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Pugno di ferro del regime in Iran che spara sulle proteste e minaccia i manifestanti, in piazza per il quattordicesimo giorno consecutivo, con la pena di morte. Il numero delle vittime, secondo le ong, è salito ad almeno 116 ma si teme un bilancio molto più pesante. Mentre prosegue il blackout di internet imposto dalle autorità, gli ospedali sono «sopraffatti» dai feriti e fonti mediche parlano di almeno 217 morti solo a Teheran, «la maggior parte a causa di proiettili veri». Gli arrestati dovrebbero essere almeno 2.638. Trump: «Pronti ad aiutare i manifestanti che lottano per la libertà». Il Wsj riferisce di «discussioni preliminari» su un possibile attacco Usa in Iran, che tuttavia non sarebbe imminente. Virale sui social la protesta delle iraniane all’estero che si filmano mentre accendono sigarette da un’immagine in fiamme di Khamenei

Nessuno tocchi Caino: studentessa curda di 24 anni uccisa durante le proteste a Teheran

Robina Aminian, una studentessa curda di 24 anni dell’Università Tecnica Shariati di Teheran, originaria di Nowdesheh nella provincia di Kermanshah, è stata uccisa da colpi di arma da fuoco diretti dalle forze governative iraniane durante le proteste a Teheran. Lo riporta Nessuno tocchi Caino citando informazioni ottenute dall’Organizzazione Hengaw per i Diritti Umani, secondo cui l’incidente è avvenuto giovedì 8 gennaio.

Polizia iraniana: «Si è alzato il livello dello scontro, arresti importanti»

Sardar Radan, comandante in capo della polizia nazionale iraniana, ha dichiarato questa mattina che «il livello di scontro con i rivoltosi è aumentato» e ha celebrato quelli che ha definito «arresti importanti», sottolineando che «i principali elementi dei disordini di ieri sera sono stati arrestati». Lo riporta Sky News.

Iran a Trump: «Se attaccati colpiremo Israele e le basi Usa»

L’Iran avverte il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che «qualsiasi attacco statunitense porterebbe Teheran a reagire contro Israele e le basi militari statunitensi» nella regione, definendole «obiettivi legittimi». Lo ha detto il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Baqer Qalibaf, rivolgendosi ai deputati.