WASHINGTON, 9 gennaio (Reuters) – La Corte Suprema degli Stati Uniti potrebbe emettere oggi almeno una sentenza nell’ambito di diversi casi importanti che restano aperti, tra cui un contenzioso che mette in dubbio la legalità dei dazi a tappeto imposti dal presidente Donald Trump.
Secondo il sito della Corte, i giudici potrebbero pubblicare le opinioni relative ai casi discussi quando prenderanno posto in aula durante la seduta in programma alle 16,00 ora italiana. La Corte non annuncia in anticipo quali decisioni intende emettere.
La contestazione dei dazi di Trump rappresenta un importante banco di prova dei poteri presidenziali, nonché della disponibilità della Corte a porre un limite ad alcune delle più ampie rivendicazioni di autorità del presidente repubblicano da quando è tornato in carica nel gennaio 2025. L’esito avrà anche ripercussioni sull’economia globale.
Nel corso dell’udienza del 5 novembre, giudici conservatori e liberali sono sembrati sollevare dubbi sulla legalità dei dazi, che Trump ha imposto invocando una legge del 1977 destinata all’uso in situazioni di emergenza nazionale. L’amministrazione Trump sta facendo appello contro le decisioni di un tribunale di grado inferiore secondo cui avrebbe ecceduto i propri poteri.
Trump ha affermato che i dazi hanno reso gli Stati Uniti più forti dal punto di vista finanziario. Il 2 gennaio, in un post sui social, Trump ha detto che una sentenza della Corte Suprema contraria ai dazi sarebbe un “colpo terribile” per gli Stati Uniti.
Trump ha invocato l’International Emergency Economic Powers Act per imporre i cosiddetti dazi ‘reciproci’ sui beni importati da singoli Paesi – quasi tutti i partner commerciali esteri – per affrontare quella che ha definito un’emergenza nazionale legata ai disavanzi commerciali statunitensi. Ha invocato la stessa legge per imporre dazi su Cina, Canada e Messico, citando come emergenza nazionale il traffico negli Stati Uniti dell’antidolorifico spesso abusato, fentanyl, e di altre droghe illecite.
I ricorsi contro i dazi nei casi all’esame della Corte Suprema sono stati presentati da imprese colpite dalle misure commerciali di Trump e da 12 Stati americani, per lo più governati da Democratici.
(Tradotto da Claudio Leonel Piacquadio, editing Sabina Suzzi)