Era considerato incensurato per un errore di aggiornamento del casellario giudiziario. Sarebbe questo il motivo per cui, nonostante la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla procura di Monza per un caso di violenza sessuale aggravata commessa nel giugno scorso dopo quello per cui era stato condannato nel 2019, Emilio Gabriel Valdez Velazco ha evitato una misura cautelare, rimanendo così a piede libero. È lui l’unico indagato per l’omicidio della 19enne Aurora Livoli, la 19enne trovata senza vita in un cortile di un palazzo in via Paruta a Milano.
Il ‘buco’ nel casellario
A far emergere il ‘buco’ nella vicenda è stata la gip di Milano, Nora Lisa Passoni, nel provvedimento con cui ha confermato il fermo di Valdez e l’applicazione della custodia cautelare in carcere per l’aggressione a una ragazza (presumibilmente prima di aver incontrato Aurora) il 28 dicembre a Cimiano. Nel provvedimento, Passoni ha scritto che è “più che probabile che la ragione della mancata indicazione di condanne nel certificato del casellario giudiziale” sia dovuta “al mancato aggiornamento”.
I precedenti per violenza sessuale
Valdez è risultato con precedenti per violenza sessuale e irregolare in Italia. A giugno 2025 una ragazza 19enne lo aveva denunciato. Aveva raccontato di aver bevuto e di essere stata portata con la forza in camera da letto in un appartamento di Cologno Monzese. Aveva spiegato di essere stata stuprata e la procura di Monza aveva inviato richiesta di rinvio a giudizio per violenza sessuale aggravata. Il 57enne era inquisito, ma a piede libero, nonostante un’ulteriore condanna risalente al 2019 per fatti simili, già scontata.
Irregolare in Italia
Valdez è entrato in Italia da Linate nel 2017 e si è trattenuto nel Paese oltre i termini consentiti, divenendo irregolare il 4 agosto 2019. Il primo provvedimento di espulsione è stato emesso dal questore di Milano – con decreto di accompagnamento coattivo alla frontiera, il 6 agosto del 2019. A giugno 2023 il 57enne ha chiesto il rilascio del permesso di soggiorno in quanto fratello di una cittadina italiana, permesso però negato per pericolosità sociale. Il 25 marzo del 2024 è stato arrestato perché rientrato in Italia prima che fossero decorsi 5 anni dall’esecuzione dell’espulsione.
Nei suoi confronti è stato nuovamente adottato un provvedimento di espulsione, per motivi di pericolosità sociale il 26 marzo del 2024, ed eseguito con ordine a lasciare il territorio dal questore di Milano. Non era stato, però, possibile procedere al rimpatrio immediato perché il suo passaporto risultava scaduto il 2 maggio del 2022. Per questo motivo, era stata richiesta l’assegnazione di un posto al Cpr. Il posto, tuttavia, era stato rifiutato a causa “dell’inidoneità alla vita in comunità, decretata dal medico, per un’asserita patologia delle vie urinarie e nei suoi confronti è stato emesso un ordine a lasciare il territorio nazionale entro 7 giorni”.
I funerali di Aurora
Intanto, oggi la procura meneghina ha dato il nulla osta per la sepoltura. Il feretro della giovane verrà trasferito a Monte San Biagio, in provincia di Latina dove la 19enne viveva con la famiglia. Le esequie si terranno nella chiesa di San Giovanni Battista il 10 gennaio. Secondo quanto riferito dalla famiglia, la cerimonia verrò presieduta anche dall’arcivescovo di Gaeta, monsignor Luigi Vari.