Il 2026 sarà un anno importante per Giosuè Epis. Il classe 2002 esce dalla sua prima stagione da professionista, corsa con la divisa della Arkéa B&B Hotels, squadra in cui si è formato con un anno nella Development (nel 2024) dopo l’esperienza nella Zalf. Il 2025 da “rookie” non ha riservato grandi risultati personali per il 23enne, che tuttavia ha preso il via a tante corse di livello: il Giro d’Italia, il Giro delle Fiandre, la Parigi-Roubaix e il Lombardia. La chiusura della formazione francese lo ha purtroppo lasciato senza contratto, alla ricerca di un nuovo ambiente in cui proseguire la sua carriera. Il bresciano ha quindi firmato con la Petrolike, team Continental con licenza messicana e una forte matrice italiana. La redazione di SpazioCiclismo lo ha contattato in esclusiva per parlare di questa nuova avventura e ripercorrere l’annata con l’Arkéa.
Giosuè, il 2025 è stato il tuo primo anno da professionista. Come pensi sia andato?
È stato un anno positivo. Non ho avuto risultati particolarmente importanti ma era il primo anno World Tour: ho fatto corse di livello e ho imparato tanto. L’unico intoppo è che non ho potuto avere continuità nella massima categoria a causa dei problemi della squadra.
Quando vi è stato detto che l’Arkéa B&B Hotels avrebbe chiuso i battenti a fine stagione?
Già a inizio 2025 eravamo stati informati che gli sponsor non avrebbero continuato nelle stagioni successive. Sapevamo quindi che la squadra non sarebbe stata garantita per il 2026, ne eravamo consapevoli. Poi a ottobre è arrivato l’avviso effettivo che non ci sarebbe stata una stagione successiva. A quel punto ci sono stati i primi contatti con la Petrolike, la squadra per cui correrò quest’anno.
Come mai hai scelto loro per proseguire la tua carriera?
Li ho scelti per il calendario e perché nell’organico hanno persone professionali. Ho già avuto occasione di conoscere alcuni di loro e di lavorare insieme nel mio percorso, quindi so che insieme possiamo lavorare bene.
Quando hai deciso di accettare l’offerta di una squadra Continental, pur avendo corso un anno nel WorldTour?
Fino a fine ottobre o inizio novembre ero quasi certo di rimanere nel professionismo, quindi in una WorldTour o una Professional. Quando mi sono reso conto che non sarebbe stato così, mi sono trovato di fronte a un bivio. Potevo scegliere di smettere o accettare di ripartire da una Continental per provare a rilanciare la mia carriera. Ho deciso di andare avanti.
Probabilmente avresti avuto più possibilità in una categoria superiore, se ci fossero più squadre italiane.
In Italia non c’è il tipo di qualità e quantità di squadre che c’è in altri Paesi e in generale all’estero. L’ambiente in questo momento non è particolarmente favorevole ai giovani italiani, perché i team professionistici sono sempre quei tre, quindi gli spazi sono abbastanza limitati.
Hai avuto la possibilità di correre con atleti molto esperti. C’è un aneddoto in particolare che ti è rimasto impresso?
Ad agosto, in una delle ultime gare della stagione, ero in hotel a Monaco di Baviera, in Germania, prima di correre la ADAC Cyclassics. A cena ho parlato con Arnaud Démare, il corridore più esperto della squadra, uno da cui si può imparare tantissimo. Gli ho spiegato la mia situazione, raccontandogli che non avevo tante opportunità al di fuori del team. Gli ho parlato dei miei dubbi sul mio futuro, del fatto che stavo anche prendendo in considerazione l’idea di ritirarmi. Lui mi ha detto di non smettere alla mia età, che i momenti di difficoltà fanno parte del percorso e che dovevo solo rilanciarmi. Non dico che ho continuato a correre solo per merito suo, ma di sicuro le sue parole mi hanno aiutato. Anche da qui è arrivata l’idea Petrolike.
Quali possono essere i tuoi obiettivi per quest’anno con la Petrolike?
Ho scelto Petrolike perché hanno un bel progetto per il futuro e ho sposato la loro idea. Come obiettivi voglio fare il massimo di quello che posso, poi vedremo se questo significherà vincere, fare risultati o aiutare i miei compagni. Non voglio avere rimpianti per un altro anno. Poi se i risultati arrivano ben venga, altrimenti l’unica cosa sarà non avere rimpianti su come ho corso la mia carriera. L’anno è già cominciato meglio del previsto (il 4 gennaio Giosuè Epis ha sposato la fidanzata Giulia Francesconi, ndr). Vivo il ciclismo serenamente, voglio solo avere meno problemi possibile. L’importante è che vada bene.
Sai già quale sarà il tuo calendario?
Dovrei cominciare o con Maiorca o con la Valenciana, poi fare il Giro di Sardegna, il Giro d’Abruzzo e le varie classiche italiane.
