Nessun vinto, nessun vincitore. Lazio e Fiorentina pareggiano 2-2 all’Olimpico, un risultato che non permette ai viola di uscire dalla zona retrocessione e ai biancocelesti di sognare l’Europa, ancora più lontana dopo stasera, lasciando l’amaro in bocca per l’occasione persa. Nel finale, c’e’ spazio per i saluti di Guendouzi, ceduto al Fenerbahce. Il francese gioca per l’ultima volta in maglia Lazio 90 minuti, poi corre sotto la Curva Nord a salutare e prendere gli applausi dei tifosi.

Sarri deve ancora una volta fare i conti con le assenze rinunciando a Dele-Bashiru e Dia impegnati in Coppa d’Africa ai quali si aggiungono gli squalificati Noslin e Marusic costringendo il tecnico a schierare Cancellieri al centro dell’attacco con Isaksen e Zaccagni ai lati. Mentre Vanoli lascia Kean inizialmente in panchina per puntare su Piccoli in avanti. L’inizio è di marca laziale con la prima occasione che capita a Basic, ma sul destro con De Gea bravo a respingere di piede. I biancocelesti alzano i giri del motore e il protagonista diventa Gila che prima si vede respingere il colpo di testa sulla linea da Fagioli e, subito dopo, il sinistro a botta sicura da Mandragora. Lo spagnolo, poi, è ancora protagonista con l’episodio più controverso del primo tempo che scatena le proteste laziali quando Pongracic lo trattiene in area con la maglia di Gila che si allunga. Sozza, a pochi passi, lascia giocare facendo ampi gesti e con il Var, a sua volta, che decide di non intervenire lasciando immutata la decisione del campo. La Lazio schiuma di rabbia, ma perde anche Basic, sostituto da Vecino a metà primo tempo, per un problema muscolare. Il primo tempo, così, si chiude sullo 0-0.

Al ritorno in campo i due allenatori confermano i 22 che hanno chiuso la prima frazione ma quella che torna in campo è una Lazio più convinta. Tanto da trovare il vantaggio con Cataldi che sfrutta il passaggio di Vecino per sbloccare il match e battere De Gea. Il vantaggio laziale, però, è solo un’illusione con Gosens che, lanciato in profondità da una bella giocata di Fagioli, batte Provedel con il sinistro riportando il risultato in parità. I viola prendono coraggio, Vanoli si gioca la carta Kean al posto di Piccoli, Sarri risponde rispolverando Pedro per Isaksen. Il più pericoloso in area viola, però, è ancora una volta Gila che colpisce di testa a botta sicura ma il derby tutto spagnolo lo vince ancora De Gea che si supera parando a mano aperta e respingendo poi con il corpo la ribattuta di Romagnoli inchiodando il risultato sull’1-1. La svolta del match arriva nel finale con il contatto in area Gila-Gudmunsson che Sozza prima non punisce, poi richiamato dal Var valuta da rigore. Dal dischetto l’islandese è glaciale battendo Provedel e portando avanti i suoi. La partita dell’Olimpico, però, ha ancora qualcosa da dire con Zaccagni che, a tempo praticamente scaduto, si guadagna il rigore che permette ai biancocelesti di pareggiare, grazie a Pedro, e ad entrambe di conquistare un punto che serve a poco. 

   

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