DI tanto in tanto, il Bar Danilo di Fontanafredda, a Pordenone, finisce nell’occhio del ciclone per i suoi cartelli definiti “goliardici” dal proprietario. E ritenuti “offensivi” da chi li osserva. Come quello appeso da anni all’ingresso del bar che sta all’angolo tra via Silvia Pellico e via Giulio Cesare: “Menu fisso 25 euro con cameriera inclusa”. Ora – come riporta il Messsaggero Veneto – a chiederne la rimozione è il sindacato Flc-Cgil, con un gruppo di pordenonesi. “Siamo di fronte a un insulto alla dignità femminile: è un altro caso di sessismo contro le donne – dice al quotidiano friulano Giuseppe Mancaniello, segretario Flc-Cgil –. Dopo quello che è capitato con il fotomontaggio di Elly Schlein travestita da Befana e il commento irridente di Roberto Dipiazza, il sindaco di Trieste e azzurro di Forza Italia, diciamo basta”. Danilo Rovere, proprietario del bar, da qualche anno lo ha affittato ma – si legge sul quotidiano – ha messo un veto sui cartelli esterni, giudicati “non una sfida alle femministe, ma di puro umorismo. Non offende nessuno e soprattutto è nella mia proprietà privata”.

Il caso

Bar di Catania espone il gusto gelato “Pistacchio gay”. Esplode la polemica

a cura della redazione del Gusto

08 Gennaio 2026

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Il precedente

Già nel 2017, al momento della comparsa del cartello, era scoppiato un caso. “Ma Danilo è così”, dicono i clienti. Mentre il titolare aggiungeva: “E dire che non facciamo nemmeno da mangiare, ma da quando c’è quell’insegna qualche camionista di passaggio si è fermato a chiedere informazioni”. Una goliardata per il proprietario del bar, che sostiene quindi di non lanciare alcuna sfida, se non quella – battuta per battuta – all’inflazione, perché quel presunto menu sarebbe fermo allo stesso prezzo da nove anni. Ma, sicuramente, non è l’unico “scherzo”, come lo definisce lui, appeso alle pareti del bar. All’ingresso campeggia un altro cartello: “Locale riscaldato (da giugno ad agosto)”, ovvero quando il sole picchia duro. Oppure, quel “rapina con appuntamento”. E all’interno è successo anche altro: una mattina Danilo si stampa un’epigrafe con la sua fotografia, la moglie – fino ad allora unica donna che lavorava nel locale, oggi guidato da una madre con la propria figlia – decide di rimuoverla e lui la rimette. Un po’ come la corda che pende dal soffitto, macabra e accompagnata da un cartello che recita “sono un sismografo”.

La polemica

“Hai esperienza e vuoi lavorare nel mio bar? La paga è di 150 euro. A settimana”

di Luisa Mosello

17 Settembre 2025

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Le reazioni

E così, tra “ironia”, marketing e un tocco kitsch, si va avanti. Ma quel cartello con battuta sulla cameriera proprio non va giù. “Un amico e associato mi ha segnalato l’insulto sessista alla cameriera – dice ancora al Messaggero Veneto il sindacalista di Pordenone –. Ma nel 2026 come è possibile sia ammessa una cosa del genere? Questo capita a Fontanafredda e siamo di fronte a uno slogan che sembra uscito dal Medioevo”. L’ex consigliere comunale Sonia D’Aniello sui social parla di “una vergogna”. E via con altri commenti, come “se fossi una cameriera del bar mi sarei licenziata da un pezzo”. Nove anni dopo la denuncia di “Voce donna” di Pordenone il cartello è ancora lì. Con le polemiche.

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