La presidente venezuelana ad interim, Delcy Rodríguez, ha licenziato il generale Javier Marcano Tábata, che era il capo della guardia presidenziale di Nicolás Maduro, il presidente catturato negli scorsi giorni dagli Stati Uniti con una clamorosa operazione. Formalmente Marcano era il responsabile della sicurezza di Maduro, che in realtà era però gestita soprattutto da personale cubano, di cui Maduro si fidava di più. Nell’operazione statunitense che ha portato alla cattura di Maduro, infatti, sono stati uccisi 23 soldati venezuelani, molto probabilmente della guardia presidenziale, e 32 soldati e agenti dell’intelligence di Cuba (una stretta alleata del Venezuela).
Il licenziamento di Marcano va visto nel riassetto del regime e della sua macchina repressiva dopo l’attacco, anche se Rodríguez lo ha ringraziato pubblicamente per il suo servizio. Marcano era stato sanzionato dagli Stati Uniti e, oltre a essere molto vicino a Maduro, è ritenuto parte della catena di comando che sovrintende le carceri dove sono detenuti i prigionieri politici: carceri dove avvengono violazioni sistematiche dei diritti umani e documentati casi di tortura. Al suo posto Rodríguez ha nominato Gustavo González López, un fedelissimo dell’influente ministro dell’Interno Diosdado Cabello. Mercoledì Rodríguez ha nominato anche un nuovo direttore del controspionaggio militare.
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