La notizia è arrivata quasi come uno scherzo: la Juventus vuole Federico Chiesa. Ma come? Dopo tutto quello che è successo? A riportarla, però, non è stato il flusso poco credibile del calciomercato, ma giornalisti con fonti affidabili come Fabrizio Romano, Matteo Moretto e Giovanni Albanese, da sempre vicino ai fatti bianconeri. Secondo David Ornstein di The Athletic sarebbe anche arrivata al Liverpool un’offerta da 6,5 milioni di sterline da parte della Juventus, visto che il club inglese vorrebbe cederlo a titolo definitivo.

Il calciomercato di gennaio è strano, ma è davvero così strano? Il fatto è che nel calcio tutto cambia molto rapidamente e, rispetto al momento della sua polemica cessione, alla Juventus tutto è cambiato: non c’è più Thiago Motta che lo aveva sbattuto fuori dal progetto tecnico senza tanti complimenti e non c’è più Cristiano Giuntoli che lo aveva messo sul mercato subito dopo. Non c’è neanche più Allegri, che Chiesa ha sempre detto di stimare, ma che era sembrato colui che gli tarpava le ali ai tempi della sua prima esperienza in bianconero. Al contrario oggi alla Juventus c’è Luciano Spalletti che due anni fa, tra il serio e il non serio, definì Chiesa «il Sinner del calcio italiano», mentre lo allenava da CT. C’è anche Giorgio Chiellini in società, che Chiesa lo ha visto crescere e che sembra spingere per un ritorno al passato e un nuovo DS come Marco Ottolini, che ha lavorato alla Juventus tra il 2018 e il 2022, proprio nel periodo migliore di Chiesa.

Se, quindi, sussistono le condizioni ambientali per un suo ritorno, facendo finta di ignorare i sentimenti dei tifosi, perché comunque Chiesa è stato ceduto anche per non aver voluto rinnovare il suo contratto, da un punto di vista sportivo il suo ritorno che senso avrebbe? Perché la Juventus sta cercando proprio lui?

CHE CHIESA TROVEREBBE SPALLETTI
Lasciata la Juventus, la vita sportiva di Chiesa non è migliorata. Nel Liverpool sta giocando pochissimo, chiuso da un reparto offensivo tra i migliori al mondo. Se però nella prima stagione il suo rimanere ai margini era sembrato naturale, in una squadra che girava alla perfezione senza di lui, quest’anno le cose sono un po’ diverse. Il Liverpool sta avendo una brutta stagione e qui e lì Chiesa è sembrato uno dei pochi in palla. Ha segnato un gol decisivo nel finale della partita col Bournemouth, servito due assist contro il Southampton, salvato un gol fatto sulla linea con un recupero di 80 metri contro il Sunderland.

Questi momenti, arrivati tutti nei pochi minuti che Slot gli ha concesso, hanno spinto i tifosi del Liverpool a chiedere più Federico Chiesa nelle loro vite, quanto meno perché sembra più vitale ed elettrico degli altri esterni offensivi, anche il più predisposto al sacrificio in un momento difficile. Il risultato è stato che Slot lo ha schierato titolare a destra al posto di Salah contro il Wolverhampton, più in polemica con l’egiziano che convinto dall’italiano. Quella, infatti, è rimasta l’unica presenza da titolare di Chiesa in Premier League, nonostante il brutto infortunio di Isak e la partenza per la Coppa d’Africa di Salah. Chiesa si sarebbe anche sottoposto a un programma di allenamento “speciale” individuale durante le feste per farsi trovare pronto, ma non sembra sia bastato.

Da una parte quindi Chiesa è almeno in parte rivitalizzato: ha recuperato dai problemi di condizione avuti nella prima stagione al Liverpool, si è adattato meglio al calcio inglese e si sta allenando bene. Dall’altra ha giocato pochissimo nell’ultimo anno e mezzo, e per un giocatore come lui non giocare è un problema. Chiesa ha un fisico che dà tanto, ma richiede anche tanto, soprattutto dopo l’infortunio al crociato di 4 anni fa, che sembra aver lasciato anche strascichi mentali. A novembre ha rifiutato la convocazione in Nazionale perché non si sentiva al cento per cento (parole di Gattuso). In questi mesi ha dimostrato che la sua intensità mentale è ancora di alto livello, ma fisicamente il rischio è di trovare un calciatore non del tutto pronto, con una condizione fisica lontana dal suo picco e che potrebbe causargli altri infortuni.

Tutti gli infortuni di Chiesa dalla rottura del crociato in poi. Mai problemi seri, ma piccoli infortuni che ricorrono spesso.

DOVE INFILARE CHIESA?
In ogni caso, come detto, Spalletti è un estimatore di Chiesa, anche del Chiesa post infortunio al crociato. Quando era CT lo ha sempre schierato titolare se disponibile (tranne nella partita degli Europei contro la Croazia), ma quella Nazionale non aveva esterni con le sue caratteristiche. Nella Juventus ci sono Yildiz a sinistra, Conceição e Zhegrova a destra. Dove infilare Chiesa? Il ruolo per lui più congeniale sarebbe quello di ala sinistra, ma davvero gli andrebbe bene di fare la riserva dell’unico giocatore indispensabile della squadra? A oggi non è immaginabile una Juventus senza Yildiz, anche solo per pochi minuti. Quando Spalletti ha provato a tenerlo fuori è stato un disastro.

È anche difficile immaginare due giocatori più diversi: tanto Yildiz porta ordine, quanto Chiesa porta disordine. Non che sia necessariamente un male, ma la squadra di Spalletti in questo momento sembra aver più bisogno di giocatori capaci di associarsi tra loro e aumentare la precisione tecnica del possesso negli ultimi venti metri di campo che non di un giocatore come Chiesa, che vive la partita come una sfida personale, fatta di corse a testa bassa, duelli, scatti, dribbling forzati e tiri fuori equilibrio. Certo, averlo come possibile alternativa dalla panchina non sarebbe male, ma davvero Chiesa vuole passare da non giocare al Liverpool a non giocare alla Juventus?

C’è da dire che, in carriera, Chiesa ha giocato più come ala destra, per quanto non sia la sua posizione naturale. Da quel lato la concorrenza sarebbe meno forte, ma doppia. Conceição e Zhegrova sono arrivati appena pochi mesi fa a titolo definitivo e l’arrivo di Chiesa sarebbe una loro prematura bocciatura. C’è da dire che il primo è spesso infortunato e il secondo non riesce a trovare la migliore condizione. Chiesa, quindi, sarebbe una terza alternativa più affidabile, tra l’altro con un’interpretazione diversa del ruolo. Rispetto a Conceição e Zhegrova, che preferiscono ricevere larghi e buttarsi dentro al campo, essendo destro a destra Chiesa tende a dover scaricare più velocemente il pallone per poi buttarsi negli spazi. Chiesa è anche più attaccante degli altri due, quindi con un maggiore istinto nell’attaccare il secondo palo, aspetto che sicuramente farebbe piacere a Spalletti, visto che la Juventus è in underperformance offensiva, anche per la tendenza dei suoi giocatori offensivi a preferire i tiri dalla distanza (in campionato la distanza media dei suoi tiri è 17.5 metri, solo ottava in Serie A).

Dalla shot map di Hudle StatsBomb si vede una tendenza verso sinistra dei tiri da dentro l’area di rigore della Juventus.

C’è però anche una terza via: contro il Lecce Spalletti ha schierato la squadra col 4-2-3-1 e anche con il Sassuolo, pur partendo con un modulo diverso, l’idea era di avere tre uomini alle spalle della prima punta. A Lecce alle spalle di David ha giocato McKennie, mentre a Sassuolo è stato Miretti a calpestare quelle zone di campo. Tutti e due hanno segnato e – almeno in parte – corrispondono all’idea spallettiana di trequartista/incursore, ma quello, idealmente, è il ruolo di Yildiz. O, almeno, è quello che sarà il suo ruolo. Ma ha senso forzarlo già oggi? Yildiz sta facendo benissimo partendo da sinistra e scegliendo quando e come accentrarsi per ricevere, perché mettere a rischio il suo rendimento spostandolo direttamente in spazi più centrali, dove in Serie A è difficilissimo giocare? Il rischio sarebbe quello di trasformarlo in un trequartista da inserimenti senza palla, per dare carta bianca a sinistra a Chiesa e al suo calcio caotico.

C’è anche la possibilità di schierare direttamente Chiesa dietro la punta, ma sarebbe una soluzione tattica soddisfacente? Migliorerebbe davvero la fase offensiva della Juventus? È intrigante pensare a Chiesa in quella posizione, dove con le sue caratteristiche potrebbe creare più pericoli diretti alla porta avversaria rispetto a giocatori come McKennie e Miretti, ma, di nuovo, c’è il rischio di tornare indietro nella capacità associativa che sta raggiungendo la squadra con Spalletti è alto. Chiesa avrebbe la lucidità di non spostarsi verso sinistra per ricevere, dove gli spazi sono già occupati da Yildiz e Cambiaso?

Le pass map della Juventus contro Sassuolo e Lecce, in quella che dovrebbe essere la conformazione della Juventus del futuro prossimo.

Anche in questo caso c’è la possibilità che Chiesa giochi a destra, in una posizione in cui potrebbe però sia inserirsi centralmente alle spalle della punta senza palla che puntare l’uomo lungo linea palla al piede. È una soluzione interessante, ma rimangono i problemi di competizione con Conceição e Zeghrova già accennati.

L’USATO SICURO
Insomma, i dubbi in questo ritorno ci sono, ma c’è un aspetto che non ho considerato, che per gli acquisti di gennaio è fondamentale, più delle questioni tattiche o di modulo. Chiesa conosce il campionato, la lingua, la Juventus, molti dei compagni, le strutture di Vinovo, ogni angolo dello Stadium. Ha giocato 235 partite in Serie A, di cui 98 in bianconero. Rispetto a David, Openda, Zeghrova e altri centinaia di nuovi acquisti della Serie A non avrebbe bisogno di quel fantomatico, ma obiettivamente reale, “tempo di ambientamento” di cui sentiamo parlare spesso. Non sarebbe neanche a rischio flop: di Chiesa conosciamo pregi e difetti.

Chiesa inoltre tornerebbe con molte motivazioni: riscattare il finale malinconico della precedente esperienza a Torino, far vedere a Slot e al Liverpool che potevano puntare su di lui, riprendersi un posto in Nazionale e magari (speriamo tutti) andare al Mondiale. L’aspetto mentale è importante per tutti i calciatori, ma sembra esserlo soprattutto per uno come Chiesa, che quando si esalta riesce a rendere davvero ad alto livello.

Anche per questo non è solo la Juventus a volere Chiesa. Se ne parla per il Napoli e per la Roma. Qualche settimana fa anche l’Inter, sembra, ci aveva pensato. Ci sarebbe anche il problema dell’ingaggio, che sia per la Juventus o per un altro club italiano: Chiesa al Liverpool ha un contratto fino al 2028 da oltre 9 milioni di euro l’anno.

Ma, sì sa, quando si è tutti d’accordo tutto si risolve: l’usato magari non stupisce, ma è sicuro.