Matteo Trentin in una foto d’archivio
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La notizia del ritiro improvviso di Simon Yates ha scosso il mondo del ciclismo. Il britannico della Visma | Lease a Bike, fresco vincitore del Giro d’Italia 2025 e di una tappa al Tour de France 2025, ha annunciato la fine della sua carriera nel giorno del suo media day, lasciando tutti di stucco. Anche nella presentazione della Tudor Pro Cycling, l’argomento è inevitabilmente emerso. Matteo Trentin, uno dei veterani del gruppo, ha provato a dare una lettura della scelta inaspettata del collega 32enne.
«Sono sorpreso, ma non troppo – ha detto il trentino classe ‘89, alla vigilia della sua quindicesima stagione da professionista – Il ciclismo è diventato davvero stressante, specialmente se corri per la classifica generale nei grandi Giri, come faceva Simon. Non poteva mai avere un giorno di riposo, aveva più training camp, più lavoro specifico e più pressione. Forse ne ha avuto abbastanza di tutto lo stress».
Ma per Trentin c’è anche una nuova stagione da correre. Il calendario del nuovo anno sarà simile al solito: si aprirà con il weekend d’esordio in Belgio, seguito da Parigi-Nizza e dal cuore della stagione delle classiche. «Il Tour ci sarà, ovviamente», ha confermato. Sul Giro d’Italia ha invece posto una condizione climatica: «È in ballo. Dipenderà dalla mia condizione dopo le classiche. Se la stagione è difficile, con pioggia, freddo e vento, sarà molto più complicato fare il Giro. È già difficile combinare le due cose, col maltempo lo è ancora di più».
Pur con un contratto in scadenza a fine 2026, Trentin non pensa al ritiro. «Ne ho parlato con la squadra e, se sarà possibile continuare, perché no? Dopo 15 anni, i figli crescono e il lavoro non determina più la mia vita. Amo ancora il ciclismo, l’allenamento, le gare e l’adrenalina. Quindi vedremo durante l’anno».