La produzione dei SoC Snapdragon 8 Elite Gen 6 richiede il nodo a 2 nm. Samsung sfida TSMC con rendimenti elevati e accordi come quello con Tesla.

Il debutto del nuovo SoC Exynos 2600 costituisce una prova dell’efficacia raggiunta dal processo produttivo GAA a 2 nm di Samsung, il quale permette alla compagnia di ottimizzare le proprie capacità di fonderia per ridurre progressivamente lo scarto che la separa da TSMC. I risultati positivi ottenuti finora dalla divisione chip hanno favorito la stipula di un contratto di fornitura dal valore di svariati miliardi con Tesla, oltre ad aver garantito all’azienda l’acquisizione di ordini per i nodi a 2 nm da parte di importanti realtà cinesi attive nel mercato dell’hardware per criptovalute. Le trattative relative alla possibile esternalizzazione della produzione dei chip Snapdragon 8 Elite Gen 6 Pro e Snapdragon 8 Elite Gen 6 per conto di Qualcomm non hanno ancora trovato una conclusione formale, sebbene la presentazione ufficiale sia prevista entro nel quarto trimestro 2026 e il leaker Digital Chat Station evidenzia come, allo stato attuale delle pianificazioni industriali, la società di San Diego intenda mantenere la produzione dei chip SM8975 e SM8750 presso le strutture di TSMC tramite il nodo N2P a 2 nm.

I piani potrebbero evolvere nel prossimo futuro poiché il completamento della fase di progettazione della variante Samsung per lo Snapdragon 8 Elite Gen 5 indica la possibilità di avviare la fabbricazione di massa sul nodo GAA a 2 nm qualora i test di convalida diano esito positivo. La dirigenza di Samsung ha già provveduto alla consegna di campioni del processore ai laboratori di Qualcomm per permettere una analisi approfondita che determini se la seconda versione dello Snapdragon 8 Elite Gen 5 rispetti i parametri di qualità e le rigorose aspettative imposti dal committente. La gestione finanziaria dei progetti futuri impone a Qualcomm l’apertura di un dialogo costruttivo con Samsung per implementare una strategia di doppio approvvigionamento che mitighi l’impatto economico derivante dagli elevati costi di produzione attuali. Il prezzo stimato di circa 280 dollari per unità per lo Snapdragon 8 Elite Gen 5 rende necessaria una diversificazione della catena di fornitura per proteggere i margini di profitto e garantire una distribuzione più sostenibile dei chip di fascia alta.

Le specifiche condivise dal noto leaker cinese pongono l’accento sulla nuova architettura del cluster CPU “2 + 3 + 3” destinata ai due SoC, che rappresenta un cambiamento rispetto alla configurazione “2 + 6” dei modelli precedenti come lo Snapdragon 8 Elite. La dotazione dei nuovi chipset comprenderà la GPU Adreno 850, sebbene la versione standard dello Snapdragon 8 Elite Gen 6 disponga di un processore grafico con prestazioni ridotte che non includerà il supporto per le memorie RAM LPDDR6 o per i sistemi di archiviazione UFS 5.0. Il posizionamento commerciale della versione “Pro” rimarrà confinato ai telefoni Android di fascia ultra-premium a causa degli ingenti oneri economici legati ai processi di produzione a 2 nm che limitano l’accessibilità. La stabilità del nodo produttivo di Samsung giocherà un ruolo essenziale nella definizione dei futuri equilibri del mercato e nella competitività dei prossimi smartphone di punta.