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A Milano un migliaio di persone è sceso in piazza per protestare contro gli arresti dei componenti della associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese, l’Abspp, perché sospettati dalla magistratura genovese di finanziare Al Fatah. “Mohammad, Raed, Yaser, Khalil e gli altri, Anan, Ali, Mansour e tutti i palestinesi ’colpevoli’ di solidarietà liberi subito!” hanno urlato i manifestanti nel denunciare la conferma del trasferimento in carceri di massima sicurezza di Mohammad Hannoun a Terni, Raed e Yaser a Ferrara e Albustanji in Calabria senza la possibilità di visite famigliari: ’Dovunque voi siate siamo e saremo al vostro fianco senza arretrare nella solidarietà“.
Insultata una cronista del Giornale
“I proPal hanno insultato e voluto buttare fuori dal corteo di Milano la nostra giornalista Giulia Sorrentino urlando ’fuori i sionisti dal corteo’ e ’questa faccia di m… qui non ci deve stare’. Lo hanno urlato al microfono, guardandola negli occhi e gridando ’vergogna’, e ancora ’non sei la benvenuta’”. Il quotidiano Il Giornale ha pubblicato un video dell’aggressione verbale girato nella zona di viale Padova, durante il corteo per chiedere la liberazione del presidente dell’Associazione palestinesi in Italia Hannoun. “Sono venuta a fare la giornalista” dice Giulia Sorrentino, che si sente rispondere “ma chi ti vuole, ma chi ti guarda”, mentre un manifestante con il megafono urla “fuori i sionisti dal nostro corteo”.
Solidarietà della politica
Solidarietà da diversi esponenti del mondo della politica, soprattutto del centrodestra, è andata al Giornale e alla sua cronista. “Esprimo solidarietà alla collega Giulia Sorrentino aggredita oggi, durante una manifestazione ProPal , con insulti e intimidazioni. Va sempre ricordato – ha scritto in una nota il sottosegretario alle Infrastrutture Alessandro Morelli – che la libertà di stampa à il fondamento di ogni democrazia”. “Assistiamo all’ennesimo episodio di maleducazione e violenza verbale, dopo i continui e costanti insulti a Liliana Segre in analoghi precedenti cortei Pro Pal dei mesi scorsi, da parte di questi pseudo democratici e pseudo pacifisti” ha commentato il capogruppo del Carroccio al Senato Massimiliano Romeo esprimendo “massima solidarietà” a nome suo e di tutta la Lega Lombarda di cui è segretario. Solidarietà anche dal senatore di Italia Viva Ivan Scalfarotto; “a cronista – ha scritto sui social – era lì per fare il proprio lavoro, la libera informazione non può essere intimidita in questo modo”. Di un “atto gravissimo” e di una “aggressione squadrista in piena regola” ha parlato la vicesegretaria della Lega Silvia Sardone.
Roma, bruciate bandiere americane
Tre bandiere degli Stati Uniti sono state bruciate dai manifestanti nel corso del corteo che da piazza dell’Esquilino è andato verso via Bissolati e l’Ambasciata americana, a Roma. Anche qui il corteo riuniva associazioni, movimenti e sindacati di base in segno di solidarietà al Venezuela dopo l’intervento degli Stati Uniti e la cattura di Nicolas Maduro, dei quali gli attivisti hanno chiesto chiedono “l’immediato rilascio”.
Duecento persone in piazza a Firenze
Duecento persone, partite da piazza San Marco a Firenze, per il corteo organizzato da ’Firenze per la Palestina’ cui hanno partecipato anche Usb, Potere al Popolo e altre sigle della sinistra radicale. Nel corteo, con bandiere palestinesi e striscioni, sono stati scanditi slogan come ’Fuori l’Italia dalla Nato’ e ’Yankee go’. “Avevamo organizzato questa manifestazione prima degli ultimi fatti sul Venezuela – ha detto Edoardo Todaro (Firenze per la Palestina) -, l’avevamo organizzata e pensata rispetto alla questione della Palestina e per ricordare una delle tante orribili stragi compiute da Israele nei confronti del popolo palestinese, quella di Piombo Fuso che causò oltre 15.000 morti. Si è aggiunta la situazione del Venezuela perché a parere nostro i due fatti sono strettamente collegati, nel senso che viene messa in discussione l’autodeterminazione dei popoli a decidere il proprio destino, come è successo appunto in Venezuela con il rapimento di Maduro e della sua compagna”.
