La Movistar prosegue il longevo cammino nel WorldTour dando continuità al progetto, ma con l’ambizione di ritornare ad alti livelli. La squadra spagnola è reduce infatti da due stagioni con meno di dieci vittorie conquistate e in particolare un 2025 davvero scarno sia a livello di risultati di rilievo che di punti conquistati. I buoni segnali dati da diversi giovani talenti del team e soprattutto l’importante colpo di CicloMercato rappresentato da Cian Uijtdebroeks, sono considerati dai dirigenti tasselli decisivi per poter tornare a lottare con i migliori team del mondo. Dall’esterno questa viene vista però più come una scommessa che una certezza, visto che per ottenere risultati significativi ci si dovrà affidare più alla forma dei singoli corridori che alla forza complessivo dell’organico.
Gli uomini più attesi
Indubbiamente il corridore più atteso è Cian Uijtdebroeks, arrivato nel team per essere il nuovo uomo di riferimento per la classifica generale al Tour de France. Il 22enne belga ha risolto in modo anticipato il proprio contratto con la Visma|Lease a Bike per poter avere maggiore spazio ed essere il vero capitano della squadra. Le qualità di questo corridore non si discutono e ha tutte le carte in regola per poter fare un risultato importante già al debutto alla Grande Boucle. La grande incognita è rappresentata però dalla forma, visti i numerosi problemi fisici che hanno condizionato le ultime due stagioni. Oltre al Tour de France, il talento belga potrà sicuramente ottenere risultati importanti nelle brevi corse a tappe, dove ha sempre fatto bene in carriera. Nella seconda parte del 2025 sono arrivati segnali incoraggianti, con le prime vittorie da professionista al Tour de l’Ain e dei buoni piazzamenti che potrebbero dargli forti motivazioni per tornare al top.
L’arrivo del belga comporterà un cambio di ruolo per Enric Mas, che per la prima volta in sei anni non avrà la pressione di dover fare classifica al Tour de France, ma resterà anche nel 2026 un importante punto di riferimento per la compagine spagnola. Reduce dall’infortunio che lo ha costretto a ritirarsi proprio dall’ultima Grande Boucle (terzo abbandono nelle ultime quattro edizioni) e a concludere anticipatamente la stagione, lo scalatore maiorchino proverà innanzitutto a ritrovare le sensazioni migliori per poi andare, quasi certamente, a scoprire il Giro d’Italia, dove dovrebbe fare il suo debutto assoluto. Tutto da vedere, però, se il 31enne proverà a curare la classifica generale o se si dedicherà maggiormente ai successi parziali per interrompere un digiuno di vittorie che dura ormai da ottobre 2022, mentre non sembrano esserci dubbi sul fatto che punterà a un risultato importante alla Vuelta a España, dove è già salito sul podio in quattro occasioni, ma mai sul gradino più alto.
Dopo aver colto nella passata stagione i primi successi tra i professionisti, il 22enne Iván Romeo sembra pronto per il definitivo salto di qualità. Il 2025 ha messo in luce sia le sue qualità di passista, con un settimo posto nella cronometro al Tour de France, che quelle di attaccante, con le vittorie ottenute alla Volta Valenciana e Giro del Delfinato, oltre a diversi altri piazzamenti. In questa stagione, con la maglia di campione nazionale spagnolo, potrebbe trovare risultati importanti con continuità. Altro spagnolo reduce da un 2025 positivo è Javier Romo, classe 99’, che si è messo anche lui in luce con diversi attacchi, ottenendo un secondo e terzo posto di tappa alla Vuelta a España, oltre alla vittoria ad inizio stagione al Tour Down Under. Anche lui potrà essere un corridore di riferimento per portare punti con costanza.
Nelle tappe di montagna dei Grandi Giri si potrà contare su Einer Rubio, sempre affidabile quando la strada sale. Infatti lo scalatore colombiano è riuscito nel 2025 a cogliere un’importante top-10 in classifica al Giro d’Italia, oltre poi a provare più volte il successo parziale al Tour de France, cogliendo un quinto posto al Col de la Loze. In questa stagione potrebbe avere più ruoli, quello di supporto ai capitani Uijtdebroeks e Mas, ma anche quello di prima alternativa o di attaccante nelle tappe di montagna. Affidabile in salita anche il neoarrivato Juan Pedro López, che proverà a rilanciarsi dopo stagioni sottotono. Le sue qualità da scalatore potranno essere molto utili alla squadra e se ritroverà la forma migliore potrà anche lasciare il segno in prima persona.
Altro nuovo innesto è Roger Adrià, che è stato inserito con l’obiettivo di rafforzare il reparto dei corridori in grado di fare risultato nelle Classiche. Infatti il 27enne spagnolo con la maglia della Red Bull-Bora-hansgrohe ha colto piazzamenti importanti, anche se nel 2025 è stato meno brillante della stagione passata. Nelle corse di un giorno potranno lasciare il segno anche l’esperto Iván García Cortina e Jon Barrenetxea, che nel 2025 hanno colto rispettivamente il nono posto al Giro delle Fiandre e il terzo alla Eschborn-Frankfurt. Corridore completo e quindi in grado di fare bene sia nelle tappe che nelle semiclassiche è poi Carlos Canal, che ha terminato l’ultima stagione con il secondo posto alla Coppa Agostoni, dopo aver collezionato undici top-10 nel corso dell’anno.
Il velocista di riferimento sarà nuovamente il venezuelano Orluis Aular. Il suo 2025 è stato segnato da moltissimi piazzamenti negli sprint, seppur senza mai trovare il colpo vincente. Le numerose top-3 arrivate sia alla Vuelta a España che al Giro d’Italia lo pongono come un corridore costante e in grado di portare risultati continuativi, anche se a 29 anni è ancora alla ricerca del grande successo. Un buono spunto veloce lo ha mostrato anche Lorenzo Milesi, in grado di fare la differenza sui percorsi più duri. Infatti il 23enne ha ottenuto piazzamenti importanti a Giro di Vallonia, Renewi Tour e nelle classiche autunnali italiane, oltre a confermare le proprie doti di cronoman. I margini di crescita sono quindi ampi.
Buoni segnali arrivati anche dal 25enne Pablo Castrillo, che nella sua prima annata con il team ha saputo cogliere diversi piazzamenti nelle brevi corse a tappe e mettersi poi in mostra alla Vuelta a España, sfiorando il successo nella decima tappa. Corridore che in stagione potrebbe trovare spazio in qualche azione da lontano, così come il neoarrivato Raúl García Pierna, che anche lui ha brillato nell’ultima Vuelta. Il 24enne ha mostrato buone qualità da passista con la maglia della Arkéa – B&B Hotels, vincendo la cronometro della Route d’Occitanie.
Dovrebbero invece alternare il supporto ai compagni di squadra a un ruolo più di riferimento due passisti resistenti come Natnael Tesfatsion e Jefferson Alveiro Cepeda, entrambi in grado di cogliere buoni piazzamenti nell’ultima stagione. L’eritreo ha saputo ben figurare nelle classiche autunnali italiane, con il terzo posto al Memorial Pantani, mentre l’ecuadoriano ha centrato qualche top-5 nelle brevi corse a tappe spagnole di inizio anno, oltre alle fughe nei Grandi Giri. Dovrà invece riscattarsi dopo una stagione deludente Pelayo Sánchez, quasi mai presente per problemi fisici, ma che nel 2024 aveva mostrato buone doti da scalatore, vincendo una tappa al Giro d’Italia.
Troviamo poi un gruppetto di corridori esperti, che avranno principalmente un ruolo di gregari. Tra questi c’è Davide Formolo, che, ormai lontano dai tempi migliori, dovrà aiutare i compagni in salita, anche se potrebbe avere qualche chance in corse minori. Lavoro di supporto anche per Nelson Oliveira, Jorge Arcas, Albert Torres e Gonzalo Serrano. Deve invece ancora dimostrare il proprio valore tra i professionisti il 23enne Manlio Moro che nell’ultima stagione ha corso principalmente come gregario, ma potrebbe guadagnarsi anche qualche chance per provarci in prima persona, così come Michel Hessmann. Il 24enne tedesco deve invece ancora ritrovare continuità dopo lo stop per la vicenda doping. Infine menzione a parte per Nairo Quintana, che dovrebbe correre la sua ultima stagione da professionista e sulla carta non dovrebbe partecipare a nessun Grande Giro, concentrandosi su corse minori per chiudere la carriera.
Le giovani promesse
Unico neopro’ nella rosa di quest’anno è il ceco Pavel Novák, messosi in mostra tra gli Under-23 vestendo negli ultimi tre anni la maglia della MBH Bank Ballan CSB. Il 21enne ceco ha evidenziato ottime doti da scalatore conquistando l’arrivo in quota di Prato Nevoso all’ultimo Giro Next Gen, dove ha chiuso al terzo posto nella classifica finale migliorandosi così di due posizioni rispetto all’anno precedente, e si è già piazzato anche in una gara professionistica, il Giro di Ungheria, dove è stato sesto. Sono anche da segnalare il secondo posto al GP di Capodarco e la vittoria al Trofeo Piva 2024, risultati che possono far prospettare per lui un futuro non solo come uomo da classifica, ma anche come corridore che, con il giusto sviluppo, potrebbe competere anche nelle corse di un giorno più impegnative.
Di pochi giorni più giovane, ma con già alle spalle un anno tra i professionisti, è il colombiano Diego Pescador, anche lui corridore con caratteristiche da scalatore. Il 2025 ha visto il 21enne fare soprattutto esperienza, correndo anche gare non propriamente adatte a lui (come la Parigi-Roubaix) e ottenendo qualche piazzamento, come il sesto posto finale alla Vuelta Asturias e la top-10 sfiorata alla Vuelta a Burgos. Per lui si prospetta un 2026 simile, dove magari alzare un po’ la qualità delle corse affrontate per misurarsi a livelli più alti e proseguire la crescita, cercando inoltre qualche risultato in più.
Organico Movistar 2026
ESP
ECU
ITA
GARCÍA PIERNA Raúl
ESP
HESSMANN Michel
GER
LÓPEZ Juan Pedro
ESP
ESP
ESP
LASTRAS GARCIA Pablo
MURIEL OTEGUI Xabier
PIEPOLI Leonardo
BEL
Volate – 5.6
Montagne – 8
Colline – 7.1
Pavé – 3.8
6.1
L’obiettivo di fondo è quello di tornare protagonisti e per farlo servirà che i vari programmi degli uomini di punta vengano miscelati al meglio e diano tutti buoni risultati. Per il resto, si punta a lasciare il segno con i numerosi cacciatori di traguardi parziali che ci sono in organico e di provare a fare qualcosa in più, rispetto al recente passaato, nelle corse più adatte, considerando che per le volate a disposizione c’è pochino e ancor meno c’è nel settore delle Classiche del Nord.
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