3%). Nel 2025 l’inflazione di fondo si ferma a +1,9% (da +2,0% del 2024).

Carrello della spesa torna a correre a dicembre: +2,2%

A dicembre si accentua il ritmo di crescita su base annua dei prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona. Il cosiddetto “carrello della spesa” passa da +1,5% di novembre a +2,2%. Mentre i prodotti ad alta frequenza d’acquisto passano da +2,0% a +2,2%. E’ quanto stima l’Istat nei suoi dati preliminari di dicembre.

Aumenta potere d’acquisto, propensione risparmio ai massimi dal 2009

Intanto aumentano nel terzo trimestre del 2025 il potere d’acquisto e la propensione al risparmio delle famiglie che, escludendo il periodo Covid, raggiunge livelli massimi dal terzo trimestre del 2009. È quanto rileva l’Istat in un altro report sottolineando che la spesa per consumi finali rimane però debole. In dettaglio, il reddito disponibile delle famiglie è cresciuto del 2% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dello 0,3%. La propensione al risparmio è stimata all’11,4%, in aumento di 1,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Il potere d’acquisto è infine cresciuto rispetto al trimestre precedente dell’1,8%.

L’inflazione nell’Eurozona scende al 2% a dicembre

Secondo la stima flash di Eurostat l’inflazione annua nell’area dell’euro dovrebbe attestarsi al 2% a dicembre 2025, in calo rispetto al 2,1% di novembre. Considerando le principali componenti, si prevede che i servizi registreranno il tasso annuo più elevato a dicembre (3,4%, rispetto al 3,5% di novembre), seguiti da alimentari, alcol e tabacco (2,6%, rispetto al 2,4% di novembre), beni industriali non energetici (0,4%, rispetto allo 0,5% di novembre) ed energia (-1,9%, rispetto allo -0,5% di novembre).

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