La stagione 2026 del ciclismo su strada sta per entrare a pieno regime (le prime gare sono già in corso in Australia) e l’annata sarà caratterizzata da alcune novità regolamentari, principalmente tecniche, decise dall’Unione Ciclistica Internazionale. Una di queste novità riguarderà la dimensione minima dei manubri, tema che era stato molto dibattuto nei mesi passati, anche per questioni di sicurezza: la decisione dell’UCI è quella di fissare a 40 centimetri l’ampiezza minima dei manubri, limite aumentato di cinque centimetri rispetto alla regola che era in vigore fino alla fine dell’annata appena conclusa.
Nuovo limite pure per la distanza fra le leve dei freni, che dovranno essere separate almeno da 28 centimetri. Anche questo tema era stato molto controverso, con l’UCI che inizialmente era intenzionata a fissare il limite minimo a 32 centimetri, cosa che però aveva sollevato diverse proteste, soprattutto nel settore femminile. In questo caso, la nuova grandezza minima da rispettare va a “rimpiazzare” la norma che agiva nel campo dell’angolazione delle leve rispetto al manubrio.
In tema di manubri, è stato reso noto un chiarimento riguardante la posizione a “zampe di gallina” che i corridori potevano tenere in passato e che è stata poi resa “fuorilegge”, almeno se presa su una bici “normale” e non da cronometro. L’UCI ha specificato che la suddetta posizione sarà invece utilizzabile anche su bici classiche, ma solo durante le cronometro che verranno appunto affrontate su questi mezzi, che dovranno peraltro presentare le necessarie appendici sul manubrio (in sostanza, sarà possibile farlo durante cronoscalate e prove simili).
Normata anche l’ampiezza dei cerchi delle ruote, che, nelle gare in linea, non potrà essere superiore ai 6,5 centimetri. L’UCI è poi intervenuta sull’utilizzo di specifici caschi durante le gare. Non sarà infatti più possibile vedere corridori in azione durante gare in linea con in testa caschi da cronometro. Sono state infatti introdotte due distinte categorie di “copricapo”, quella tradizionale e quella da cronometro. Non ci sono differenze per quel che riguarda le dimensioni massime, ma quelli tradizionali dovranno avere almeno tre prese d’aria, non devono coprire le orecchie e non dovranno essere muniti di visori aerodinamici. Tutte e tre queste limitazioni non valgono, invece, per i caschi utilizzabili nelle prove contro il tempo.
Per quel che riguarda il regolamento anti-doping, confermato l’inserimento dell’utilizzo del monossido di carbonio fra le pratiche illegali. In tema di medicinali, l’Agenzia Mondiale Antidoping, secondo quel che riporta CyclingNews, starebbe effettuando valutazioni relative alle sostanze usate per il controllo del peso, come Semaglutide e Tirzepatide, oltre che sugli analgesici codeina e idrocodone.
Infine, ma è una novità che entrerà di fatto in vigore dal prossimo mese di ottobre, le classifiche UCI diventeranno “omni-comprensive”, nel senso che i punti UCI ottenuti dagli atleti in specialità diverse dalla strada (ciclocross, pista, MTB) verranno contati nella composizione delle graduatorie a squadre. Questo però solo se il corridore che ha raccolto punti “fuori-strada” si trova già nei migliori 20 della rispettiva squadra nell’ambito dei punti raccolti su asfalto.
