Decine di famigliari di prigionieri politici in Venezuela hanno trascorso la terza notte di veglia fuori dalle carceri in attesa della liberazione dei loro cari, dopo che le autorità avevano annunciato giovedil rilascio di un \”numero significativo\” di detenuti. Si attendono novità anche per il cooperante italiano Alberto Trentini. \n
Intanto il dipartimento di Stato americano ha esortato i cittadini Usa in Venezuela a lasciare il Paese \”immediatamente\”. \”La situazione della sicurezza rimane instabile\”, ha dichiarato il dipartimento, una settimana dopo la cattura del leader venezuelano Nicolas Maduro. Il figlio dell’ex leader venezuelano: \”Mio padre sta bene, è un lottatore\”
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\”Quello che è avvenuto in Venezuela e le minacce alla Groenlandia, per certi versi modificano il quadro internazionale. L’azione di Trump è stata particolarmente odiosa, rapida, improvvisa, bugiarda nelle sue intenzioni circa il narcotraffico. Una dimostrazione di onnipotenza. Mai si è visto nel passato un presidente americano giocare ad una sorta di “risiko” mondiale, minacciando dalla Groenlandia a Cuba, dalla Colombia all’Iran. Si aggiunge un suo autoritarismo politico interno, evidente anche a Minneapolis in queste ore. Il mondo a cui appartiene è dominato esclusivamente dalla forza\”. Così Goffredo Bettini, dirigente nazionale del Pd, si esprime sul quadro internazionale in un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano.
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Gli Stati Uniti hanno esortato i propri cittadini a lasciare immediatamente il Venezuela, dopo che è stata diffusa la notizia che milizie armate stanno cercando di rintracciare gli americani nel paese. In un allarme sicurezza diffuso ieri, il Dipartimento di Stato riferisce che membri armati di milizie filo-governative note come ‘colectivos’, avrebbero istituito posti di blocco e perquisito i veicoli alla ricerca di cittadini statunitensi o sostenitori del Paese.
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\”I cittadini statunitensi in Venezuela devono rimanere vigili e prestare attenzione quando sono su strada\”, avverte il Dipartimento, esortando i connazionali a partire immediatamente ora che alcuni voli internazionali dal Venezuela sono stati ripristinati.
“,”postId”:”4b36abf3-8907-412c-b1b2-31f2a7509d56″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-01-11T09:45:20.812Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-11T10:45:20+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Venezuela, chi sono gli italiani liberati e quelli ancora in carcere”,”content”:”
Il regime venezuelano manda un segnale di apertura agli Stati Uniti e al resto del mondo nella speranza di incassare una legittimazione: la liberazione di \”un numero importante\” di prigionieri politici, inclusi cittadini stranieri. Ed è un annuncio che riguarda anche l’Italia, perché tra i nomi dei rilasciati ci sono quelli dell’imprenditore Luigi Gasperin e del giornalista Biagio Pilieri. Si continua intanto a sperare per gli altri 26 italiani, alcuni dei quali con doppia nazionalità, costretti al carcere in Venezuela per motivi legati alla politica, all’attività professionale o all’espressione di opinioni considerate scomode al governo di Maduro: fra loro ci sono il cooperante Alberto Trentini e il commercialista piemontese Mario Burlò.
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\”Il governo italiano si occupa della vicenda Trentini quotidianamente da 400 giorni, e come sappiamo non è l’unico. Lo abbiamo fatto e lo continuiamo a fare mobilitando tutti i canali, politici, diplomatici e di intelligence e non smetteremo fino a quando la signora Armanda non potrà riabbracciare suo figlio\”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella tradizionale conferenza stampa di fine anno. \”E’ molto doloro non potere riuscire a dare risposte nei tempi che vorrei\”
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Nel penitenziario Rodeo, a trenta chilometri da Caracas, \”si sta sempre nella cella, tranne un’ora al giorno per andare al corridoio esterno dove si vede il cielo. Per portarti lì le guardie ti ammanettano e ti mettono un cappuccio sulla testa. Quando è arrivato, Alberto era sconvolto. Io e lui avevamo attacchi di ansia, per cui il servizio infermeria ci dava delle pillole di Sertralina (un antidepressivo, ndr). Mario è più bilanciato, riusciva a rimanere calmo\”. A raccontarlo a la Repubblica è l’attivista colombiano dei diritti umani, Iván Colmenares García, arrestato in Venezuela nel 2024 e che è a casa dal 24 ottobre scorso. Ha avuto come compagni di detenzione gli italiani Alberto Trentini – \”era preoccupato per la famiglia in Italia, per sua madre Armanda che è anziana\” – e Mario Burlò. \”Alberto sa di essere un prigioniero politico, una pedina di scambio – racconta – facciamo parte di organizzazioni umanitarie\”. E spiega: \”per il regime siamo profili perfetti per negoziare la liberazione con i governi stranieri e ottenere qualcosa\”. Su come stiano Mario e Alberto, Burlò \”è dimagrito 30 chili\”, fa sapere. Anche Trentini \”è dimagrito, cammina su e giù lungo quei sei passi accanto al letto. Sono provati\”. \”Le guardie spostano di continuo i detenuti da una cella all’altra – prosegue nel racconto – Durante i trasferimenti sono violente, buttano a terra o contro i muri, colpiscono col calcio del fucile. Ma la tortura bianca, che non lascia lividi, è anche peggio\”. E cioè: \”trasmettono la propaganda chavista. Il martedì il programma di Maduro, il giovedì ‘El mazo dando’, la trasmissione del ministro Diosdado Cabello, quattro ore di sofferenza a sentir ridere Cabello, il venerdì ci facevano ascoltare ‘El turco alimaña’ e il sabato ci finivano con ‘Aló Presidente’ di Hugo\”. Per quanto riguarda le celle d’inverno sono \”un freezer, d’estate un forno. Vieni divorato dalle zanzare\”. Ogni stanza \”misura quattro metri per due, che diventano uno perché su un lato c’è la branda a castello. Ci sono sei passi dalla porta al fondo\”. Mentre \”il bagno è un buco per terra, sporco di feci e infestato di scarafaggi\”.
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Gli Stati Uniti puntano a dominare le risorse, con Chevron pronta a sfruttare la situazione. Un blocco navale e rigide restrizioni bloccano gli altri attori stranieri, mentre le infrastrutture del Paese richiedono investimenti miliardari. In gioco c’è il controllo delle più grandi riserve mondiali di greggio
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Un agente di polizia di 52 anni, arrestato lo scorso dicembre in Venezuela per \”tradimento\”, è morto ieri in carcere: lo annuncia una coalizione di Ong per i diritti umani, denominata \”Comitato delle famiglie per la libertà dei prigionieri politici\”. L’organizzazione ha condannato \”la morte in custodia di Edison José Torres Fernandez\”, \”62 ore dopo l’annuncio ufficiale dei rilasci\”. Anche il partito di opposizione Primero Justicia ha confermato il decesso.
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Gli Usa potrebbero avere un supertestimone nel processo contro Nicolas Maduro. Si tratta, secondo Newsweek, di Hugo Armando Carvajal Barrios, ex capo dell’intelligence militare venezuelana, cacciato da Maduro per tradimento e arrestato poi dagli Usa per un processo nel quale a giugno 2025 si è dichiarato colpevole di reati che prevedono l’ergastolo e sono analoghi a quelli contestati ora al leader venezuelano. È citato nel capo di imputazione e non è ancora stato condannato, segno che i procuratori potrebbero volerlo far testimoniare contro Maduro prima di decidere il suo destino
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Il governo degli Stati Uniti ha avvertito che ci sono milizie armate in Venezuela che cercano americani o prove di \”sostegno agli USA\” e ha ribadito l’appello ai suoi cittadini a non viaggiare o lasciare \”immediatamente\” il Paese sudamericano quando i voli internazionali lo consentono. L’Ufficio degli Affari Consolari del Dipartimento di Stato ha aggiornato la sua raccomandazione per il Venezuela, che continua ad avere il più alto livello di rischio per gli americani. \”Prima di partire, i cittadini americani dovrebbero prendere precauzioni e conoscere il loro ambiente. Ci sono rapporti di gruppi di milizie armate, noti come collettivi, che tagliano strade e perquisiscono veicoli alla ricerca di prove della cittadinanza americana o del sostegno agli Stati Uniti\”, indica l’avviso. La \”situazione della sicurezza in Venezuela continua ad essere fluida\”, osserva il testo pubblicato sul sito dell’Ambasciata degli Stati Uniti. Le autorità degli Stati Uniti esortano gli americani che rimangono in Venezuela a prendere precauzioni \”sui viaggi su strada\” e di controllare le informazioni aggiornate delle compagnie aeree che tornano ad operare nel paese, e ricorda che ci sono ancora interruzioni di corrente e servizi intermittenti. Il governo degli Stati Uniti mantiene la raccomandazione di non viaggiare in Venezuela per i suoi cittadini e li avverte che affrontano \”gravi rischi\” come detenzione illegale, tortura, terrorismo, sequestro, applicazione arbitraria delle leggi locali, criminalità, disordini civili e infrastrutture sanitarie carenti. Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha ritirato nel marzo 2019 tutto il suo personale diplomatico dall’ambasciata americana a Caracas.
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\”Stiamo bene, siamo dei combattenti\”. Lo dice il figlio di Maduro che ha riferito le parole di suo padre dalla prigione di New York
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Decine di famigliari di prigionieri politici in Venezuela hanno trascorso la terza notte di veglia fuori dalle carceri in attesa della liberazione dei loro cari, dopo che le autorità avevano annunciato giovedil rilascio di un “numero significativo” di detenuti. Si attendono novità anche per il cooperante italiano Alberto Trentini.
Intanto il dipartimento di Stato americano ha esortato i cittadini Usa in Venezuela a lasciare il Paese “immediatamente”. “La situazione della sicurezza rimane instabile”, ha dichiarato il dipartimento, una settimana dopo la cattura del leader venezuelano Nicolas Maduro. Il figlio dell’ex leader venezuelano: “Mio padre sta bene, è un lottatore”
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meno di un minuto fa
Venezuela, Bettini (Pd): “Azione di Trump è dimostrazione di onnipotenza”
“Quello che è avvenuto in Venezuela e le minacce alla Groenlandia, per certi versi modificano il quadro internazionale. L’azione di Trump è stata particolarmente odiosa, rapida, improvvisa, bugiarda nelle sue intenzioni circa il narcotraffico. Una dimostrazione di onnipotenza. Mai si è visto nel passato un presidente americano giocare ad una sorta di “risiko” mondiale, minacciando dalla Groenlandia a Cuba, dalla Colombia all’Iran. Si aggiunge un suo autoritarismo politico interno, evidente anche a Minneapolis in queste ore. Il mondo a cui appartiene è dominato esclusivamente dalla forza”. Così Goffredo Bettini, dirigente nazionale del Pd, si esprime sul quadro internazionale in un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano.
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11 minuti fa
Il Dipartimento di Stato chiede ai cittadini Usa di partire immediatamente
Gli Stati Uniti hanno esortato i propri cittadini a lasciare immediatamente il Venezuela, dopo che è stata diffusa la notizia che milizie armate stanno cercando di rintracciare gli americani nel paese. In un allarme sicurezza diffuso ieri, il Dipartimento di Stato riferisce che membri armati di milizie filo-governative note come ‘colectivos’, avrebbero istituito posti di blocco e perquisito i veicoli alla ricerca di cittadini statunitensi o sostenitori del Paese.
“I cittadini statunitensi in Venezuela devono rimanere vigili e prestare attenzione quando sono su strada”, avverte il Dipartimento, esortando i connazionali a partire immediatamente ora che alcuni voli internazionali dal Venezuela sono stati ripristinati.
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24 minuti fa
Venezuela, chi sono gli italiani liberati e quelli ancora in carcere
Il regime venezuelano manda un segnale di apertura agli Stati Uniti e al resto del mondo nella speranza di incassare una legittimazione: la liberazione di “un numero importante” di prigionieri politici, inclusi cittadini stranieri. Ed è un annuncio che riguarda anche l’Italia, perché tra i nomi dei rilasciati ci sono quelli dell’imprenditore Luigi Gasperin e del giornalista Biagio Pilieri. Si continua intanto a sperare per gli altri 26 italiani, alcuni dei quali con doppia nazionalità, costretti al carcere in Venezuela per motivi legati alla politica, all’attività professionale o all’espressione di opinioni considerate scomode al governo di Maduro: fra loro ci sono il cooperante Alberto Trentini e il commercialista piemontese Mario Burlò.
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10:03
Trentini, Meloni: “Lavoriamo su tutti i canali”
“Il governo italiano si occupa della vicenda Trentini quotidianamente da 400 giorni, e come sappiamo non è l’unico. Lo abbiamo fatto e lo continuiamo a fare mobilitando tutti i canali, politici, diplomatici e di intelligence e non smetteremo fino a quando la signora Armanda non potrà riabbracciare suo figlio”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella tradizionale conferenza stampa di fine anno. “E’ molto doloro non potere riuscire a dare risposte nei tempi che vorrei”
Trentini, Meloni: ‘Lavoriamo su tutti i canali’Vai al contenuto
09:26
L’attivista colombiano: “In cella con Burlò e Trentini, crisi d’ansia e violenze”
Nel penitenziario Rodeo, a trenta chilometri da Caracas, “si sta sempre nella cella, tranne un’ora al giorno per andare al corridoio esterno dove si vede il cielo. Per portarti lì le guardie ti ammanettano e ti mettono un cappuccio sulla testa. Quando è arrivato, Alberto era sconvolto. Io e lui avevamo attacchi di ansia, per cui il servizio infermeria ci dava delle pillole di Sertralina (un antidepressivo, ndr). Mario è più bilanciato, riusciva a rimanere calmo”. A raccontarlo a la Repubblica è l’attivista colombiano dei diritti umani, Iván Colmenares García, arrestato in Venezuela nel 2024 e che è a casa dal 24 ottobre scorso. Ha avuto come compagni di detenzione gli italiani Alberto Trentini – “era preoccupato per la famiglia in Italia, per sua madre Armanda che è anziana” – e Mario Burlò. “Alberto sa di essere un prigioniero politico, una pedina di scambio – racconta – facciamo parte di organizzazioni umanitarie”. E spiega: “per il regime siamo profili perfetti per negoziare la liberazione con i governi stranieri e ottenere qualcosa”. Su come stiano Mario e Alberto, Burlò “è dimagrito 30 chili”, fa sapere. Anche Trentini “è dimagrito, cammina su e giù lungo quei sei passi accanto al letto. Sono provati”. “Le guardie spostano di continuo i detenuti da una cella all’altra – prosegue nel racconto – Durante i trasferimenti sono violente, buttano a terra o contro i muri, colpiscono col calcio del fucile. Ma la tortura bianca, che non lascia lividi, è anche peggio”. E cioè: “trasmettono la propaganda chavista. Il martedì il programma di Maduro, il giovedì ‘El mazo dando’, la trasmissione del ministro Diosdado Cabello, quattro ore di sofferenza a sentir ridere Cabello, il venerdì ci facevano ascoltare ‘El turco alimaña’ e il sabato ci finivano con ‘Aló Presidente’ di Hugo”. Per quanto riguarda le celle d’inverno sono “un freezer, d’estate un forno. Vieni divorato dalle zanzare”. Ogni stanza “misura quattro metri per due, che diventano uno perché su un lato c’è la branda a castello. Ci sono sei passi dalla porta al fondo”. Mentre “il bagno è un buco per terra, sporco di feci e infestato di scarafaggi”.
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09:00
Le mani americane sul petrolio venezuelano: chi vince e chi perde
Gli Stati Uniti puntano a dominare le risorse, con Chevron pronta a sfruttare la situazione. Un blocco navale e rigide restrizioni bloccano gli altri attori stranieri, mentre le infrastrutture del Paese richiedono investimenti miliardari. In gioco c’è il controllo delle più grandi riserve mondiali di greggio
Le mani americane sul petrolio venezuelano: chi vince e chi perdeVai al contenuto
08:30
Venezuela: “Agente accusato di tradimento morto in carcere”
Un agente di polizia di 52 anni, arrestato lo scorso dicembre in Venezuela per “tradimento”, è morto ieri in carcere: lo annuncia una coalizione di Ong per i diritti umani, denominata “Comitato delle famiglie per la libertà dei prigionieri politici”. L’organizzazione ha condannato “la morte in custodia di Edison José Torres Fernandez”, “62 ore dopo l’annuncio ufficiale dei rilasci”. Anche il partito di opposizione Primero Justicia ha confermato il decesso.
07:51
Chi è “el Pollo” Hugo Carvajal Barrios, il potenziale super testimone contro Maduro
Gli Usa potrebbero avere un supertestimone nel processo contro Nicolas Maduro. Si tratta, secondo Newsweek, di Hugo Armando Carvajal Barrios, ex capo dell’intelligence militare venezuelana, cacciato da Maduro per tradimento e arrestato poi dagli Usa per un processo nel quale a giugno 2025 si è dichiarato colpevole di reati che prevedono l’ergastolo e sono analoghi a quelli contestati ora al leader venezuelano. È citato nel capo di imputazione e non è ancora stato condannato, segno che i procuratori potrebbero volerlo far testimoniare contro Maduro prima di decidere il suo destino
Chi è “el Pollo”, il potenziale super testimone contro MaduroVai al contenuto
07:50
Venezuela, Usa invitano americani a lasciare il Paese
Il governo degli Stati Uniti ha avvertito che ci sono milizie armate in Venezuela che cercano americani o prove di “sostegno agli USA” e ha ribadito l’appello ai suoi cittadini a non viaggiare o lasciare “immediatamente” il Paese sudamericano quando i voli internazionali lo consentono. L’Ufficio degli Affari Consolari del Dipartimento di Stato ha aggiornato la sua raccomandazione per il Venezuela, che continua ad avere il più alto livello di rischio per gli americani. “Prima di partire, i cittadini americani dovrebbero prendere precauzioni e conoscere il loro ambiente. Ci sono rapporti di gruppi di milizie armate, noti come collettivi, che tagliano strade e perquisiscono veicoli alla ricerca di prove della cittadinanza americana o del sostegno agli Stati Uniti”, indica l’avviso. La “situazione della sicurezza in Venezuela continua ad essere fluida”, osserva il testo pubblicato sul sito dell’Ambasciata degli Stati Uniti. Le autorità degli Stati Uniti esortano gli americani che rimangono in Venezuela a prendere precauzioni “sui viaggi su strada” e di controllare le informazioni aggiornate delle compagnie aeree che tornano ad operare nel paese, e ricorda che ci sono ancora interruzioni di corrente e servizi intermittenti. Il governo degli Stati Uniti mantiene la raccomandazione di non viaggiare in Venezuela per i suoi cittadini e li avverte che affrontano “gravi rischi” come detenzione illegale, tortura, terrorismo, sequestro, applicazione arbitraria delle leggi locali, criminalità, disordini civili e infrastrutture sanitarie carenti. Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha ritirato nel marzo 2019 tutto il suo personale diplomatico dall’ambasciata americana a Caracas.
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07:49
Figlio Maduro: “Stiamo bene, siamo combattenti”
“Stiamo bene, siamo dei combattenti”. Lo dice il figlio di Maduro che ha riferito le parole di suo padre dalla prigione di New York
07:47
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