Guardando alla stagione ciclistica 2026 ormai alle porte, il dato è netto: otto squadre correranno ufficialmente con gruppi Sram e otto con gruppi Shimano. Nessuna prevale. Nessuna domina. Un equilibrio che fino a pochi anni fa sembrava impensabile, considerando il lungo regno incontrastato del colosso giapponese.

Per Sram è un traguardo storico: l’azienda americana raggiunge Shimano in termini di presenza nel massimo circuito ciclistico mondiale, trasformando quella che era una rincorsa in una vera e propria sfida alla pari.

Le squadre World Tour con Sram nel 2026

Il fronte Sram è solido e variegato, con team di primo piano e squadre in forte crescita:

  • Decathlon CMA CGM Team
  • EF Education–EasyPost
  • Lidl–Trek
  • Movistar Team
  • NSN Cycling Team
  • Red Bull–BORA–hansgrohe
  • Team Visma | Lease a Bike
  • Uno-X Mobility

Un mix che unisce squadre storiche, progetti ambiziosi e realtà emergenti. Non solo vittorie, ma visibilità costante durante tutta la stagione, dalle classiche alle grandi corse a tappe.

Le squadre World Tour con Shimano nel 2026

Dall’altra parte della barricata, Shimano mantiene una presenza altrettanto forte:

  • Alpecin–Premier Tech
  • Groupama-FDJ United
  • Ineos Grenadiers
  • Soudal–QuickStep
  • Team Jayco AlUla
  • Team Picnic PostNL
  • UAE Team Emirates XRG
  • XDS Astana Team

Otto squadre ufficialmente sponsorizzate, a cui si aggiunge un dettaglio non secondario.

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Shimano c’è anche dove non si vede

Nel 2026 Bahrain Victorious e Lotto Intermarché useranno comunque gruppi Shimano, pur senza una sponsorizzazione ufficiale. Un segnale chiaro: la fiducia tecnica verso il marchio giapponese resta alta, anche quando non c’è un logo da esibire.

Questo rende il confronto ancora più interessante: Sram cresce grazie agli accordi ufficiali, Shimano resiste anche grazie a scelte “di pancia” dei team.

Campagnolo (un’altra volta) fuori dal World Tour

E poi c’è l’assenza che pesa più di tutte. Nel 2026 nessuna squadra World Tour monterà Campagnolo.

Con l’uscita di scena di Cofidis – ultima formazione a portare avanti il marchio italiano – Campagnolo esce completamente dal massimo livello del ciclismo professionistico. Non è la prima volta, ma ogni volta fa un po’ più male.

Non significa scomparsa, né fine della storia. Ma è un segnale chiaro di quanto il World Tour sia diventato un terreno durissimo, dove contano numeri, investimenti e strategie globali.

Non è solo tecnica: è una questione di soldi (e di visione)

Questa parità tra Sram e Shimano non nasce per caso. Dietro ci sono contratti, budget, logistica, assistenza e visione industriale. Il gruppo non è più solo un insieme di leve e ingranaggi, ma un sistema completo: elettronica, software, supporto alle squadre, presenza mediatica.

Sram ha saputo giocare la partita sul lungo periodo, puntando forte sull’elettronico e su accordi strutturati. Shimano continua a essere sinonimo di affidabilità, anche quando non serve dirlo a voce alta.

Un World Tour più equilibrato è una buona notizia

Dal punto di vista degli appassionati, questa situazione è forse la migliore possibile. Più concorrenza significa più innovazione, meno certezze granitiche e più scelte reali anche per chi pedala fuori dalle corse.

Il 2026 non sarà ricordato solo per le vittorie o le sconfitte, ma come l’anno in cui il mercato dei gruppi ha smesso di avere un padrone solo.

E nel ciclismo, quando l’equilibrio cambia, raramente è un dettaglio.

[Fonte]

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