di
Davide Stoppini
La Roma con gli uomini contati impiega quasi 80 minuti ma riesce a piegare il Sassuolo e a portarsi almeno temporaneamente al secondo posto, a tre punti dall’Inter capolista
Il Koné giusto ce l’ha Gasperini. Manu, quello che con le treccine — perché con il piede la fatica è infinita — a 14’ dalla fine ha messo in porta tutta la frustrazione di una squadra, la Roma, che tanto aveva prodotto nella ripresa. L’altro, Ismael, non è salito sul treno dell’Olimpico nel primo tempo, quando solo davanti a Svilar non ha trasformato un’occasione che avrebbe cambiato il verso della sfida.
La sintesi è estrema, ma tanto racconta di questo Roma-Sassuolo. È stata la vittoria di Gasperini, questa forse più di altre. Costretto persino a richiamare dal letto dell’influenza Wesley e a convocarlo solo in mattinata, per poi metterlo in campo nella ripresa (ingresso decisivo, per ritmo e intensità). Simbolicamente, dentro una squadra rimasta senza centravanti, con Ferguson colpito duro dopo 15’ e rimasto dentro per onor di firma fino al 39’, Gasp è andato a dama spingendo i suoi all’intervallo, convincendoli che solo alzando il ritmo avrebbero potuto mettere in difficoltà il palleggio del Sassuolo.
Domani il centravanti glielo regalerà probabilmente il mercato: è atteso il sì di Raspadori. Ma in partita nei secondi 45 minuti s’è vista una squadra totalmente aggrappata ai principi del suo allenatore, al punto di piazzare le tende nella metà campo avversaria anche a costo di rischiare ripartenze letali firmate Fadera e Laurienté. Ma erano rischi calcolati, alla fine della fiera.
Due giocatori su tutti avevano la gamba e la potenzialità per trascinare la Roma. Koné, appunto. E l’altro era Soulé, che ha risposto presente: suo il grande assist di sinistro per il vantaggio, suo il piede sinistro del facile raddoppio dopo un’azione magistrale, rifinita dal tacco di El Shaarawy. Tra i nati dal 2003 in poi, oltre a Soulé solo Yamal nei cinque tornei top ha raggiunto quota 10 tra gol e assist nelle ultime tre stagioni.
Il Sassuolo, guidato da un Matic che in questa serie A è ancora dominante, ha avuto due grandi demeriti: non aver concretizzato le tante situazioni potenzialmente pericolose del primo tempo, con diversi errori nel penultimo passaggio. E poi, nella ripresa, non aver retto l’urto della crescita degli avversari in mezzo al campo (bravo Pisilli).
La Roma ha capito questa difficoltà della squadra di Grosso e si è infilata nella partita. «All’intervallo ho solo detto ai miei che avrei voluto vederli aggredire l’area, come accade in allenamento — ha raccontato Gasperini —. Ho una squadra straordinaria per carattere». Dopo l’errore incredibile di Tsimikas a porta vuota, ecco allora l’uno-due firmato Koné-Soulé. E Gasp s’è confermato micidiale con le formazioni di minor tasso tecnico: vinte tutte le partite, ad eccezione di Torino e Cagliari. Il vero salto dovrà esser fatto nei big match. Magari servirà un aiuto dal mercato. Ma intanto, seppur con due partite in più, la Roma s’è goduta una notte da seconda in classifica.
10 gennaio 2026 ( modifica il 10 gennaio 2026 | 21:08)
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