Dopo la notizia degli spari nella storica sede Cgil a Primavalle – periferia popolare nel quadrante nord ovest di Roma – oggi il Segretario Nazionale della Confederazione Generale Italiana del Lavoro si è recato sul posto per un sopralluogo. 

“È un atto di intimidazione gravissimo – ha detto Maurizio Landini – Sparare contro una sede sindacale significa colpire la casa dei lavoratori e delle persone che hanno bisogno. Confidiamo nel lavoro delle forze dell’ordine per accertare le responsabilità. Riapriremo immediatamente la sede, non ci faremo intimidire”, ha aggiunto Landini, sottolineando che l’attacco “non riguarda solo la Cgil, ma tutti i luoghi che danno voce alle persone”.

I sindacalisti che da anni lavorano sul territorio si dicono sorpresi: “La nostra struttura opera qui da tanti anni – afferma Antonio Stancampiano, segretario di SPI (il sindacato Cgil dei pensionati) – non abbiamo mai avuto nessun problema con gli abitanti della zona, anzi, quando possiamo diamo una mano a tutti quanti”.

“Io non mi capacito – afferma Stefania Pomante, segretaria Cgil alto Lazio – lo trovo incredibile e inquietante. Abbiamo sempre avuto ottimi rapporti con il quartiere. Questo presidio è sempre stato riconosciuto e apprezzato da tutti. In ogni caso, qualunque fossero le intenzioni, noi domani apriamo e ricominciamo a lavorare”.

Gli abitanti del complesso residenziale dicono ai microfoni di RomaToday di non aver sentito niente. Una signora racconta di aver trovato un foglio della Cgil accartocciato vicino l’auto: “Mi sono chiesta come mai e l’ho buttato, ma non sapevo degli spari. Quand’è successo? Per Capodanno?”. 

“Gli spari sono ad altezza d’uomo – afferma la segretaria Cgil alto Lazio – qui ci sono altre saracinesche ma i cinque proiettili sono esclusivamente sulle cinque serrande della Cgil”. 

Le dinamiche dell’accaduto sono al vaglio degli inquirenti.