In Sicilia è stato somministrato poco più della metà dei vaccini antinfluenzali acquistati dalla Regione. Al 4 gennaio 2026 risultano inoculate 655.384 dosi, pari al 52,24% del totale di 1.254.500 vaccini disponibili.

Un dato che, secondo il Dipartimento per le Attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico (Dasoe), pesa sull’attuale pressione registrata nei pronto soccorso dell’Isola. «L’aumento dei pazienti con patologie legate all’influenza è un fatto prevedibile – spiega il dirigente generale del Dasoe, Giacomo Scalzo – che avrebbe avuto un impatto minore se l’adesione alla campagna vaccinale fosse stata più ampia».

La gran parte delle somministrazioni è avvenuta negli studi dei medici di medicina generale, che hanno inoculato 573.357 dosi. Seguono i pediatri, con oltre 30 mila vaccinazioni, mentre restano più indietro le farmacie, ferme a 15.186 dosi. Gli altri operatori sanitari hanno raggiunto quota 36.686.

Per quanto riguarda la distribuzione delle dosi acquistate, Palermo guida la classifica con 324 mila vaccini (25,8% del totale regionale), seguita da Catania con 263 mila (20,9%) e Messina con 180 mila (14,3%). A seguire Agrigento (114.500), Trapani (100.000), Ragusa (86.000), Siracusa (84.000), Caltanissetta (65.000) ed Enna (38.000).

Guardando invece alle percentuali di somministrazione, il dato migliore si registra a Siracusa, dove è stato utilizzato il 66,57% delle dosi disponibili. Seguono Enna (63,64%), Trapani (62,26%), Ragusa (56,44%) e Agrigento (55,8%). Palermo si attesta al 52,2%, mentre restano sotto la media regionale Caltanissetta (47,5%), Catania (46,8%) e Messina (42,2%).

«I medici di famiglia e i pediatri stanno facendo un ottimo lavoro – sottolinea Scalzo – mentre le vaccinazioni in farmacia restano troppo poche, nonostante la loro presenza capillare sul territorio». L’obiettivo resta quello di arrivare a un milione di persone vaccinate entro febbraio 2026: «È fondamentale – conclude – sensibilizzare soprattutto anziani, pazienti cronici e bambini a vaccinarsi senza esitazione».