Michele Vitali Foto M. Magosso / Ciamillo Castoria

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Nei momenti difficili, la voce del capitano pesa più di qualsiasi analisi tecnica. Michele Vitali torna a parlare mentre la UnaHotels Reggio Emilia attraversa una fase complessa della stagione, lo fa con il tono di chi conosce il peso delle responsabilità e sceglie la strada della compattezza. Nessuna ricerca di alibi, nessuna frattura interna: il punto di partenza, per lui, è l’unità del gruppo. Di seguito le sue dichiarazioni, rilasciate ad Adriano Arati per la Gazzetta di Reggio.

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Dopo la sconfitta di Cremona, Vitali chiarisce subito la posizione della squadra nei confronti dello staff e di coach Priftis, respingendo ogni ipotesi di spaccatura:

“Assolutamente no, siamo tutti sulla stessa barca, siamo tutti col coach e questo è un punto fondamentale da cui partire.”

Un concetto che il capitano sente il bisogno di ribadire, perché quando i risultati mancano è facile che emergano letture superficiali. Invece, secondo Vitali, Reggio è rimasta compatta anche nelle difficoltà. Il capitano riconosce che la percezione dall’esterno può essere diversa, ma racconta una realtà interna ben precisa:

“È vero, in altri momenti, Reggio come altrove, vedendo certe situazioni si percepisce una distanza, può accadere. Nel nostro caso assolutamente no. Siamo tutti lì, sulla stessa lunghezza d’onda, tutti insieme, tutti uniti per uscirne.”

Il passato recente, compresi gli ottimi piazzamenti conquistati negli ultimi anni, non viene rimosso ma nemmeno caricato di significati eccessivi. Vitali spiega come l’esperienza serva più per orientarsi che per aggrapparsi ai ricordi:

“Molto onestamente, no. Non si parla molto del passato delle altre stagioni, perché ogni stagione ha storia a sé, però ne parliamo per capire cosa dobbiamo fare al meglio.”

Il presente, però, chiede risposte rapide. I cambiamenti tattici e di assetto richiedono tempo, ma il campionato non concede pause. Vitali lo sa bene e lo dice senza giri di parole:

“Come in tutte le cose ci vuole un po’ di tempo per trovare un nuovo equilibrio. Noi però non abbiamo tutto il tempo del mondo, dobbiamo essere bravi a trovarlo il prima possibile.”

In questa fase, l’estetica passa in secondo piano. Conta il risultato, indipendentemente da come arriva: “Ora quello che conta è far risultato, va bene lo stesso vincere 50-48 o 102-100″. Sul piano personale, il capitano guarda al rientro con prudenza ma anche con determinazione. L’infortunio alla caviglia non è ancora completamente alle spalle, ma la volontà di esserci è forte:

“Sto un po’ meglio. Ho ricominciato a lavorare. Qualche problema ancora c’è ma voglio esserci, assolutamente, per cercare di dare quello che posso alla squadra.”

Parole che sintetizzano il momento di Reggio Emilia: difficoltà evidenti, ma anche la volontà di affrontarle senza dividersi, partendo dalla responsabilità di chi, da capitano, sceglie di metterci la faccia.

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