È morta il primo gennaio a mezzogiorno. Per lei, una bimba di 13 mesi, non c’è stato nulla da fare e ha chiuso gli occhi in un letto dell’ospedale Maggiore. È morta in un giorno che per tutti è di festa, tra le lacrime di mamma e papà, increduli e impotenti di fronte a un «male», che ha già portato in cielo tanti piccoli angeli, lasciando nel dolore più profondo famiglie e intere comunità.
Sulla causa sembra infatti che ormai non ci siano più dubbi: infezione batterica dovuta a meningite da pneumococco. E purtroppo non è la prima volta che accade, ma la tragedia è sempre infinita e inspiegabile, che reca solo silenzio.
La piccola abitava in una frazione di Bibbiano, Corniano, sulla strada per San Polo D’Enza. Un comune con poco più di 10 mila abitanti, dove le notizie corrono veloci, di casa in casa, e il cordoglio è condiviso. Una bambina di un anno e un mese, che viveva con la sorellina di 5 anni e i suoi genitori: una famiglia di origine indiana, con la mamma casalinga e il papà impegnato nel lavoro agricolo, come tanti concittadini delle nostre campagne. Una bambina molto bella, anzi «molto bellissima», dicono di lei, vivace e socievole, così come è facile pensare, con i capelli e gli occhi neri, specchio nella sua terra al confine con il Pakistan. Una bambina che poco prima di Natale ha cominciato a non sentirsi bene. E tutto faceva pensare a una semplice influenza.
Tuttavia, i genitori non hanno aspettato e per la febbre alta hanno subito accompagnato la piccola dal pediatra. Ma la febbre da 39 non scendeva, anche i farmaci che solitamente si usano in queste circostanze non sono serviti. Il 19 dicembre, mamma e papà l’hanno portata al pronto soccorso di Reggio Emilia. E purtroppo il 20 dicembre la situazione è peggiorata. Il giorno dopo i medici del pronto soccorso di Reggio Emilia, evidentemente per le condizioni preoccupanti, hanno consigliato di trasportarla a Parma: il 21 dicembre scorso la piccola con l’ambulanza è arrivata all’ospedale Maggiore dov’è stata ricoverata direttamente in Terapia intensiva. Nonostante le cure premurose, gli interventi e l’assistenza continua, nei giorni successivi, il quadro clinico della bimba è peggiorato ancora. Fino al primo gennaio, quando dopo disperati tentativi di salvarla, la piccola è morta a causa di un’infezione batterica dovuta a meningite da pneumococco, che ha innescato conseguenze irreversibili sia sul sistema nervoso centrale sia su quello cardiocircolatorio.
Una notizia terribile per tutto il comune di Bibbiano: «Una tragedia immane – dice commosso il sindaco Stefano Marazzi -. Vedere morire un figlio è un dolore indescrivibile. Un dolore che provoca sgomento e che lascia tutti senza parole. Tutta la comunità esprime vicinanza e cordoglio alla famiglia, in attesa di poter capire se potremo essere d’aiuto in qualche modo».
L’ultimo saluto alla piccola sarà venerdì 16 gennaio nella chiesa dell’ospedale Maggiore di Parma. Poi la famiglia ha deciso per la cremazione e le sue ceneri torneranno «a casa»: saranno portate nel Paese d’origine, nello stato del Punjab, il cuore della comunità indiana dei sikh, in quella terra fertile da cui i genitori sono partiti per offrirle un futuro migliore. La stessa terra dei «cinque fiumi», che aveva donato a questo angelo quello sguardo così profondo e così luminoso, già a 13 mesi.
Mara Varoli