L’idea è di arrivare entro la fine di quest’anno a distribuire i brand in una rete di 500-600 negozi e nel 2027 superare i 10 milioni di fatturato

Il gruppo Morellato riporta in Italia la distribuzione di marchi di gioielleria e orologeria come Fossil, Emporio Armani, Armani Exchange, Michael Kors e Diesel. L’azienda italiana presieduta da Massimo Carraro ha infatti firmato l’acquisto delle attività commerciali dal gruppo statunitense Fossil che dagli Stati Uniti ha avviato un piano di ristrutturazione che passa anche dalla rinuncia ad alcuni mercati. È stata un’opportunità per il gruppo italiano, numero uno nazionale nella gioielleria e nell’orologeria con i suoi 22 marchi (tra gli altri, Morellato, Bluespirit, D’Amante e ancora Philip Watch e Sector No Limits) che ora avvierà un piano di rafforzamento e crescita dei canali distributivi per questi marchi, in larga parte italiani.

«Rivedremo il network, puntando sui negozi indipendenti, quelli più a matrice familiare, che portano conoscenza ed esperienza e sono l’ossatura per la gioielleria e il mondo degli orologi in Italia – dice Carraro -. L’obiettivo è quindi tornare sui punti vendita gestiti da piccoli imprenditori sui quali non aveva più puntato Fossil group, preferendo le grandi catene, un po’ sul modello americano». L’idea è di arrivare entro la fine di quest’anno a distribuire i brand in una rete di 500-600 negozi e nel 2027 superare i 10 milioni di fatturato. Carraro conosce bene Fossil, secondo produttore mondiale di orologi dopo Swatch, di cui Morellato è un cliente importante. Lavora già da settimane per ricostruire la distribuzione dei marchi e ha assorbito tutte le attività della filiale Usa in Italia, incluso il personale che ha voluto rimanere. L’imprenditore presenterà i piani per Fossil, Emporio Armani, Armani Exchange, Michael Kors e Diesel la settimana prossima, in occasione della fiera Vicenzaoro.



















































Intanto Morellato continua a guardare allo sviluppo all’estero. Il 2026 segna di fatto lo sbarco negli Stati Uniti dopo la recente inaugurazione della prima filiale in Delaware. E questo, malgrado i dazi.
«La gioielleria italiana negli Stati Uniti — osserva Carraro — non è sostituibile». Quella sul mercato americano sarà una delle due sfide dell’anno in corso. L’altra è l’India, un mercato in forte crescita soprattutto sul fronte degli orologi. «La Svizzera ha appena stretto un accordo con l’India per non pagare i dazi sui prodotti elvetici, dice Carraro —. Auspico che anche l’Ue possa raggiungere un’intesa della stessa natura». Quanto alla chiusura del bilancio ‘25 che per Morellato termina a febbraio, il gruppo vede un aumento del fatturato tra il 4 e il 5% rispetto ai 723 milioni del 2024, trainato dall’alta gioielleria. Numeri che quest’anno potrebbero crescere ancora, spinti anche dalla ripresa della Germania, un mercato che vale il 40% dei ricavi del gruppo.

9 gennaio 2026