Tra una settimana Torino potrà vantare la prima statua dedicata a una donna.Ci ha pensato l’Opera Barolo, con una statua di bronzo alta 4 metri realizzata dallo scultore torinese Gabriele Garbolino Rù, dedicata alla marchesa e filantropa Giulia Falletti di Barolo.

Un’operazione resa possibile grazie all’apporto economico della famiglia Abbona, attuali proprietari delle cantine dove Giulia stessa ha fatto nascere il Barolo, «re dei vini e vino dei re».

Lo scoprimento della statua sabato prossimo sarà al centro di un momento di celebrazioni che si protrarranno per tre giorni. «La statua non è ancora posizionata – spiega Enrico Zanellati, curatore del progetto – sorgerà nell’angolo tra via Corte d’Appello e via delle Orfane, sullo spigolo di Palazzo Barolo, residenza torinese della marchesa». La statua, che emergerà dal muro, raffigura Giulia che abbraccia una detenuta. È il simbolo della sua più importante azione sociale in città, quando nel 1823 fondò il Rifugio per le donne recluse in carcere che, scarcerate e isolate dal contesto sociale, non sapevano dove andare a vivere. Quell’iniziale progetto, due secoli dopo, è oggi un’importante cittadella della solidarietà che sorge alle spalle di Porta Palazzo.

Nata in Francia e cresciuta nella corte di Napoleone, conosce a Torino il nobile Carlo Tancredi Falletti di Barolo e lo sposa. Entrambi devoti e religiosissimi, non avranno figli e concentreranno tutte le loro attenzioni alle iniziative benefiche: scuole gratuite, assistenza ai poveri e donazioni.

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