Alta tensione tra Stati Uniti e Russia in mare aperto. Dopo un inseguimento, con tanto di scorta da parte dei sottomarini di Mosca, gli Usa hanno sequestrato la petroliera Marinera, battente bandiera della Federazione, nel bel mezzo dell’Atlantico. A riferirlo è un funzionario americano a Nbc News. Un’operazione svolta dal Dipartimento per la Sicurezza Interna americano con il supporto militare statunitense che ha permesso a funzionari delle forze dell’ordine americani di salire a bordo dell’imbarcazione e prendere il controllo. L’amministrazione ha fatto sapere che nelle acque dei Caraibi è stata fermata anche un’altra imbarcazione accusata di aver violato il blocco sul greggio venezuelano: si tratta della Sophia.
Gli Stati Uniti hanno preso possesso della Marinera dopo un inseguimento e l’intervento di mezzi della Marina russa per cercare di evitare l’abbordaggio. La nave, che al momento non imbarca alcun tipo di prodotto, storicamente ha trasportato petrolio venezuelano e si pensa che martedì si trovasse tra la Scozia e l’Islanda. Fino a poco tempo fa, la nave si chiamava Bella 1 e solo recentemente era stata ribattezzata Marinera. La conferma è arrivata anche dalla segretaria per la Sicurezza Interna statunitense, Kristi Noem, che su X ha annunciato: “In due operazioni prima dell’alba, la Guardia Costiera ha effettuato un doppio abbordaggio meticolosamente coordinato di due petroliere della ‘flotta fantasma’, una nel Mare del Nord Atlantico e una in acque internazionali vicino ai Caraibi. Entrambe le navi, la Motor Tanker Bella I e la Motor Tanker Sophia, erano attraccate in Venezuela o in rotta verso di essa. Sotto la guida coraggiosa e visionaria del presidente Trump, le squadre tattiche della Guardia costiera statunitense hanno collaborato a stretto contatto con le controparti dei dipartimenti della Guerra, della Giustizia e dello Stato”. Ha poi aggiunto che “la Motor Tanker Bella I ha cercato di eludere la Guardia Costiera per settimane, arrivando persino a cambiare bandiera e a dipingere un nuovo nome sullo scafo mentre veniva inseguita, in un disperato e fallito tentativo di sfuggire alla giustizia. L’eroico equipaggio della USCGC Munro ha inseguito questa nave in alto mare e attraverso tempeste insidiose, mantenendo una diligente vigilanza e proteggendo il nostro Paese con la determinazione e il patriottismo che rendono orgogliosi gli americani”.
L’operazione della Marina è stata possibile anche grazie al supporto di un aereo spia della Royal Air Force (Raf) britannica, come confermato dal ministro della Difesa di Londra, John Healey, precisando che sono state messe a disposizione basi della Raf e fornita attività di sorveglianza e spionaggio aereo. “Questa nave ha una storia nefasta e fa parte di un asse russo-iraniano di elusione delle sanzioni che sta alimentando terrorismo, conflitti e povertà dal Medio Oriente all’Ucraina”, ha detto. Il Times cita alcuni siti di tracciamento di voli dai quali risulta che il velivolo è stato localizzato a sud delle Isole Faroe dopo aver operato a lungo con il transponder spento. L’aereo Poseidon della Raf ha volato nell’area della missione prima di dirigersi verso la costa orientale della Scozia. Fattore che ha portato il quotidiano inglese a ipotizzare un suo coinvolgimento. Su altri media locali si legge anche del coinvolgimento delle basi di Suffolk e Gloucestershire, nel Regno Unito: forze americane sono state viste addestrarsi per questo tipo di missioni durante la settimana dopo lo schieramento di diversi aerei Usa. Un’esercitazione specifica ha riguardato un velivolo Osprey.
Secondo quanto ricostruito dal Telegraph, la Marinera è salpata il 1 agosto 2025 dalle coste iraniane. Ha poi impiegato quattro mesi e mezzo per avvicinarsi al Venezuela, pur non riuscendo mai ad attraccare, passando per il Canale di Suez, attraversando prima il Mediterraneo e poi l’Atlantico. Arrivata nel mar dei Caraibi, l’imbarcazione è stata intercettata dalla Marina statunitense, presente per il blocco sul greggio venezuelano, che ha così iniziato a inseguirla. Il 1 gennaio, la nave battente bandiera russa è stata individuata nell’Oceano Atlantico, diretta verso nord, fino ad arrivare, il 6, nelle acque tra l’Islanda e l’Irlanda, dove è stata poi definitivamente abbordata il 7 gennaio.
L’azione americana arriva nel contesto del blocco imposto sul greggio venezuelano. Donald Trump lo ha dichiarato il mese scorso per tutte le petroliere sanzionate in entrata e in uscita dal Paese sudamericano, provocando la reazione di Caracas che ha definito la sua azione come un “furto”. La nave, nelle scorse settimane, aveva tentato di eludere i controlli americani, ma questo ha attirato l’attenzione della Marina Usa che, così, si è lanciata all’inseguimento dell’imbarcazione. Una caccia durata settimane.
Washington aveva già messo gli occhi sulla ex Bella 1. La Guardia Costiera aveva tentato di abbordarla il mese scorso nei Caraibi, ma il mezzo aveva cambiato drasticamente rotta e modificato anche il nome in Marinera, oltre alla bandiera, passata da guyanese a russa. Due funzionari statunitensi hanno riferito alla Cbs che le forze americane stavano pianificando di abbordare la nave e che hanno preferito sequestrarla invece di affondarla.
Poco dopo l’annuncio è arrivata anche la reazione della Russia che parla di violazione della Convenzione Onu sulle leggi del mare del 1982 per bocca del ministero dei Trasporti di Mosca: “Il 24 dicembre 2025 – scrive il ministero russo sul suo canale Telegram – la nave Marinera ha ricevuto un permesso temporaneo di navigazione sotto la bandiera di Stato della Federazione Russa, rilasciato in base alla legislazione russa e alle norme del diritto internazionale. Oggi in alto mare, al di fuori delle acque territoriali di qualsiasi Stato, le forze navali statunitensi sono sbarcate sulla nave e la comunicazione con essa è stata interrotta. In conformità con le norme della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982, nelle acque in alto mare vige un regime di libertà di navigazione e nessuno Stato ha il diritto di usare la forza contro navi debitamente registrate nelle giurisdizioni di altri Stati”.
Mosca ha poi chiesto agli Usa di “non impedire il rapido ritorno” in patria del personale russo a bordo della Marinera: “In considerazione delle informazioni relative alla presenza di cittadini russi nell’equipaggio, chiediamo alla parte americana di garantire loro un trattamento umano e dignitoso, di rispettare scrupolosamente i loro diritti e interessi e non impedire il loro rapido ritorno in patria”, ha affermato la diplomazia russa.