di
Federica Maccotta
Kimberly Hines segue l’attore da dieci anni. «Nessuno sta cercando di truffarlo. L’abbiamo spostato in hotel in attesa che entri nella nuova casa»
La raccolta fondi online per evitare lo sfratto, le difficoltà economiche, la casa che cade a pezzi, la retromarcia sui social di Mickey Rourke. La manager dell’attore di 9 settimane e 1/2, in un’intervista a The Hollywood Reporter, cerca di fare chiarezza sul crowdfundig lanciato per aiutare l’ex sex symbol (ora sospeso, ha toccato i 100 mila dollari in nemmeno due giorni) e definito dalla stesso Rourke, 73 anni, «umiliante».
Kimberly Hines, che segue la carriera e la burrascosa vita privata dell’attore da una decina d’anni, spiega che la colletta online è stata creata per sostenere le spese del difficile momento che sta vivendo il candidato all’Oscar per The Wrestler. Ha lasciato la vecchia casa, quella da cui rischiava di essere sfrattato, ed è in un hotel insieme ai suoi tre cani in attesa di sistemarsi in un nuovo appartamento.
«Quei soldi andranno a Mickey. Non a me. E se Mickey non vuole più quei soldi e decide: “Non voglio aiuto, è come se fosse beneficenza”, i soldi verranno restituiti», chiarisce Hines. Nessuno ha cercato di approfittarsi del nome del divo, insomma. «Nessuno sta cercando di truffare Mickey. Voglio che lavori. Non voglio che faccia una raccolta fondi su GoFundMe. La cosa positiva è che ha ricevuto quattro offerte per film da ieri. Ora la gente gli manda email con offerte per film, il che è fantastico perché da un po’ nessuno lo chiama più».
La manager chiarisce anche di aver avvertito Rourke della raccolta fondi, senza fare nulla alle sue spalle. «Ci siamo detti: “Facciamo questa piccola raccolta fondi su GoFundMe. Vedremo cosa succede. Aiuterà Mickey” – dice nell’intervista –. E io e Dima, il suo assistente, abbiamo pensato: “Va bene. Aiuterà Mickey”. Abbiamo detto: “Mickey, ci sono delle persone che vogliono aiutarti”. E lui: “Ok, fantastico”. Non credo che abbia capito, e ora che la cosa è diventata oggetto di questa frenesia mediatica, lui è impazzito».
Il team dell’attore sta sostenendo tutte le spese perché, spiega ancora Kimberly Hines, lui non ha un conto corrente né soldi in contanti. Semplicemente quando ne ha bisogno li chiede in giro. «Mickey non è mai stato uno che gestisce bene i suoi soldi – racconta –. Non conosce bene la parola “moderazione”. Quindi o ha molto o non ha niente. Vive alla giornata».
Nell’intervista la manager spiega anche la questione della casa di Los Angeles, da cui è partito tutto e dove Rourke viveva da una decina d’anni. Un anno e mezzo fa il nuovo proprietario ha aumentato l’affitto da 5200 a settemila dollari, senza fare tuttavia gli interventi necessari per mantenere la casa. Per questo motivo, aveva spiegato Rourke nel suo video su Instagram, aveva smesso di pagare l’affitto, contraendo un debito di quasi 60 mila dollari.
Quando qualche giorno fa il team di Hines è andato ad aiutare l’attore a spostare le sue cose perché il proprietario stava per cambiare la serratura, si è trovato davanti muffa nera, danni causati dall’acqua, niente acqua corrente, il frigorifero fuori uso. Hanno salvato il salvabile, trasferito gli averi di Rourke in un deposito e l’attore con i suoi cani in un hotel, in attesa di farlo entrare in un nuovo appartamento in affitto a Koreatown. Il tutto anticipando i soldi: per questo era nata l’idea del crowdfunding su GoFundMe.
Nonostante la bufera mediatica, Hines chiarisce che continuerà a occuparsi di Rourke, come fa da dieci anni. «Non me ne vado da nessuna parte. Non mi licenzio e lui non mi licenzia. E no, non è arrabbiato con me. È arrabbiato per questa situazione. Eppure due giorni fa, stava facendo i bagagli da solo, e mi ha detto: “Puoi aiutarmi, per favore? Ho bisogno di aiuto. Sto facendo i bagagli da solo”».
7 gennaio 2026
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