TERMOLI. A Termoli si riaccende a 360 gradi l’attività di Emodinamica: il nuovo angiografo di ultima generazione è operativo al San Timoteo e segna un passaggio decisivo per la sanità molisana, frutto di un investimento strategico finanziato con i fondi del Pnrr.
Non un semplice aggiornamento, ma un cambio di paradigma che riporta il presidio termolese ai livelli delle migliori strutture nazionali, garantendo precisione diagnostica millimetrica, tempi di intervento ridotti nelle patologie tempo‑dipendenti e una drastica diminuzione dell’esposizione alle radiazioni per pazienti e operatori. Un tassello che anticipa ciò che accadrà a breve anche al Veneziale di Isernia, dove entro un mese entrerà in funzione un angiografo gemello, completando un’operazione di rinnovamento tecnologico che ridisegna la rete cardiologica regionale e rafforza l’asse dell’emergenza‑urgenza.
Nel reparto di Emodinamica del San Timoteo, questa mattina, si respirava un clima di entusiasmo concreto: medici, infermieri e tecnici – guidati dal dottor Gianludovico Magri – hanno accolto la nuova apparecchiatura con la consapevolezza che solo strumenti moderni permettono di esprimere pienamente competenza, rapidità e sicurezza. Perché la tecnologia è fondamentale, ma è il fattore umano a trasformarla in cura.
A seguire il collaudo e la messa in funzione erano presenti il presidente della Regione Molise Francesco Roberti, il Direttore Generale dell’ASReM Giovanni Di Santo, il Direttore Sanitario dell’Azienda Giovanni Giorgetta e la Direttrice Sanitaria del San Timoteo Francesca Tana: una presenza istituzionale che certifica l’importanza dell’intervento e la volontà di imprimere una svolta reale alla sanità pubblica molisana.
Con l’avvio del nuovo angiografo, Termoli torna ad essere un punto fermo nella gestione delle emergenze cardiologiche e si inserisce in una strategia più ampia che punta a rafforzare l’intero sistema regionale. Un segnale atteso, necessario, che restituisce fiducia ai cittadini e mette al centro un principio semplice ma decisivo: la qualità delle cure non può essere un privilegio, ma un diritto garantito.
EB


