Dopo più di 10 anni è tornata sul piccolo schermo una delle serie sulla criminalità più amate dal pubblico italiano e internazionale: “Gomorra”. È su Sky e in streaming su Now dal 9 gennaio “Gomorra – Le origini”, la serie prequel di “Gomorra” che, con sei episodi ambientati nella Napoli degli anni ‘70, racconta le origini della storia e come un giovane Pietro Savastano si è trasformato nel boss criminale di Secondigliano. A vestirne i panni, l’attore esordiente Luca Lubrano.
Nel cast anche: Francesco Pellegrino (Angelo ‘A Sirena), Flavio Furno (‘O Paisano), Tullia Venezia (Imma Ajeta) e Fabiola Balestriere (Annalisa Magliocca).
“C’è voluto tempo per maturare questa storia, noi sentiamo una grande responsabilità nei confronti del pubblico e siamo oggi qui a raccontare le origini di Gomorra perché sentiamo di avere tra le mani qualcosa di potente di tensivo e di emozionante da restituire alla gente”, sono le parole di Marco D’Amore, regista della serie.
La recensione di Gomorra – Le origini“C’è il rischio che Gomorra renda la criminalità affascinante?”
“Cosa c’è di sbagliato nella fascinazione narrativa verso il male – sono le parole di Marco D’Amore” -. Le mie avventure più belle da studente di teatro sono legate a testi come “Macbeth”, “Riccardo III” di Shakespeare, cioè il racconto del male assoluto. Qualunque sia il linguaggio attraverso cui ci si esprime, se è fatto bene, se è raccontato bene, se è scritto bene e interpretato bene, per il lasso di tempo che dura rappresenta un’evasione dalla realtà, quindi il rischio non c’è”.
Marco D’Amore: “Con Gomorra volevo mostrare da dove nasce la violenza”Fratelli D’Italia contro le serie tv che esaltano la mafia: la risposta di Marco D’Amore, regista di Gomorra